Fiera

Pagina della fiera.

Si chiude un portone, si apre una voragine.

Ci inghiotte, ci fagocita, ci metabolizza; cosa voglia dire, chissà. Attenti all’etimo, attenti al bolo: alimentare.

Fiera, nel senso di giorno festivo, festa religiosa non ultima, né trascurata; non a caso – mai per caso – un tempo (quanto tempo?) i mercati erano allestiti durante i giorni di vacanza dai pubblici negozi e mi scuserete se è poco.

Attenzione alle vocali, se la fiera confonde la nostra vista, le nostre percezioni, le nostre vocali, può diventare feira, in portoghese – non un furbissimo abusivo – del Portogallo; segunda feira equivale a lunedì, auspicando non sia nero, nel senso simbolico del colore. Non apriamo le molte, infinite parentesi cromatiche del Sol Levante, per non fare girare la capa, per non perderci nei meandri orientali.

Sempre feira, senza per forza trasformarla in ossessione, può essere fiera di paese, mercato libero, o, significato che dovremmo inseguire costantemente tutti i giorni, giusta cioè equanime, persona che si comporta secondo i principi della giustizia – magari non proprio quella degli umani, quella di livello superiore – e tenta, in modo matto e disperatissimo, di formarsi un giudizio obiettivo e imparziale. Non solo personale.

Se poi vi garbano viaggi e turismo sostenibile, potete sempre pianificare un’escursione a Santa Maria da Feira – meglio che al centro della Terra – o dedicarvi all’ascolto attento e ragionato di Segunda Feira, di Franco Battiato; sempre che riusciate a reperirlo in qualcuna delle sue ineffabili ascese diagonali.

Si può giungere – rischio, o opportunità – in una grande fiera degli animali (auspicabilmente vivi), in una grande esposizione, la più varia e fornita, in un bailamme poco intelligibile, poco tollerabile, ma divertente; non precipitiamo gli eventi e non finiamo dalla fiera alle grinfie di un fiero: feroce, crudele, spietato; un nemico, un tiranno. Il tempo sarà tiranno – o Tyrannosaurus Rex? – ma quelli su due zampe sono peggiori. Di solito.

A proposito di animali: fiera, ghepardo, leonessa, tigre, lince; ci siamo capiti, sogno e non aggiungo sovrastrutture. Inutili.

A proposito di fiera, indicante belva: la bocca sollevò dal fiero pasto, così fece Ugolino della Gherardesca nella dottissima ricostruzione dantesca (Inferno, canto XXXIII): massima prudenza e circospezione, perché in preda alla fame (appetiti) rischiamo di accontentarci di pietanze discutibili per bocche buone, rischiamo di finire in Bocca alla Verità:

ciascuno dovrà poi denudarsi, molto più di un anellide e fare i conti, anzi, rendere conto di azioni, parole, opere e omissioni alla propria coscienza.

Imparziale, fiera più di ogni cosa, più di tutti, più della nostra ipocrisia.