Perseverance o Serendipity

Pagina Bianca anzi rossa, come Marte.

Rosso di furia cosmica, avvampa di sdegno e acrimonia contro l’Umanità, invasiva invasora distruttrice.

Abbiamo inviato altre sonde, altri robottini ficcanaso sul Rosso pianeta – bolscevico e traditor, come da parodia di Scuola Guzzanti, bolscevico come la perfida Costituzione1948 – alla ricerca di cosa, chissà: formalMente, in nome della Scienza, per capire se in qualche altra dimensione o epoca universale, esistessero acqua e forme di vita (o di vite, sarebbe tutto succo guadagnato). Margherita Hack dal firmamento ride, di gusto e in sella alla fidata bicicletta, senza fretta pedalando, continua a fare il giro stellare: se extra terrestri esistono, sono così lontani che difficilmente riusciremo a incontrarli; o così astuti, da non volerci incontrare. Con buona pace – eterna – dei cerchi nel grano e delle geometriche figure sulla neve.

Dieci anni sono pochi al cospetto dell’Immensità e del Suo regale consorte, l’Infinito; ci sono voluti 10 anni, tanta pazienza volontà perizia per osservare Selene, le sue fasi i suoi mutamenti di aspetto di umore, e realizzare così un ritratto inedito, una foto italiana, Marcella Giulia Pace occhi e Autrice: Luna dai mille volti, non solo d’argento e di tenebra, ma anche con le sfumature offerte dalla immaginaria, fantasiosa tavolozza di un Artista del Cosmo. Selene multiforme, caleidoscopica, multi identitaria.

Come cantava Gianni Togni, non mostri sempre e solo la Tua faccia migliore e mangi forse troppe caramelle – caravelle – quelle golose, cercate da Bambini e Adulti nel Mondo Prima, per addolcire un po’ la Vita; quando vuoi, sai truccarTi bene, ispirare non solo, non sempre canzoni e poesie.

I libri allungano la Vita e/o la moltiplicano? Sono un medium che induce alla pigrizia e danneggiano le nostre risorse mnemoniche e di ragionamento, o ci consentono, da fermi – non passivi – di viaggiare, vivere molte vite, essere non solo osservatori esterni, ma protagonisti di 1000 e altre 1000 storie?

Perseverance come il robottino terrestre in missione marziana – marziana missione, meglio di marziale – o serendipity, tutto ciò che in modo inaspettato sorprendente meraviglioso riesce a renderci felici, anche solo per un breve lasso di tempo; qualcosa di attinente al reale (Antiseri non si offenda) o alla dimensione onirica? Qualcosa di afferente alla geografia, alle esplorazioni ma del Mondo Prima, alla fiorente letteratura di viaggio e scoperta: Serendippo, nome di etimologia armena, nome creato da certi arcaici avventurieri per indicare la regione della Terra nota oggi come Sri Lanka. Lasciarsi erodere corrodere dall’inquietudine dall’attrazione implacabile per il Mistero o cullarsi serenaMente nella sorpresa di quanto possiamo osservare, delle persone in cui possiamo imbatterci nella nostra quotidianità esecrata?

Ardua scelta, o forse, come nel caso del dossier Selene, due facce della stessa medaglia: al valore umano, si auspica.

P.S. In questo annus horribilis, la Generazione Goldrake piange altre lacrime di cordoglio, devozione, gratitudine: da oggi anche il Maestro Luigi Albertelli sprinta tra le stelle insieme a Ufo Robot, osserva il Sole e canta insieme a Daitarn III, vola tra pianeti sconosciuti con Capitan Harlock; grazie Maestro, i Tuoi testi nei solchi di quei neri vinili resteranno sempre simboli di Fantasia e Libertà.

Momenti surReali

Pagina surreale, dei momenti surreali.

La Realtà supera sempre, per distacco, l’arrancante arrembante entusiasmante Fantasia. Non abbandoniamola ai bordi delle strade, negli ipermercati, nelle banche, accudiamola: è nostra Amica, facciamola divertire giocare con balocchi colori e nutriamola con facezie e biscotti, per evitare che il Nulla fagociti tutto tutti, anche lo stesso Reale.

Real de Madrid, anche se in spregio al potere preferisco il Wile Real Coyote (acme forever, non acne), Reale Antiseri manuale filosofico IPP – incubi perenni permanenti – poderoso per ponderosi liceali, reale mutua nel senso di assicurazione reciproca di esistenza nella realtà surRealtà magrittiana, realtà narrativa universale, senza trascurare il reale di Vitello d’Oro – Norman, non ti mangerei mai! – o il magnifico regio Tratturo Lucera – Castel di Sangro, per epiche transumanze animali animalesche, davvero animate.

Debito pubblico stratosferico, senza serenate rock su Stratocaster, scandali delle banche non solo romane – saltimbocca alla romana, soprattutto nelle cavità orali sempre spalancate di magnaccioni e tontoloni – in via XX Settembre un monumento a Quintino (in) Sella, quindi comprensibile si tratti di statua equestre, fuggita dal circo dell’inumana commedia.

Invocare il riconteggio dei voti alla Madonna, delle schede schedine della Sisal/Totip – Sistemone? – dei gas inquinanti nell’Aere – che t’aggia fà, Bellezza mia? – ricorsi a corti supreme o banditaglia urbana (talvolta, si rischia di confonderle, sorry my Friends), raccontatemi di nuovo e sempre la favolosa barzelletta sulla più grande democrazia del mondo, ogni volta rido fino a crepare la pelle, come fossi il Joker!

Con Te Joe/conTeGiò – Sleepy Joe, una garanzia di Serendipity – non ci sto più, le nubi elettorali sulla Casa Bianca degli affarucci sporchi sono già un po’ più in là, tanto il Continente è grande, può ospitarLe.

Ragazzi, siamo ultimi in ogni settore, anche incrociando dati, parametri, paraMenti, numeri ad minchiam – grazie, Professor Scoglio, anche se non puoi arginare il Male – in fondo al baratro, un pareggio vale oro, un punto (di pil?) muove agita muore la Classifica: alla fine dell’anno, se arriverà e con chi ci arriverà, si vedrà. Domani è un altro giorno, il domani non muore mai, così però è troppo facile.

Quasi quasi faccio ricorso anch’io: rincorsa ri Corso Bonaparte il grande ritorno, ri corso Vittorio Emanuele II, per tornare alle antiche contrade, maggiori minori umanamente con-sessuali, congressi no grazie, comunque senza ingressi.

Memorie dal sottosuolo della Clausura: la rete (?) mi chiede se voglio scaricare la app per i momenti di urgenti bisogni; me sventurato, rispondo sì, ma devo prima compilare il modulo di identificazione on line: a nulla valgono proteste improperi assortite sortite imprecazioni contumelie ingiurie vituperj, e poi – ultima ratio – la mia parte più delicata, interessante l’ho fotografata, scansionata e caricata sul sito già ieri – ora visto che in effetti si tratta di scaricare, mi volete gentilmente inviare questa fornitura di carta igienica?

Manca il codice fiscale, completo il modulo assecondando l’ultima imposizione, ma i poteri forti, nascosti mimetizzati travisati – male interpretati dagli attori o dai media? – oscuri che complottano se non contro il Mondo, contro me tapino di certo, mi comunicano senza possibilità di replica e/o modifica: il codice fiscale da te digitato è errato in quanto non compatibile con il tuo nominativo.

Dalla preistoria al 2020 con furore, sulla strada, mentre le Ragazze di Trieste cantan tutte con Ardore, per scoprire dopo millenni di letteratura introspettiva, ispettiva, mai risolutiva che l’intelligenza artificiale artificiosa arte fatiscente dell’uomo si inceppa quando incappa inciampa in un algoritmo burocrate.

Essere o non essere, il sogno è realtà e viceversa, ma con il mio Calderone di dubbi irrisolti misteri misteriosi notti inestricabili della repubblica, remo rassegnato – non il remo, io – su quella Barca chiamata Desiderio.

Vecchio Sampei, che vedi? Smettila di pescare, non sono pesci, ma bottigliette di plastica, cotton fioc, assorbenti, museruole per umanoidi.

Sei certo della rotta?