Dellamorte Dellamore

E tutto è morto e tutto è ancor vivo, e solamente tutto è cambiato, quello che provo l'ho sempre provato, e credo ancora in ciò in cui credevo, e il fiocco nero è l'unica cosa, che mi è rimasta con la malinconia, ma insieme a questa stanca anarchia, vorrei anche Te Amica mia; ma dimmi Tu non è meglio così, immaginare ed illudersi sempre, qui ad aspettare qualcosa o niente, qui ad aspettare un no o un sì, che in ogni caso sarebbero fine di tutto questo che almeno è un ricordo, così studiato giorno per giorno, fatto di tanti cristalli di brina. (Il lungo addio, Tiziano Sclavi)

Pagina dei Funerali: funerei cinerei, cinieri listati a lutto.

Ciminiere che eruttano fumo nero, mai inquinante, ovvio.

Nelle urne cinerarie confortate colmate confermate – nella loro funzione base – dal pianto, trovare coccodrilli con fauci spalancate di circostanza, domande, altre assillanti risposte?

Il funerale deve essere per e da definizione una triste cerimonia cerimoniosa dallo scontato cerimoniale – soprattutto il finale? Triste, a insaputa e chissà quanto secondo volontà del caro estinto sbiadito ejettato, con la sensazione che sia più vispo e vegeto lui dei troppi vegetali a due gambe che lo raggiungeranno forse in seguito.

Sia chiaro, il fu – ei talvolta Sikh un po’ immobile nella prece conturbante – immobile esanime per letteratura medica umana, ha svoltato ha compiuto l’agognato nell’agone balzo dimensionale si è evoluto è volato via, varcando il cancello che si apre verso nuovi territori, immaginati da qui: inaccessibili inarrivabili inesplorati misteriosi oscuri spaventevoli.

Più oscuri e spaventevoli dei meandri mentali terrestri? Ai deceduti decaduti interceduti, intercettati, l’ardua sentenza, inappellabile.

Mamma, forse San Nicola tornerà, magari con la mascherina, se gli concederanno una deroga al coprifuoco per comprovate ragioni professionali – No Shopping Victim di Natale – una lettera che Gli consenta libertà di movimento per lavoro in-essenziale, ma foriero di vetusta gioia; arriverà in volo, salvo sciopero della Triplice sindacale delle Renne.

Renne nomadi magiche se fingiamo di ignorare l’estinzione liquefacente liquefatta liquidata con alzata di spalle dei Ghiacci polari – o sarà obtorto collo rassegnato a affidarsi alle ultime compagnie low cost, low ground, low all, anche l’onore e l’onere di dipendenti e carburanti letali?

Underground soprattutto culturale, Colline degli Stivali con cimiteri abbandonati da zombies irrequieti che si sfidano a singolar romantica tenzone carmica – karma poetica – nelle notti di Luna piena, rossa per emozione ed ebrezza di audaci versi, anche del Popolo dei Lupi.

Vite umane dei miei stivali – umore umori umorismi – dopo gargarismi gorgheggi dissonanti borborigmi inopportuni naturali – sotto traccia sotto stimate sotto tacchi consunti.

Mamma, sai cosa Ti dico? Anche per oggi, come nel Mondo Prima, non si vola. Atterriamo, torniamo a quote più terrestri, Icaro mi si è liquefatto anche lui come i Poli (fatto di liquerizia?) sul più bello, finiti fondi energie, esauriti anche i Cieli, inutile invocare la carica del Settimo: volare resterà un meraviglioso sogno desiderio impagabile inappagabile con buona pace – la Pace sia vera e buona per Tutti – dei Fratelli Wright.

Si è tosto maritata? Vivissime condoglianze, Signora mia.

Un autentico funeralone, esequie in pompa magna; più il trapassato è illustre prossimo o remoto, più il volgo tribale virale farà salire i decibel dell’applauso belluino. Ridateci il luminoso Medio Evo, di grazia per grazia mai ricevuta per eco – green&blue is the new World trend – compassione.

Sorella Morte verrà, avrà i Tuoi occhi, auspicabilMente.

Hola Compadre, mi hermano, como esta Tu Vida? Anche comò, certo, utile: la festa perenne – per Effe – senza esclusione di colpi e corpi ottundenti contundenti contendenti, nella quale volenti o nolenti siamo tutti imbucati, è riuscita! Un autentico funerale privo privato club privé di galateo funebre cicisbeo lacrimoso in sostituzione di prefiche trinariciute, icone del dolore cosmico; appunto unico, corteo un tantinello – lontani dal tinello – affollato assembrato, certo adombrato.

All’ombra dei Cipressi.

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