I Girasoli di Yamamoto, Nulla è perduto

Pagina dell’oblò, oibò e oooohhh di meraviglia assortiti, come antiche caramelle Sperlari.

Guardo il Mondo da un O-blog, senza noia caro Togni, non del circo, ma Gianni delle note giovanili.

Osservo da una acquario bonsai a forma di goccia, pianto salato riso pianta del riso, talvolta mesto – nel mestolo – amaro talvolta doce comm’o zucchero. Caffé nero bollente per riscattare anima mente cuore carne e sangue dai torpori della vitaccia moderna.

Oblò rivestito da fogli di carta velina, montagne sfumate sul fondale come ologrammi di Guerre Spaziali Stellari Speziali, delle quali siamo arci stufi: pretendiamo pax terrestre universale. Se qualcuno con la fine delle guerre perderà speranze e giganteschi fondi oscuri in inferni fiscali, peggio per lui; una prece di necessario meritato troppo atteso: addio.

Natura morta, vaso con cinque girasoli, ossessione geniale, perdizione dannazione gloria postuma – anche su poster cui affidiamo le sentenze più hardue (hardware) – olimpo eterno degli Artisti.

Quanti campi di girasoli osservati, quante ore nelle campagne, quanti girasoli dipinti? Ciclo dei Girasoli una ruota gialla in moto autonomo perpetuo. Quella del Prater non floreale ammutolisce per palese inadeguatezza.

“Scrivo haiku, commercio cotone, amo il Giappone e i quadri di Van Gogh. Sono così bravo negli affari che ho potuto realizzare un sogno: acquistare un dipinto del Sensei olandese”.

Maledetta guerra, maledetti guerrafondai viscidi vigliacchi nell’ombra, rei di genocidio di umani e opere d’arte.

Nello stesso giorno del Sole atomico che annientò vite e anima di Hiroshima, anche gli stupidi bombardamenti a tappeto su Osaka, culla di leggendarie Ragazze, falciarono Uomini e Bellezza.

“Nella mia bella casa vidi come ogni giorno sbocciare in salotto con il Sol Levante i Fiori gialli di Vincent, poi li vidi bruciare in un rogo barbarico. Tentai di salvarli con la forza della disperazione. Non temevo di morire arso vivo, non volevo che quelle fiamme annientassero il mio Sogno. Da quel giorno, non fui più me stesso”.

Fiore del Sol / Elio atomico / Lacrime nere.

“I Figli prediletti del Sole, Yamato, bruciati dall’esplosione della nostra stella della vita apparente, la gemella assassina fabbricata da bipedi acefali, quel sole ingannatore e letale deflagrato in un istante, accecante devastante, spense definitivamente i miei Girasoli di Vincent, cenere dispersa dal e nel vento d’Oriente”.

Lui era diventato immortale.

p.s. anche Tu, Koyata Yamamoto Sama, e grazie per l’insegnamento.

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