Prove tecniche (di Primavera)

Benvenuti nella vita, reale.

Così cantavano le lacrime causa paure, fobie che si sono geneticamente mutate in rabbia. Rabbia senza canali di sfogo, rabbia allo stato brado.

Palestre sociali ove allenare la rabbia, sfiancarla con fatiche immani: sono state chiuse, abolite, interdette; si resta interdetti al cospetto delle dinamiche fallocefali del potere.

I rimedi sono approssimativi, ne resterebbe uno, autogeno endogeno : tramutare la rabbia in piccoli gesti d’amore; con questi chiaroscuri – spalanca gli scuri e anche le finestre, per consentire all’ossigeno e alla luce di espandersi, ovunque – prevedo procedure farraginose per stabilire, davanti ad una zuppa di farro, cosa sia amore, cosa resti escluso dal novero.

Novizi dell’amore, a voi l’ardua scelta: in ritiro spirituale sulle rive di un lago montano di origine vulcanica, abbandonarsi alla contemplazione, o dedicarsi alla cura delle rive, tempestate da miriadi di sfumature di screziature di grigio nero lavico? Mentre acque e nubi si compenetrano, si confondono e cigni imperturbabili regali magici volano e nuotano, indifferenti con naturalezza alla dissonante presenza umana.

Ossigeno, rarefatto, fatto(si) raro in alta quota: scalare montagne e trovare ancora altro rumore, altra plastica letale, altro veleno, in quell’aria che era preziosa, più del platino.

Atarassia, disponibile in soluzione idroalcolica, in compressa zigulì, presso lo speziale? Mi servirebbe un infuso di atarassia – non avrebbe per caso foglioline di atarassaco per me? Grazie – perché il puro Cynar solitario del maestro Calindri non basta più per attutire, per alleviare, per parare i colpi delle frenesia, della schizofrenia, della crudeltà, di questa vita pseudo moderna. Logorio, una ottimistica chimera.

La memoria sarebbe un dovere morale, contro ogni forma di negazionismo, contro ogni deriva – de riva? erudito trattato geo filosofico sulle rive di Mompracem o altri scogli pirati? – pericolosa anti storica? Il noto intellettuale – uno dei tanti – lo sostiene con inusitata vigoria, ma non fornisce soluzioni o escamotage alternativi quando la memoria si dimostra nei fatti ingannevole più di tutte le cose, le altre.

Aspirare alla semplicità, senza essere sempliciotti; processare la complessità, nel senso di metabolizzarla per vivere con sintesi critica, un piede nella vita reale l’altro nel futuro, qualunque concetto nasconda questa parola; testa ritta senza tensioni, per immergerla nei sogni, nelle nuvole, nei progetti, i più arditi.

Le foglie di ortica – avrete spero anche voi assaggiato il risotto, senza cercare la peluria (dell’ortica) nei chicchi – sono già forti, verdi, brillanti; le primule bianche e gialle mostrano con cauto pudore la loro acerba, rinnovata bellezza: prove tecniche generali di Primavera.

Ennesima ciclica conferma:

la vita trionferà, ancora una volta; nonostante l’umanità.

Anzi, trionferà a prescindere:

con o senza.

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