Qui Federazione delle Terra, qui centro del diritto, per costruire la democrazia e il futuro.
Sembrerebbe l’incipit di un romanzo di fantascienza – o di un romanzo distopico, visto che ora non esiste creazione dell’ingegno che non sia distopica – invece è quanto sostiene e argomenta il professor Luigi Ferrajoli.
Allievo di Norberto Bobbio, fiorentino, 86enne professore emerito di teoria del diritto, possiede titoli e, soprattutto, competenze giuridiche per formulare una potente trilogia in grado di delineare e erigere “una nuova democrazia”.
Guardiamo un po’ il caso, ma oggi il diritto e la democrazia sono fortemente in crisi, sull’orlo dell’estinzione: i nuovi potenti del Pianeta, i plutocrati, li irridono e deridono – o perseguono con metodi dittatoriali – chi ancora tenta di difenderli socialmente, di applicarli concretamente.
“Una singolare figura di sognatore”, scrive di lui Antonio Gnoli, sulle pagine di Robinson; un sognatore molto pragmatico, un uomo che, a ragion veduta, potrebbe dire, risultando credibile e affidabile, che “nulla è più realistico dell’utopia”.
L’ho citato spesso, ma il mio antico professore di educazione fisica alle scuole medie, sosteneva che “non è vero che l’utopia sia un’idea irrealizzabile, basta trasformarla in un progetto concreto”.
Da quando si è laureato, nel 1962, Ferrajoli sostiene, con opportune integrazioni e modificazioni, “il federalismo globale“; diverso dal federalismo Usa, diverso da quello, tutto al momento da enucleare, europeo.
“Il federalismo garantista non comporta la creazione di un nuovo potere, al contrario, limita quelli esistenti: pubblici e privati, pubblici e sociali, statali e sovrastatali. Stiamo vivendo il momento più drammatico della storia umana, fronteggiamo pericoli che nessuno Stato sarebbe capace di scongiurare da solo”.
In effetti, ci siamo confinati da soli in un angolo senza apparenti vie d’uscita: nuovi conflitti militari per pretese economiche o geopolitiche, devastazione della nostra cara, vecchia Terra, eliminazione dei diritti dei lavoratori e dei migranti, pochissimi ricchi sempre più padroni delle risorse fondamentali per la vita e dei beni comuni, popolazioni sempre più povere e non tutelate.
Questo sconvolgente, inaccettabile neo feudalesimo è sintetizzato in modo esemplare dalla frase sprezzante dell’individuo che, da volgare affarista miliardario, occupa la Casa Bianca: “Non ci sono limiti al mio potere”.
“Si tratta – spiega il professore – di un nuovo fascio liberismo, creatosi anche per le crisi delle sinistra e per la scomparsa di liberalismo e socialismo”. Ideologie decadute, hanno aperto una voragine enorme, non colmata da nuove idee, nuove necessarie battaglie e strumenti, di lotta e resistenza.
“Prendere il diritto sul serio – continua indomito Ferrajoli – è l’unica risposta realistica nell’interesse di tutti; non sono ottimista, è più probabile che si vada al disastro, ma lo scopo del mio progetto è dimostrare che un’alternativa allo sfacelo non solo esiste, ma è davvero possibile, obbligatoria”.
Bisognerebbe accelerare i ritmi (i nostri, soprattutto): il clamoroso, conclamato fallimento dell’Onu e delle varie carte dei diritti, solo enunciazioni di principi, mai applicate, non consentono margini di manovra ampi e flemmatici.
“Ormai dobbiamo renderci conto che la polis è il pianeta, gli ostacoli alla pace sono i confini che negano uguale dignità agli esseri umani”.
Viviamo in un mondo nel quale la politica – mentre dittatori e plutocrati si sollazzano e scorrazzano indisturbati – è affetta “da miopia del giorno dopo, che alimenta presentismo e localismo”. Se invece ci soffermassimo, anche solo pochi istanti, a pensare, ci renderemmo conto che, come mai nel passato, “potenza economica e tecnologica potrebbero soddisfare i bisogni di tutti”.
Infine, per accedere, o meglio, realizzare la Costituzione della Terra, è necessario rammentare che i potenti non necessitano del diritto, perché “dispongono di forza, menzogna (superfluo menzionare esempi), denaro per corrompere”, mentre i deboli, loro sì, hanno estremo bisogno “della sfera delle garanzie, del diritto, da quello penale a quello costituzionale, a quello internazionale; tutti i diritti fondamentali – diritti di libertà e diritti sociali – proteggono le persone più esposte ai soprusi (di ogni tipo), le persone più deboli”.
Il professor Ferrajoli, conscio di quanto arduo e difficile sia il compito, ricorre all’arcaico filosofeggiare di Immanuel Kant:
“senza una speranza di tempi migliori, non ci sarebbe più spazio per la politica e per la morale”.
Vogliamo, finalmente, un vero mondo nuovo, una nuova Terra per tutte e tutti, o ci rassegneremo a sopravvivere come “persone illegali”, per poi morire peggio?
