Notte o meno, spiriti agitati in azione o meno, bisogna sempre restare sul chi vive – meglio che sul chi muore – perché le tigri dormono poco;
spesso in agguato, pronte a ghermire eventuali prede o chi preda si fa.
Il teorizzatore del principio dell’ombrello – ammesso possa essere utile al cospetto di un grande felino predatore – non ha tenuto conto, o non conosce, la storiella nota ai più in qualità di barzelletta, relativa all’utile oggetto: si scatena un nubifragio, un signore compassato, privo di ombrello entra in un negozio per valutarne l’acquisto, il commesso gli mostra vari modelli, ne illustra le qualità, le caratteristiche, i prezzi; al termine della spiegazione, il potenziale cliente chiede: tutto molto bello, tutto molto interessante, ma per meno che ci prendo? Il commesso replica immediato: la pioggia.
Forse di fronte a una tigre affamata saremmo comunque in difficoltà, però potremmo tentare, extrema ratio, raccontando questa o altre facezie.
L’autore del saggio omonimo, Mickael Launay, ha studiato probabilità – non quella di imbattersi in qualche felino feroce – alla Sorbona (ce ne parla Chiara Valerio) e tramite un’arguzia apre a noi profani e agli scienziati il meraviglioso, magico universo dei numeri; la scienza non è il terreno dell’esattezza assoluta, anzi, ma permette a chi la pratica con passione “di scardinare idee preconfezionate, preconcetti, luoghi comuni“. Ove spesso si annidano o rischiano di generarsi brutture, cattiverie.
Ci piacciono assai le scienze e gli scienziati che non inseguono la perfezione (esiste?), ma che gongolano ravvisando brecce, da cui sempre filtra luce, e difetti tra le cose della nostra vita, aprendo varchi portentosi verso l’ignoto, verso l’avventura.
Anche e soprattutto della conoscenza, in senso ampio e variegato. Del resto, dovremmo aver imparato, anche senza ricorrere a Shakespeare, che il nostro mondo “è più vasto di quello che vediamo” (e/o crediamo di sapere).
La Malesia, come sanno bene gli ammiratori di Salgari/Sandokan, è sempre stata un crogiuolo di miti, leggende, superstizioni fantasiose (perché no?);
un coacervo di anime: indomite, indomabili.
Come tutti dovremmo essere; o almeno, provarci.
Anche senza essere costretti a sfidare una tigre.
