In the fog (no frog)

Pagina in the fog, per la precisione: no frog.

Nella nebbia densa e avvolgente, senza punti di riferimento né appigli, può accadere di tutto; in una rana, nelle interiora (con rispetto scrivendo) al limite puoi baloccarti con esperimenti elettrici o con quelli vitali, ma bisognerebbe incomodare il dottor Frankenstein. Auspichiamo non piova.

Essere privilegiati e fermarsi con la bici da corsa ai piedi della irta ascesa che conduce al castello di Caneva – inquietante, nella nebbia sembra di vivere in un romanzo gotico, oltre che nell’immancabile umidità – mentre il mondo, tutto il mondo e i suoi rumori, scompaiono all’improvviso e cominci a temere l’arrivo di sinistre creature inviate dal Signore degli Inganni. Basta la realtà e avanza, anzi, abbonda.

Sostare nei pressi di una gelateria artigianale mai notata in passato – distrazione, novità o scherzo birbone del destino? – come trovarsi (ritrovarsi) nella migliore cremeria, ma in Siberia, in attesa di cominciare lavori pesanti (pensanti?) finalizzati alla rieducazione, la propria. In attesa di novella, solida maturità: dei genitori, mestiere più delicato e complicato del pianeta; dell’umanità: intera e completa.

Mentre i lampioni in riva ai fiumi – reali, immaginari, letterari – vengono inghiottiti, chiedersi se Marco Pantani quel giorno (poi sera, infine notte profonda, senza fine) avesse pedalato sulle sue salite, se si fosse fidato senza riserve, ancora e per sempre, della sua amica della vita, invece di annegare nei tranelli dei demoni, quelli personali, quelli a due zampe che lo braccavano, per invidia e lucro sporco. Se avesse potuto issarsi sui pedali contro l’orizzonte senza confini, contro la meschinità e la grettezza: non sapremo mai come sarebbe andata a finire.

Eppure, restano indelebili, immarcescibili, inscalfibili le imprese sportive, le emozioni, tutte le emozioni, la purezza del cuore e dell’amore.

Noi, imperterriti, mentre come nel video Billie Jean le brume accolgono un’improvvisa accensione di segnali luminosi terrestri, continuiamo a pedalare, senza pavesare bandiera bianca:

in questa nebbia.

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