Pagina celebrante, Neri senza camicia

Pagina per celebrare – cerebrale – il Padre della Patria; uno dei tanti?

Il Più, tra i tanti; anzi, l’Unico vero, ma resta il dubbio: Lui lo sa?

Celebrare di nuovo, per almeno un anno, dopo i 700 ormai trapassati.

Feste festicciole festini – basta cene eleganti, per carità – in assenza del Festeggiato, auspicando, rispetto al precedente centenario targato 1921, che siano assenti soprattutto novelli camisados neri, nel senso delle camicie.

Tutto bello, tutto giusto, tutto lodevole, ma la Poesia dov’è?

Forse è emigrata – grata a metà? – in Nuova Zelanda, tra i Maori (autoreferenziale) tra le piantagioni di Kiwi selvaggi ribelli, nuovo punto cardinale per la salvezza della Natura e per la genesi di energie ecosostenibili, a prova di eco e perfino di Ambiente; le sedicenti potenze, deambulanti sulle gambe incerte degli uomini, quelli che si schierano ideologicamente, ma per profitto invitano o si fanno invitare a sontuose tavole imbandite con i peggiori nemici: esigiamo non riducano come sempre tutto a guerra, macerie, sfruttamento letale.

Celebriamo l’Inferno, ma se proprio deve essere un giorno con Giudizio – tanto per campare, cambiando – sia quello di Dorè o del suo figlio d’immaginazione Go Nagai; con Devilman che per amor di una Ragazza tradisce la sua setta/bolgia, per diventare povero diavolo uno di noi e restano forti dubbi se per Lui sia stato un progresso.

Soluzioni geniali in quantità industriale: endemizzare le pandemie, esternalizzare le intelligenze, le menti pe(n)santi; lo sapete, anche le Uova non vogliono più uscire, non si sentono sicure, pretendono ognuna la propria camicia, senza baffi, ma di Forza: che la Forza sia con voi.

Costruttori – beati siano quelli di Pace – e Responsabili: sono sinonimi, succedanei, surrogati come il fascistissimo caffè di cicoria, equipollenti, complementari, sodali, solidali (inutile illudersi), sondabili, solubili, collusi et simili aggeggi?

Tentare di illuminare il senso – le direzioni di marcia – delle vite degli Altri, per non vedere, rinunciare a vedere la propria; crogiolarsi nei petali di chimera di poter vivere 1.000 vite alternative, credendo di evadere dallo Spielberg della propria.

Robin Hood, D’Artagnan, Zorro, Lupin potrebbero, forse dovrebbero essere di pelle nera – vorrei la pelle nera – cosa ci sarebbe di strano nell’infrangere frusti cliché e tradizioni narrative, se alla fine della fiera dell’est, arriviamo tutti dall’Africa?

Quale scandalo, se perfino nel duro, spietato, razzista Far West il più incorruttibile e efficiente vice sceriffo fu Bass Reeves, uomo nero, capace di arrestare oltre 3.000 criminali, tiratore infallibile, altro che texani biondi dagli occhi e dai cuori di ghiaccio. Per tacere di messicani, cinesi e altri uomini neri che coprirono le falle bianche nelle fila dei cow boys e nella costruzione delle reti ferroviarie, ma l’ipocrita bibbia propagandistica hollywoodiana ha spesso prodotto non sogni, ma balle di fieno, poco sostenibili, molto infiammabili.

Fondamentale non si plachino mai i ticchettii o i ronzii di macchine per scrivere, tastiere tenaci, capaci di tenere in vita il Mondo, anche quello Dopo.

Insieme a una Pitura Freska, a una nuova Umanità, aspettiamo ancora il primo Papa nero, la prima Donna presidenta, presidente, presidentessa della Res Publica:

esagerando, magari nera anche Lei.

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