L’erba volenterosa non cresce nemmeno… a spingerla

“Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.”

1984 George Orwell

Pagina del Witch Blair Project o dell’Eric Arthur Blair Project?

1984 Animali nella fattoria in Catalogna o omaggio catalano di una fattoria per ospitare, accogliere, curare 1984 Animali raminghi e indipendentisti?

George Orwell era E.A. Blair – Blair? – o il suo doppelganger?

Adesso che finalmente sono decaduti i diritti d’autore sulle Sue opere, dovrei pensare a un astuto stratagemma per monetizzarle.

Evitiamo per cortesia come fosse la peste di Milano – Manzoni o Camus, poco todo cambia – i poteri forti o deboli, partiti politicanti spesso sinonimi di violenza e menzogne, bendate ortodossie non certo in quanto emule di Dike; meglio dedicarsi agli orti urbani o extra urbani invece di rinunciare alla propria libera razionalità per innaturali, tirannici vincoli, di mandato o fallocefala ubbidienza.

Abolire/bollire il Lei – se è ‘Lei’, perché ‘il’ articolo maschile? MiTu in agguato – un Lei ‘borghese’, anche senza colpi di stato o di scena, per tornare al più umano, naturale, fraterno Tu; chissà, sedicenti rivoluzioni proletarie cosa penserebbero, quelle che di solito approdano a nuove onorate società, con più ampie masse di schiavi e rinnovate vecchissime oligarchie di infami affamatori.

Dovessero mai scoppiare disordini in assenza di domestici, insurrezioni e/o bombe, qualche anarchico solitario o qualche misterioso gruppuscolo, sempre anarchico, cui addossare la colpa dei mali dell’Universo, si trova sempre, per tempo e alla bisogna.

Tornare presto, meglio subito, entro sabato, ai noiosi confronti vis a vis: spersonalizzare gli esseri umani è comodo e pratico, dematerializzarli orbandoli di carne, ossa, sangue, volti; con una caricatura più facile riversare odj, diffamazioni, soprusi, violenze; più facile abbattere un nemico capro espiatorio virtuale, indicandolo come responsabile di fallimenti ingiustizie iniquità.

Tutti schierati contro ‘la tosse da oggi’, fastidiosa e persistente, grassa o secca come la Flaca; la tosse dell’oggi – peggio ancora quella del domani – va stroncata sul nascere, per spezzare definitivaMente le catene dell’odioso quotidiano.

Come insegnavano gli antichi Genitori o i Genitori degli Antichi: l’erba voglio/volenterosa non cresce nemmeno nei giardini di Palazzo Madama, nemmeno a spingerla da sotto grazie a simpatiche popolazioni di generose talpe.

A proposito di madame, quella tetra meneghina che tutti – a partire dalla sua famiglia – credevamo ormai in disarmo in qualche palazzotto demodé decrepito, con piglio da fiera (no expo) nell’accezione della ferinità sociale, ha proposto di garantire cure mediche e assistenza sanitaria in base al censo, alla produttività, al prestigio sociale. Per carità, certo poco cristiana: datata la sciura, datata l’ideuccia. La Costituzione? Qualcuno ha alzato sopracciglio, ditino indice e mostrato il testo della Costituzione 1948 – non 1984? Suvvia, abbiate il senso del ridicolo il senno del ridicolo, non siate ridicoli senza senno: roba da mercatino delle pulci, obsoleta da solai impolverati, ferrovecchio ossidato superato dai fatti del Mondo Dopo, utile ormai solo come curiosità in brevi filmati sul genialopiteco portale nextflick della post cultura.

Madamoni incartapecoriti e madamine muffite dal catalogo così scontato, sempre identico nei secoli, dovrebbero provare a vincere il loro congenito tedium vitae con esperienze audaci, da brivido: turni notturni di pulizia latrine presso San Vittore e/o Sant’Egidio – ahi, scellerato, sciagurato Egidio centravanti goffo – così, per constatare sulla propria pelle l’effetto che fa. Emozioni uniche da privilegio, censorio.

Sai malvagio Dottor Zero, nel Mondo Prima, prima che la Fantasia al potere diventasse uno stupido slogan da reclame, volevamo tutto, perfino il panino farcito di Rose;

nel Mondo Dopo – calato di molto il Trinchetto, perduta la barra – abbiamo riparametrato sogni e pretese:

incappare in Persone comprensive forse è davvero troppo, speriamo almeno siano comprensibili.

“Forse non si desiderava tanto essere amati, quanto essere capiti.”

1984 George Orwell

Della Nuova Babele (per cantar di Danilo Sacco)

Pagina degli Appunti per il dopo, se verrà.

Appunti nel buio. Al buio. In tutti i sensi, con tutti i sensi ottenebrati.

Note, musicali: sperando di non essere sommersi da immondizie concrete, nauseabonde, in aggiunta a quelle musicali.

Note per rammentare a noi stessi di non scordare strumenti a corda e soprattutto di affidare la nostra immaginazione ai Poeti, ai Musici (anche Mosici), agli Artisti, ai Pazzi, a tutti gli Irregolari di ogni ordine e genere, in disordine di apparizione e scomparsa.

La Torre di Babele, mai più lirici tramonti, tramonti della lirica, lirica senza tramonto dal Giardino degli Aranci, solo albe a getto continuo a getto di pennellate a getto d’inchiostro e matite, per nuovi Orizzonti, possibilmente gentilmente infiniti, per nuove necessarie Persone.

Lo ha già cantato anche quel marxista indolente di Lennon, John per amici e detrattori, niente più confini, niente più muri; niente tv tv del niente, niente social asociali più dell’Eremita cieco di Frankestein Jr., robuste cure coatte – queste sì! – contro la mediocrità cui hanno derubato da tempo l’aurea corona, miliardi di voci, una sola cacofonica polifonica Realtà, infinite voci che infischiandosi di chi perde o vince, inneggiano a chi impara, voci infinite che cantano secondo le proprie possibilità, dialogano, capiscono e si capiscono da punti di vista e di esibizione differenti, tutti originali personali all’inverosimile, per la crescita del Coro, alla faccia del pil letale che ci vorrebbe mesti solisti ego maniaci.

Realtà in formato Tyson o tentare di prendere a pugni la Realtà, fino a quando resterà un po’ di fiato? Prendere a pugni le ovvietà, le verità banali prestabilite, scaricabili in confezione famiglia, anzi popolo (conveniente, per la setta dei Neo Leviatani); sgretolare con un ragionamento e un sorriso sardonico leggi (t)erga omnes inumane, inaccettabili.

Consacrare Uomo e Natura quali unici (nella propria categoria) patrimoni universali, con o senza bollini di certificazione, una Nuova Babele, una nuova società mondiale, non più – mai più – delle nazioni e delle razze, ma di Tutti i Popoli del Pianeta Terra.

Esseri Umani e Ambiente dichiarati senza trucco parrucco inganno: patrimonio dell’Umanità totale, patrimonio non dei padri padroni e/o di figli figliastri, ma globale, indisponibile agli appetiti predatori individuali; patrimonio universalis, indispensabile non dispensabile, sacro anche senza beatificazione religiosa dogmatica, sopra oltre ogni fallace legge umana, sopra ogni interesse particulare di minimi recinti urticanti.

Senza se e senza ma, subito, adesso, qui e ora.

I sogni sono desideri, illusioni, visioni? Gli incubi sono concreti e spigolosi, lo sperimentiamo quotidianamente, benediciamo questa notte, trascorriamola scrivendo e riscrivendo racconti utopici da trasformare in Progetti, per rendere reali i pensieri più onirici, quelli più audaci, quelli ritenuti eretici dai Guardiani fallocefali; estirpare dal corpo e dalle viscere di Madre Gea tutti gli infinitesimali frammenti infestanti o germogli della gramigna malefica inquinante, dei virus delle fobie isteriche, delle ignoranze patologiche che ci trascinano nel Maelstrom dei riti superstiziosi, della paura insana che non è accortezza ma genuflessa supina rassegnazione, ossequioso servilismo senza l’ombra refrigerante di un dubbio, servilismo senza speranza di affrancarsi, catene eterne al muro invisibile dell’ingiustizia affaristica.

Amebe sempiterne. Senza terno, né al lotto, né nella rosa dei Venti delle opzioni esistenziali.

Ecco perché edificare Una Nuova Babele:

per ricoprire dall’alto tutto il Mondo con petali di Libertà e Parole onni comprensibili, onnicomprensive.

Non solo fiori, ma Pane Rose Opere di Bene.

Comune globale.