Non passaggio

Pagina dei luoghi, tutti, nei quali effettui il non transito; se preferisci: il non passaggio.

Non passaggio, ovvero non concedo il trasporto agli sconosciuti; ma come potrò mai conoscerli se non comincio a frequentarli? I luoghi e gli sconosciuti.

Certo, tra i non luoghi, il non passaggio, i non umani, diventa complicato viaggiare, anche fosse solo con l’immaginazione; o con la non immaginazione? Negazione per sé stessa, uguale a negazione al quadrato o affermazione convinta? Convinta poi da chi, a fare cosa, appare arduo capirlo.

Mi incarto, faccio il regalo in anticipo, evito di comprendere ove voglia trasportarmi la scrittura; meglio così, pensare troppo fa male – dicono – soprattutto a chi possiede materia grigia e la restituisce intonsa: il cervello è un bene primario in comodato d’uso, ma non siamo obbligati a conservarlo inutilizzato.

Come racconta lo scrittore Marco Steiner, allievo e soprattutto amico d’avventure di Hugo Pratt, viaggiare per anni – una vita, più vite – in compagnia di una persona, calcando gli stessi sentieri di un personaggio immaginario vissuto (?) un secolo fa; accorgersi all’improvviso che quel personaggio è aria pura, pura fantasia e malgrado questo, o forse proprio per questo, proseguire nell’impresa; con la voglia indomita di non finire mai, con “ribellione, ruvida poesia e immaginazione“.

La poesia, come il racconto, può essere ruvida o delicata; meglio la prima soluzione, però, se davvero vuoi carpire qualche segreto alla vita, se davvero aneli a trovare le piccole pepite dell’esistenza: senza ipocrisie, senza infingimenti, senza materiale grezzo che offusca e appesantisce.

Anche il non voto dovrebbe preoccuparci, dovrebbe preoccuparci la salute dei bipedi e quella della democrazia di cui sono – in teoria – titolari, inamovibili, per restare in tema; se la democrazia non scalpita, non sussulta, non si agita e di conseguenza, non ci fa vibrare, non serve: è elementare svuotarla dall’interno, truccarla, lasciare intatto e inalterato il suo nome, ma instaurare – tra applausi e cori di quanti non capiscono – vari tipi di regimi. Che poco o nulla vogliono spartire con le libertà sociali e i diritti.

Paragrafo del movimento, in teoria – anche questo – contrario (o: il contrario) del non passaggio, nel senso di passeggio; potrebbe essere non solo il moto di un corpo fisico o di un oggetto, ma quello dell’anima o, significato sociologico importante, fenomeno di aggregazione e mobilitazione di più individui al fine di raggiungere un obiettivo comune. Movimento, vita, piena e appagante.

Fermo (e Lucia?): non passaggio, del resto; non passano gli altri – non deambulano – non passo io; però sbiadisco, appassisco, forse concludo il mio ciclo vitale (non subito).

Immobile, come una guardia svizzera, come una guardia reale di Buckingham Palace, come un menhir dell’Armorica, mentre qualcuno suona con l’armonica a bocca uno struggente tango che rievoca tutti gli amori infelici del mondo.

Chissà poi perché.