Sospesi, nel vento tempo (a tempo, indeterminato?)

Sospesi, da cosa da chi da dove?

Nel vento nel tempo, ma a tempo determinato o indeterminato?

Epoca, sospesa; dopo adeguata punizione verrà riammessa in classe?

Dad o presenza, meglio dal vivo che da morto, per quello ci sarà tempo.

Tutto bloccato, ci hanno applicato le ganasce, alle vite: alcuni concertisti, perso per perduto, hanno deciso di passare alla filosofia partenopea del caffé sospeso, varando i primi concerti sospesi della storia umana, da quando il dio greco – antico! – Hermes inventò la lira (strumento, non conio) e di fatto la Mosica.

Chiediamo perdono alla povera Tartaruga che offrì, poco spontaneamente, il carapace per realizzare lo strumento.

La Memoria è una riserva, dice la scrittrice Rosella Postorino, non indiana – né la scrittrice, né la riserva – di bellezza, un potente antidoto contro questa era di mali e storture; anche se, come rammenta José Saramago (sarà un mago? delle parole, di sicuro), la Memoria ci costringe, ci incatena alla Responsabilità; chi vuole rammentare, ne sia consapevole, non si accampi in zone troppo confortevoli e soprattutto non accampi scuse insostenibili.

Vox Populi, Vox Dei? Coltivare l’arte o almeno l’artigianato del dubbio, dovrebbe aiutarci, quando certi proverbi imbarcano acqua da ogni dove – dove? nella barca, con Calderon, sperando nel sogno e non nel traghetto infernale – e si dimostrano sciocchi acefali senza prua, incapaci di navigare nelle rotte tempestose, senza cime, del Mondo Dopo.

Ché una cima cui aggrapparsi, con cui ormeggiare può sempre rivelarsi utile.

Una cima invisibile tecnologica – reale o di fantasia – da scalare, per giungere nelle quote più alte dell’atmosfera, poi lasciarsi rapire dal vento, cosmico galattico, volare nello spazio, inseguendo per istinto comete e Ufo, anche senza rotte tracciate dai radar terrestri, occultati dentro grotte, scrigni di sale diamanti stalattiti e stalagmiti;

Ufo sempre più presenti nel nostro sistema solare, almeno secondo alcuni rapporti segretissimi dei tipi della Nasa – così segreti che sono pubblicati sul web – Ufo – chissà se dal Pianeta Vega – rapporti allarmanti che parlano di potenziali minacce per l’Umanità e per il Pianeta; posso esprimere allibito scetticismo? Mi fido più di questi sconosciuti misteriosi visitors ai quali pare che qualcuno, giusto per non smentirsi, voglia già dichiarare guerra, rispetto ai soliti famigerati omuncoli del caro vecchio globo, di solito propensi a rappresentare il pericolo più grave e peggiore alle nostre note (dolenti?) latitudini.

Pericolosi per sé stessi, per i propri simili, per Madre Gea.

A proposito, il ‘dio luna’ Chandra, brillante con il suo cocchio – occhio al cocchio! – cosmico, sponsorizzato dalla solita Nasa, pare sia riuscito a scattarsi dei selfie, anzi vere e proprie istantanee che mostrano per la prima volta nel dettaglio il centro della Via Lattea autoctona; un coacervo di buchi neri raggi cosmici supernove quindi stelle spente, cioè trapassate, un ecosistema violento ma affascinante, esteticamente una sorta di Piedigrotta spaziale durante la notte di San Silvestro, uno spettacolo pirotecnico inusitato, che atterrisce ma concupisce, concedendoci di intuire le potenze sconvolgenti che forse sono state causa, se non origine, del Tutto.

Confidiamo dagli anni ’70 nell’arrivo degli Ufo: gli Ufo Robot di Go Nagai.

Se come gesto di buona volontà volessimo organizzare un banchetto – aggiungiamo svariati posti al desco – speriamo che gli esseri giunti dallo spazio non siano pantagruelici di natura; negli anni ruggenti del Mondo Prima, pochi conoscevano Pantagruel, molti l’arte di imbucarsi e mangiare a ufo.

Trattiamoli bene e auguriamoci, qualora si rivelassero ospiti poco gradevoli, che non siano colti da ernia al disco, anche perché trovare il meccanico adeguato – o deus ex machina – sarebbe dura. Come direbbe quello: prima i Terrestri!

Vorrei essere il lago nella bilancia, le marmotte più o meno giovani al risveglio, i fondali del Giglio che rinascono a nuova vita.

Caro carissimo fantascientifico Ray, senza offesa per Phil anche lui aggregato alla lieta compagnia della novella: esco a fare quattro passi fino ai bastioni di Orione;

tanto qui nello spazio profondo, in attesa dell’Ufo Omnibus, si sta bene in ogni stagione, sì sì, garantito al limone di Melpomene, Pianeta non della tragedia, ma delle feste con canti e balli, risvegli nella Luce.

Klaus in The Sky

Pagina Bianca della Neve, che non c’è; ma i mutamenti climatici non esistono e poi abbiamo altri negazionismi di cui occuparci.

Abbiamo scoperto tutti i segreti del miracoloso rimedio taumaturgico, così segreti che dietro cospicuo opportuno compenso, li riveleremo in via esclusiva a tutti coloro che ci pagheranno: con un leggero contributo aggiuntivo, in omaggio l’ampolla fescion – anch’essa esclusiva, disegnata dall’Influenzata di turno – per conservare l’ambito elisir, di lunga Vita.

La vita si allunga con modi e metodi poco ortodossi e se non li trovi nei dossi dell’orto, forse non sono stati approvati da Madre Natura; campare 100 anni non è più un vago miraggio, anche senza bere birra spumeggiante – meditate Gente, meditate – ma la salute resta la più importante; come dicevano i saggi proverbi o i proverbi dei Saggi, basta la Salute… Avercela, Signora mia.

Peccato che i frigoriferi necessari alla conservazione del Rimedio scarseggino o siano di scarsa qualità: sarebbero tornati buoni anche per la conservazione delle salme, nell’ipotesi remota che gli esperimenti all’interno del gabinetto dei Dottori Caligari&Jekyll, nuovi probiviri del CTS, sortissero effetti negativi e/o fallimentari; salme che resterebbero in attesa dello Sci-a-Mano – senza neve, sarebbe andata bene anche quella come metodo conservativo, soprattutto per la Pozione gallica da somministrare alle vecchie generazioni – capace di rigenerare Tutti, a partire dai Cervelli in Fuga; il blockbuster di Natale più scaricato on line, quello più gettonato (dovrei scrivere ‘laikato’) del Mondo. Confidando nel ricongiungimento familiare tra Andromeda e la Via Lattea, tra soli 5 miliardi di anni, ma si sa, la Pazienza è virtù teologale regale regalo da impacchettare per l’intera Umanità.

Pedanteria analitica imporrebbe di denunciare anche la mancanza degli a-Detti – non digitiamo parole arCane; no, certo, arCane nun je scrivo mai, più vero er contrario – ne servirebbero circa 15.000, senza pignoleria, senza pigne in testa e purtroppo anche con penuria di pinoli; chiedo, senza polemica: perché non assumere finalmente i Cyborg della Asimov Generation, ne hanno viste di tutti i colori, compresi quelli delle 20 Regioni e poi, dai tempi gloriosi di Blade Runner, hanno smesso di sognare Pecore Elettriche. Oggi meriterebbero l’agognato contratto a tempo illimitato, con precedenza in graduatoria ai Punk Cyborg e a quelli che negli anni ’80 dell’archeologico 1900 cantarono insieme a Nico Fidenco.

Anche Erminio ‘Pepe’ è uscito dal gruppo, ma la corsa dei Dik Dik Madoqua nelle vaste praterie africane non si estingue, la memoria resta, così come i Viaggi dei Poeti, infiniti per definizione e propensione.

Mono tono, mono audio, mono tematico, speriamo mai Monastario nemico giurato di Zorro, ma il tema del giorno, anzi del mese rimane il Natale: urlare può riscattare l’anima dal torpore, ma l’urlo deve essere come quello di Tarzan delle Scimmie, in caso contrario, non funziona.

Non lamentiamoci degli attentati alle libertà umane e costituzionali, il governicchio, per tenerci allegri e fiduciosi, ci ha inventato i Giorni Colorati.

Oh, per rendere davvero psichedelico l’alieno Natale 2020, più che dosi di rimedio, sarebbero indicatissime dosi di LSD, magari consegnate al Popolo in modo capillare dai Droni Renna.

Santa Klaus in The Sky, with Diamonds.

p.s. Esagerando: colonna sonora La Canzone delle Giostre, I was made for lovin’ You, tanto se dobbiamo restare mascherati anche in casa, meglio farlo alla grande. KISS