Teoria del cuneo (e della mazza)

Titolo volutamente enigmatico, fuorviante, ammiccante o ammaccante.

Dipende dal punto di osservazione, dalla vista dell’osservatore, dal dito che indica e dalla Luna, più o meno riottosa, più o meno luminosa.

Teoria non complottista, meglio sgomberare il campo virtuale dagli equivoci della clandestinità da tastiera: i rimedi, tutti per tutto il vasto campionario dei mali, funzionicchiano, nicchiano, soprattutto, ma non è proprio il caso di essere pedanti e pignoli.

Natale è prossimo e sarà bellissimo, come auspicava un tempo nel Mondo Prima, Anna dai capelli rossi; scomparse le efelidi, non sempre sbocciano, la festività più cool dell’anno – red? chissà – se non bellissima, sarà normale, come da decreto legislativo del sultano. Nell’evo antico incivile rozzo senza miracoli della scienza, qualcuno vagava alla ricerca dell’autentico spirito natalizio, nell’attualità tutto è stato reso più efficiente e pratico: Natale di serie A per gli adoratori del dogma, bravi cittadini; Natale di serie B per i pariah, per gli eretici che tra l’altro saranno condotti al rogo in Campo de’ Fiori, al posto della Befana.

Così con un vero colpo di prestigio del prestigioso gabinetto ristretto del sultano, saranno salvati all’unisono – uni suono, suono unico, un po’ monocorde molto rassicurante – Scrooge, Santa Claus e la bislacca vecchina che, nonostante gli acciacchi e le molte primavere sulla gobba, si ostina a volare nelle notti di gennaio, su scope senza riscaldamento.

Cara Mafalda, non vorrei, perché potrebbe sembrare accanimento anti gerontocratico…Eppure, da giorni, ci frantumano i timpani con la storiella didascalica dell’anziano signore piemontese 92enne che in un affollato ristorante romano, ha richiamato l’attenzione di un trafelato cameriere per farsi controllare in modo molto teatrale, poco sabaudo, il famigerato lasciapassare verde bile: forse nostalgico dello Statuto Albertino, quindi di una costituzione ottriata, con le libertà graziosamente concesse da un sovrano, illuminato a giorno finché vuoi, ma sempre sovrano e titolare di tutti i poteri. Qualcuno potrebbe ribattere che questo invece è altissimo esempio di civismo e legalità. De gustibus.

A proposito poi di narcisi che rifiutano il portentoso rimedio per inguaribile narcisismo, mi sovviene quella scena di un lungometraggio di Nanni Moretti: mi si nota di più se in un locale affollato richiamo ai suoi doveri (???) un dipendente o, se in modo discreto, sollecito il titolare a osservare i sedicenti protocolli di sicurezza?- Mi si nota di più se poi esco dall’affollato locale capitolino (immagino che a Torino o Milano certe caotiche incivili situazioni non capitino, mai) e torno sereno a casa o se i miei amici si precipitano a telefonare alle redazioni nazionali per raccontare con dovizia di particolari la mia epica impresa?

L’attempato ma ancora vivace signore in questione, eroe nazionalpopolare in quanto campione di divulgazione scientifica (!!!), negli anni ha sostenuto la non pericolosità degli inceneritori e la mancanza di impatti ambientali significativi con le estrazioni petrolifere in mare; ma sono impercettibili, trascurabilissimi, oziosi dettagli. Certo, Egli ha tutto il diritto di non trascorrere le proprie serate tra le mura domestiche, confortato da brodini caldi di vero pollo, plaid di vera lana e intrattenimento a base di ennesime repliche dell’ispettore Derrick e della Signora in giallo; noi avremmo il diritto di tentare di campare senza articolesse moraleggianti ispirate dalle sue vicende private.

La mazza del titolo è quella dell’hockey, trasformata in grafico dal climatologo statunitense Michael Mann; espediente ideato molti anni fa per rendere visibile a colpo d’occhio, a impatto – un colpo di mazza fa indubbiamente male, soprattutto a freddo e senza casco – gli effetti dei mutamenti climatici; da 20 anni l’industria fossile tenta di negare l’innegabile, di indossare maschere di verde ipocrisia, di strumentalizzare e dirottare sui singoli cittadini le responsabilità di un disastro globale imminente; oppure di utilizzare il catastrofismo – ‘vera pornografia climatica’ – come il famigerato cuneo, la strategia del cuneo degli antichi Romani, il divide et impera che dopo millenni funziona ancora, facendo litigare tra loro gli attivisti, riducendoli a ‘inattivisti’, inconcludenti litigiosi.

Anche perché il bailamme sotto il Cielo è sempre più grande e la situazione sarà ideale – per i soliti famigerati sospetti – ma i focolai, quelli di protesta popolare, si moltiplicano ovunque sul Globo: contro il furto e la distruzione dei diritti e delle risorse; tanto tuonò che piovve e stavolta potrebbe essere un nuovo diluvio universale, poco piacevole; altro che inconsistenza utopica della bistrattata decrescita felice.

Le grandi decisioni delle istituzioni nazionali, mondiali e delle multinazionali dell’energia non sono più procrastinabili, devono essere prese adesso, anzi:

ieri.