Bottiglie, con senza messaggio

Pagina di chi da bambino sognava di diventare un aggettivo e da Artista e Sognatore adulto ha centrato l’obiettivo.

Pagina di chi è rimasto un sostantivo, mesto banale solitario.

La proverbiale bottiglia, rigorosaMente in vetro, mezza piena mezza vuota, verità in apparenza contrastanti, entrambe valide all’unisono; anche senza ecCitazioni scespiriane, dovremmo aver imparato che la realtà è un po’ più complessa dei titoletti, dei media e del web.

Il vetro e l’acqua, la sabbia e la clessidra, le gambe umane e i sentieri, tesori da scoprire riscoprire valorizzare, ora qui, magari per sempre; ammesso il nesso e il senso.

Fortezze inespugnabili inaccessibili, oscurate da malefici e incantesimi nefasti, gallerie della Terra presidiate da orde di nani, poco dialoganti poco ragionevoli, comunità trasformative – no transformers, no trasformismi – cui affidare la necessaria, sempre troppo posticipata, transizione verso società libere ecologiche solidali:

in modo solido e definitivo.

Capitalismo globale e economia degli idrocarburi? Per voi, non è più tempo, da troppo tempo.

Sapevi caro Tom, che nel gramo tempo del Mondo Dopo, c’è chi confonde e utilizza in modo indistinto il lemma tanghero/tanguero? Certo, l’uno non elide/esclude l’altro, ma la chiarezza dell’etimo e delle premesse dovrebbe, condizionale condizionante, essere essenziale. Come un grano di sale alle spezie sicule.

Adoro i piccoli teatri di periferia, bastioni roccaforti panforti di Arti e Culture; uno in particolare, chiamato Anima mia, è sempre vuoto, non solo causa pandemia, in penombra, posti liberi costantemente, anche quelli con biglietto omaggio, spettacolo unico con attore unico, repliche infinite, cartellone consunto: Il Sottoscritto.

Caro Sting, pratichi ancora lo Yoga?

Il mercato è libero, prostriamoci al libero mercato: le Persone? Un po’ meno libere, ma non si può avere tutto e del resto siamo passati con un battito di ciglia – non di ali! – dal ‘anche per oggi non si vola’, al ‘anche per il 2021 non si vola’, più avanti chissà; ci restano i droni.

Non sarebbe meglio affidarsi a qualche druido sapiente, tipo Panoramix? Falcetto d’oro vero, vischio e ingredienti naturali, con annesso banchetto finale a base di cinghiali arrosto farciti con castagne; forse più sano e sicuro di certi rimedi strepitosi, di cui poco sappiamo su fabbricatori, erogatori, efficacia, durata, quantità pro capite: una dose con richiamo, mezza dose, dose singola senza richiamo per gli appestati?

Voto per la soluzione gallica e speriamo che almeno il Cielo non ci cada sulla testa.

Diventare un aggettivo, ermetico e mercuriale, suono unico con diverse modulazioni, di frequenza e esecuzione.

Non smontiamoci la capa: purtroppo, non raggiungeremo mai la poeticità onirica del Felliniano.