Amor vincit omnia: rinascere mandorlo o formica?

Non sarà un magico rimedio, ma una vera magia a risolvere ogni problema.

Il meteo moderno, virtuale, basato su complicati astrusi calcoli e modelli matematici di riferimento, ha gà diramato l’avviso urbi et orbi, più, meglio di una benedizione – o scomunica – papale:

prepariamoci ad un epilogo d’anno (danno?) anticiclonico!

Sperando in un prossimo, ravvicinato, imminente, divertentissimo concerto dal vivo dei Raggi Fotonici.

Una stalattite e una stalagmite, con lungimiranza e pazienza e volontà paleolitiche, hanno atteso circa 20.000 anni, ma finalmente hanno coronato il loro sogno, il loro desiderio romantico: sono riuscite a incontrarsi e soprattutto scambiarsi un tenero – tenero, magari non proprio – bacio d’amore, lungo, appassionato, in stile via col vento, senza decollo, senza straziante abbandono finale.

Questo delirante anno ignobile, denso di ecoballe più o meno spaziali, molto mediocri, si avvia alla conclusione; interroghiamoci: è questo il momento fatidico del giro di vite? Quesito meno banale di quanto possa apparire di primo acchito; racconto horror, azione meccanica riparatoria, ciclo completo di esistenze?

Fossimo giunti al necessario balzo evolutivo, vorrei reincarnarmi in una formica, non atomica anche se questo insetto meraviglioso, nel suo piccolo (stabilito da chi?), talvolta s’incazza e giustamente di brutto; raccontava Mister Wilson from Alabama Blu Sky: se un extraterrestre fosse planato sul nostro amato pianeta milioni di anni fa in missione esplorativa, avrebbe fatto ritorno al suo mondo convinto, pronto a testimoniare con precisi dati alla mano – mano? – che il Popolo delle Formiche presto sarebbe diventato guida e modello predominante sulla Terra.

Le Formiche sono la dimostrazione che non serve un cervello grande, ma un grande cervello: solidi legami sociali e una complessa organizzazione dell’ordinamento comunitario, le rendono imperturbabili ai disastri causati dalla stupidità arrogante dell’uomo; eppure, proprio come le Api, l’inquinamento derivante dalle attività antropiche senza limiti, senza regole, minaccia la loro esistenza. Qualora dovessero estinguersi, sarebbe il rintocco finale della campana anche per i presuntuosi bipedi; invece, dovremmo trarre ispirazione da quegli insetti proprio nei peggiori momenti delle crisi peggiori, per mutuare e trasferire nel consesso globale quella così definita eusocialità che ci consentirebbe, senza mai più ricorrere a conflitti armati, di arginare e/o addirittura risolvere i problemi colossali dai quali, nei quali ormai non riusciamo più a districarci.

Forse, sottolineo tre volte forse, l’amore vince e sbaraglia ogni ostacolo, ogni difficoltà, riesce a sbrogliare matasse di ogni genere e tipo, però, come ha dimostrato il brillante professor Giorgio Vallortigara, psicobiologo dell’Università di Trento, anche l’inferenza transitiva ha la sua importanza, la sua notevole funzione – anzi, è essa stessa una funzione, logica – vitale: saper distinguere gli ordini di grandezza o quanto certe situazioni siano favorevoli o meno, spesso aiuta a vivere o sopravvivere meglio. Soprattutto, a differenza delle narrazioni trancianti e semplicistiche, gli ultimi pioli della scala sociale, stimolati dalle necessità, le più varie e urgenti, sviluppano notevoli capacità mentali, molto superiori ai sedicenti leader: se accade tra polli e pulcini, facile possa verificarsi anche negli ovili umani.

Per Capodanno vorrei ripercorrere il viaggio evolutivo del mandorlo, magnifica pianta giunta fino a noi per merito dei navigatori Fenici; una traiettoria quasi millenaria che in periodi più recenti, suscitò e solleticò l’interesse e la fantasia creative di Vincent Van Gogh e Henri Matisse;

rinascere formica o rinascere mandorlo, questo il dilemma finale:

La quercia chiese al mandorlo di parlarle di Dio e il mandorlo fiorì“.

Grazie al poeta greco Nikos Kazantzakis, sarebbe meraviglioso congedare il 2021 con afflati finalmente lirici.

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