Sterzing/Starzinger

Pagina extra, Pagina che non dovrebbe esistere, in questa dimensione.

Pagina del Cavaliere del Tasso, presente, in qualche modo, attraverso suoi fantasmi o eredi – in fondo, si equivalgono – in ogni angolo del Vecchio Continente, in ogni lembo di paese, territorio, circondario della ex dea Europa.

Pagina di Castelli inespugnabili pugnabili impugnabili da Draghi (la nobile stirpe!) – forse perché alcuni vivono da sempre all’interno di quelle impervie mura – da Fattucchiere volanti su scope di saggina o jet privati, eserciti di marionette, soldati di stagno con giacche di fustagno per proteggere i fusti dei cannoni da correnti d’aria birichine (è un attimo!), eserciti della salvezza più molesti invasivi invadenti dei Cavalieri dell’Apocalisse.

Castello scolpito nella roccia, perché l’Arte vera elimina superfluo e sovrastrutture, roccia dalla quale, a parte Nani e Minatori, nessuno è mai riuscito a estrarre pietre preziose rotolanti, spade con lame grondanti sangue blu errore grave o sangue rosso errore veniale, alabarde spaziali di samurai cosmici.

Pagina del Sasso, sulla riva sinistra della Palude, Burg – no hamBurgEr, grazie – Reifenstein, nel fitto della boscaglia più fitta, intrico mentale vegetale minerale. Unico approdo sicuro – arrivarci… – per incauti viandanti (avete scritto testamento prima di partire?), fuggitivi più o meno loschi, da sé stessi o da insostenibili fragilità, barcaioli emuli di Caronte (“pane e salam, pane e salam a fette, a peso d’oro, al netto del richiamo alla preghiera del Muezzin!), onesti contrabbandieri macedoni che sbarcano lunari ca’ballistici, commercianti dagli istinti umanitari, quanto Rasputin, nemiAmico del gentiluomo di fortuna Corto Maltese.

Sasso che volle ergersi a Torre più alta della Contea, da 24 metri in su, Torre laica, simbolo e speranza di Resistenza e Libertà, riferimento geografico; origine e base del primo servizio postale (molto prima dei Pony Express del West), in seguito, del trasporto passeggeri e visitatori del turismo massificante ante litteram, a pagamento; pagina del Tasso non Torquato ma banchiere, genio degli affari che s’inventò le Poste e i Taxi, gialli o meno che fossero.

Invenzioni epocali, per una volta, nella Storia, sul serio.

Pagina del Cavaliere custode e strenuo difensore del Castello – tra una allegra galoppata e una intensa partita a golf – custode di mura, fossati, ponti levatoi senza più catene, memoria intrisa incisa innervata in quelle robuste rocce annerite e lucide, dopo mille assedi respinti, dopo mille banchetti principeschi, per celebrare grandezza pronoia (non pro noia, maledetta noia) magniloquenza, forbita eloquenza dei Fondatori. Perché in tutte le leggende, esiste un Fondatore di Realtà.

Pagine delle Contesse guardiane e guide: una Umana, una Canina.

Pagina degli Esploratori del Mondo, timidi inermi prudenti ermetici; affetti da sindrome di Odisseo, senza essere nemmeno alla lontana discepoli discendenti decadenti di o da Ulysses von Itaca.

Esploratori poco avveduti perché quando decidono di tornare alla propria petrosa dimora, la ritrovano, ma occupata, da invasori varj et eventualj, prigioniera come la loro Terra Madre matrigna arcigna.

Pagina dei Cacciatori di Dote, di Frodo (Frodo Baggins) che sfruttando lo stratagemma del Vischio (senza fischio) – forse suggerito da quella astuta canaglia di Ulisse impenitente – riuscirono a invischiare: quaglie, guglie, amanti e consorti.

E si ritrovarono a loro volta invischiati in una mare di guai, per vinti e vincitori.

Pagina della Damigella Artista, partita dalle Marche con in dote solo talenti – Suoi – e manualità; imparò a dominare e plasmare elementi e materia studiando, autodidatta senza vetture senza didattica, le tecniche più raffinate degli Artisti e Artigiani del Sol Levante, Dei nipponici di Equilibrio e Frugale Bellezza.

Pagina del borgo montano, ribattezzato Starzinger, ove oggi regna incontrastato incontrato inneggiato il Marchese dei Bargigli Corallo;

per ogni contrada, per ogni persona. un canto un inchino una maschera buffa e un sonoro chicchirichì:

nella Vita serve un pizzico di pepe zenzero e caffè, macinati con Allegria, perché, nel frattempo, gli anni passano e i salamini… si seccano.

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