Trattati, modelli: Polpi&Pipistrelli

Pagina del decesso, de cesso italicum (trattato scomparso, opera minore di Caio Giulio)?

Esauriti i giacimenti pubblicitari di slogan ottimisti, ‘andrà tutto’ bene è andato da solo a farsi benedire, siamo tutti in ansia – nemmeno negli anni ’80 del 1900, quando spararono a Bobby Ewing ‘il buono’ (vabbé…) della serie tv Dallas, il pubblico da casa si mobilitò così empaticamente – sulle sorti poco progressive dell’altro mantra categorico apocalittico apodittico: il nostro paese è campione nella partita contro la pandemia, la nazione degli italopitechi un modello per il resto del Mondo.

Il famigerato manuale delle ataviche marmotte, nel senso del sonno profondo, lo abbiamo scritto tutto noi, da soli: un autentico gran pezzo di modello, con i 100 errori fondamentali da commettere nell’amministrazione di un paese, amministrazione ordinaria straordinaria emergenziale. Paradigma perfetto, paraflù, parabrezza: fate il contrario rispetto a noi e forse vi salverete.

La grande campagna alchemica dei rimedi langue, nel Vecchio Continente assetato di idee progetti salvezze: i druidi litigano tra loro sulla formula esatta del medicamento – sull’efficacia o sulla proprietà intellettuale; langue dove la lingua duole, meglio: langue perché i rimedi non arrivano o perché sono arrivati, fallati; già partita l’inchiesta – destinazione mihi ignota est – di maghi e fattucchiere a carico del povero popolo degli Ippogrifi fattorini, attenzione però perché se perdessero la pazienza a causa di ingiuste accuse, s’ingriferebbero, di brutto e non ci sarebbe merlo di mura castellane in grado di arginare la loro motivata, grifagna, indignazione.

Anche riti apotropaici e incantesimi protettivi pare siano fuffa in questo nuovo millennio con troppi vizi di fabbrica, non polverine magiche – ché ogni rito sanitario serio vanta una componente sociale, come i viaggi con Pejote o quelli con carburante lisergico, oggi molto rivalutato – ma polvere irrespirabile sotto tappeti taroccati; anche i mercati neri, al netto del razzismo, non sono più affidabili come nel rimpianto Mondo Prima.

Ancora agnostico delle leggi fondamentali della vita, un sempliciotto ingenuo – uno come me, sui 51 – potrebbe chiedersi: perché fanno quello che fanno e la gente permette che lo facciano? Questa mattina, è ricomparso Elio all’orizzonte e i suoi raggi, filtrando con forza attraverso le nebbie, hanno acceso nuovi dubbi, nuove antiche domande: forse non sarà più di moda il genocidio etnico, nonostante droni servizievoli e bombe smart, però uno socioculturale antropologico globale sì; in fondo, le solite proiezioni al 2050 (ricorre un po’ troppo spesso questa data) annunciano una popolazione mondiale composta da circa 10 miliardi di individui, sarà necessario creare spazio, in qualche modo.

Non so se nel discusso saggio di Attilà (con l’accento sulla a, finale), pubblicato un lustro fa, si prospettassero strategie estreme, però, il nome dell’autore offre ampie garanzie di competenza in materia.

Se volete vivere informati, affidatevi solo ai grandi veri professionisti del settore: gli autorevolissimi professiofiaschi dei ‘midia nazionali’. Domenica scorsa, per citare qualcosa, l’editoriale firmato da un direttore di testata torinese, ex repubblichino scalfariano, preso dalla boria e dall’ansia di convincere il popolino della statura da statista dell’attuale capo di tutto e delle di lui formidabili strategie geopolitiche pro Cane nero a sei zampe, è riuscito a scrivere che il banchiere per sempre avrebbe commesso solo una banale imprecisione definendo il satrapo di Ankara, dittatore. Motivazione? E’ stato eletto dal popolo. Come Hitler, come Mussolini, con percentuali che oggi farebbero impallidire e scomparire dalla vergogna gli onanisti dei laik su faccialetame, tuittoadminchiam, instagramo.

Qualche verità vera filtra e incrina la cappa di menzogne letali, quando tutto crollerà come tempio con dentro tutti i filibustieri, sarà tsunami galattico, inarrestabile: aria aperta, baci, interazioni sociali rafforzano sistema immunitario e sistema nervoso centrale; ci sarà bisogno di molti giudici, nell’eventuale poi del Mondo Dopo, a Berlino o sede alternativa di Norimberga, dove per fortuna – non Dusseldorf – sono già allenati.

Jacques, mon ami – non mona mì, o forse, anche sì – ho letto con curiosa gioia che uomini e polpi possono essere amici (ognuno di noi potrebbe avere un grande amico, in fondo al mare), ma il merito è tutto della vivace intelligenza: la loro!

Tutto chiaro lapalissiano evidente, come il Sole il Solone la Sola, a mezzanotte: in attesa di Batman, Vampiri, Streghe.

Intanto, il Re dei Pipistrelli, non necessariaMente cinesi, ride insieme a tutta la Sua corte dei Miracoli, ride forte:

di noi.

Batman con/senza Robin

Pagina dedicata al Pipistrello Pagina in lode e commemorazione del povero Pipistrello del Dragone, diffamato calunniato – con e senza auretta – dato in pasto al mercato locale e al pubblico ludibrio mondiale, con mentecatta gogna mediatica compresa.

Viali del Tramonto, dell’Oblio, degli Oblò, dimenticati, come tombe abbandonate, corrotte da appalti illegali legali amorali amori traumaturgici.

Cucciolo alato, Principino della Notte, trovato moribondo nel giardino d’infanzia, privo di forze con i sensi, i tuoi infiniti sensi all’erta, dentro una siepe, indifeso, con i tuoi piccoli occhi socchiusi, trafitti da un Sole malato e da aghi di pioggia, pupille spaventate interrogative, che forse preconizzavano agonizzanti catastrofi: terremoti maremoti eruzioni vulcaniche.

Il cielo, un cencio giallo sporco, giallo quarantena ante litteram, in attesa del ruggito di rabbia della crosta terrestre, sussulto di indignazione, lungo terribile seminatore di devastazione morte terrore, in clamoroso anticipo sugli idioti dell’orrore.

Pagina di scuse formali e sostanziali, stanziali e errabonde al Popolo cinese dei Pipistrelli, condannato senza contraddittorio dagli uomini, la razza più infima – vil razza d’annata… – che si crede padrona, condannato stanato straziato senza indizi senza prove senza processo, giusto ingiusto che fosse.

Se esiste un giudice imparziale in servizio permanente effettivo a Berlino Tribunale, perché non a Pechino Tien An Men? Amen.

AnaTrema sul Grande Untore o sul Grande Filantropo (antropomorfo antropofago antro oscuro)? Chi dei due, sempre attenti a Quei Due!, sarà reo o re re Oh, della vigliacca nefandezza che si prefigge preaffligge prefrigge di sterminare ciò che resta dell’Umanità?

Povero ignaro incolpevole BatKid Tu che vivevi tranquillo la tua fachiresca vita nella Bat Caverna, senza sfruttare maggiordomi extracomunitari, pacificamente insieme alla tua Bat Comunità, senza Bat telli, ma con ali nere forti e eleganti mantelli, credendo che quelle improvvise ombre balenanti baluginanti rimbalzanti, che rapide apparivano e scomparivano dalle pareti rocciose della Grotta, fossero giochi di fantasia, proiezioni mentali del tuo Popolo, non presagi nefasti della vera minaccia, della sorte ria in navigazione sul rio sotterraneo, destino gramo che incombeva contro di Voi, contro la stessa Vita sul Pianeta.

Pagina per non occultare la morte atroce di Batman senza Robin.

Non dimentico ma presto finirò, si dissolverà ogni mia molecola – mia in comodato d’uso – non resterà traccia o spoglia desnuda immortale, di me della mia bellissima conchiglia per navigare nel cosmo, del mio gregge per transumanze (transustanziazioni?), attraverso tratturi spaziali.

Chiedere asilo con resa, senza condizioni, all’Arkham Asylum di Gotham City, baloccarsi a poker con Joker – più affidabile di ogni globale intrallazzatore trallallallero trallallalà – mentre il Cocker, Joe, canta Unchain my Heart, without chains:

poison running trough my veins… U are so vain, don’t U, Alice?