Aldo Moro, ancora?

Pagina, l’ennesima, dedicata al Presidente.

Mancato, in tutti i sensi, il Presidente della repubblica del destino, quello che non abbiamo mai avuto; ucciso. Da una pletora di sicari. Lo statista – Lui sì – pugliese e il futuro di un paese che sarebbe stato diverso, assai.

In una sequenza molto potente di Esterno notte (serie tv di Marco Bellocchio) – effetto notte sull’Italia inconsapevole, da quel 16 marzo 1978 – Aldo Moro trascina se stesso e una enorme croce lignea per le strade di Roma, durante una via crucis da incubo nella mente dell’amico pontefice Paolo VI. Il coro tragico, composto da soli uomini, da coloro che dicevano di stimarlo, di essergli debitori per la formazione e la carriera, addirittura pronti a spergiurare di volergli bene, è fermo a osservarlo: individui distanti, decisi a non intervenire per alleviare la sua fatica, o per tentare di salvarlo dalla mattanza; un’immagine simbolica che non necessita di troppe, né di minime interpretazioni.

L’uomo dell’aria ha scoperto camminando su un esile filo teso sul baratro del Mondo che l’atmosfera non è trasparente, ma formata da particelle caleidoscopiche; lo aveva scoperto anche un bambino degli anni 70 che si chiudeva spesso dentro un vecchio armadio nel ripostiglio domestico: perfino il buio in realtà è denso di colori, ma quello era un varco magico per viaggiare nelle dimensioni spazio temporali, per esplorare l’Universo.

Quando dalla tua finestra vedi un tramonto commovente, con le nuvole che si tingono nella tavolozza di un grande artista per poi camminare di nuovo veloci nel cielo, se non esci a inseguirle, a viverlo, quel momento sarà irripetibile, perduto. Non esistono più profeti, mezzi profeti, sapienti dotati di πρόνοια, la capacità di vedere oltre, lontano e di organizzare gli eventi nel modo migliore per tutti; salutare non conoscere né poco, né molto il proprio futuro, ma nell’incertezza del cammino, sarebbe stato un privilegio procedere con Te al nostro fianco.

La luce è la sommatoria dei colori – o i colori sono il risultato della scomposizione della luce? – l’oscurità forse non è la sua negazione, ma l’altra metà, necessaria a renderla visibile, fondamentale per esaltarne le caratteristiche; così come l’Iscariota fu il traditore funzionale a rendere attuabile il piano divino, così i troppi Giuda nell’incubo di Paolo VI e nella nostra storia, hanno certo distrutto il sogno di una vera Italia compiutamente repubblicana e democratica, consegnando Aldo Moro non (solo) al martirio per mano di carnefici acefali: ma all’eternità degli Uomini giusti.

Nonno Ermes il Bersagliere – ermetico di nome e di fatto – davanti al servizio del tg sull’agguato di via Fani, sentenziò amareggiato: oggi la democrazia italiana è morta.

Come sostiene Simona la Scrittrice, mostrami le questioni, non spiegarmele, non analizzarmi, sarebbe superfluo, anzi peggio, inutile: eppure l’anelito alla conoscenza e alla comprensione è umano, almeno quanto la nostra componente bestiale. Capire – sottolineo capire, non giustificare o minimizzare – sarebbe fondamentale per progredire; aiuterebbe nuove leve di nuove generazioni a non incorrere di corsa, con furore, negli stessi errori e orrori.

Mister Neanderthal si dissocia, nega di conoscerci, soprattutto smentisce con forza – con la forza delle sue ragioni – di essere nostro parente.

L’auspicio resta immutato, Noretta Donna coraggiosa, Donna tenace nella dignità:

se non solo dopo, alla fine del viaggio, nella nuova dimensione, ma anche qui, ogni tanto, filtrasse luce fresca e pura, sarebbe bellissimo.

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