Cut up, Tarzan, Piave

Pagina del cut up, del check up, del kechup.

Jungla e dintorni, Tarzan con il coltello, tra i denti – difficile saltare da una liana all’altra e anche emettere il potente grido di richiamo per gli amici Animali – Batman nella notte, nero pipistrello, molto elegante e poi, si sa, il total black sfina ché con l’età anche il povero pipistrello di Wuhan avrà qualche maniglia dell’Amore, nella sua spelonca;

William S. (mi interrogo sempre sul misterioso complottistico significato di queste maiuscole con il punto) Burroughs cosa penserà, cosa inventerà, cosa scriverà, per noi?

Rimpiango tutto della mia vita mortale, anche quegli improbabili barrocci baracchini sghembi e sgarrupati, anti pandemici per forza e per miracolo etilico, parcheggiati in servizio continuato senza alternative, all’esterno degli stadi – mitologiche arene del Mondo Prima, atte a ospitare eventi sportivi e/o artistici, per il sollazzo baloccamento delle folle da distrarre dai temi importanti – con friggitrici sempre pronte a sfrigolare sanissime ciambelle o griglie di Vulcano, mai pulite mai disinfettate, per potenziare al massimo i sistemi immunitari, ove sfilavano trionfi di hamburger e hot dog, ripieni traboccanti esplosivi di check up (quello, nel caso qualche ora dopo l’ingurgitamento) anzi kechup e maionese di dubbie origini.

Mi è apparso un Angelo, ha sussurrato parole arcane; non al Cane, a me. Parole astruse incomprensibili inimmaginabili, per il sottoscritto scrivente: anche perché di solito il Messaggero sono io; certo, lavoriamo per ditte di posta e telecomunicazioni concorrenti, però: attento alle rivoluzioni, attento a chi promette di cambiare tutto – soprattutto in un/con un click (potrebbe trattarsi di suono onomatopeico del grilletto di una Colt45) – attento a chi la butta in caciara senza condividere pane e caciotta, attento agli spargitori effonditori di ammuina; rivoluzione è sì cambiare, tornando però alle Origini, ai Valori fondativi.

Innovare ma conservando le Basi, potenziando la Memoria: dei neuroni e degli anticorpi.

Avviso ai medicanti, ai naviganti, agli inquisitori in servizio permanente effettivo: anche i bersagli mobili, prima o poi, nel loro intimo s’incazzano; o si scassano, questo evento sarebbe da considerare peggiore del primo: un fortunale – chissà quanto fortunato o foriero di doni – si sfoga da solo, si esaurisce e si consuma nella sua stessa furia, un vascello avariato, naviga pazzo e pericoloso, incontrollato ingovernabile, per il vasto Mare.

Finire come Mastro Geppetto, incatenati al letto, con i pensieri fuggiti dalla testa come un nugolo di galline dall’aia; non sono cattolico né marxista credo solo alle poche cose che mi allietano la vita, credo nell’acqua e nella luce del Sole, nelle rondini e nelle lucciole che nonostante l’ecocidio si intestardiscono a tornare; mi guardo dentro la crisi e vacillo sul nulla, sono solo un corpo e come corpo morto, prima o poi, cadrò; ci vorrebbero nuovi geniali racconti dal confine, dai confini tra noi e l’irrealtà; Costanza tu sia marchiata o meno con l’infamia degli ominicchi, necessiterei di carta, penna d’oca sul cappello che noi portiamo, inchiostro nero virato seppia, calamaio, meglio sarebbe Calamandrei: abbattere ogni gerarchia, iniqua opprimente oppressiva, per instaurare un costituzionalismo sociale;

inutile negare, negare sempre, soprattutto le evidenze, la Verità non ci piace abbastanza, non è resiliente, non incrementa il pil, non garantisce la verde transizione, non è sexy;

alla patria, preferisco Madre Gea, alla nazione, il Mondo paese.

Sarò disertore, eretico, ma al falò delle vanità dei guitti di regime, anteporrò sempre e comunque La Leggenda del Piave, la sacralità di quella canzone, baluardo della nostra memoria e delle Vite di quei Ragazzi, Ragazzi per sempre.

A Loro insaputa.

Batman con/senza Robin

Pagina dedicata al Pipistrello Pagina in lode e commemorazione del povero Pipistrello del Dragone, diffamato calunniato – con e senza auretta – dato in pasto al mercato locale e al pubblico ludibrio mondiale, con mentecatta gogna mediatica compresa.

Viali del Tramonto, dell’Oblio, degli Oblò, dimenticati, come tombe abbandonate, corrotte da appalti illegali legali amorali amori traumaturgici.

Cucciolo alato, Principino della Notte, trovato moribondo nel giardino d’infanzia, privo di forze con i sensi, i tuoi infiniti sensi all’erta, dentro una siepe, indifeso, con i tuoi piccoli occhi socchiusi, trafitti da un Sole malato e da aghi di pioggia, pupille spaventate interrogative, che forse preconizzavano agonizzanti catastrofi: terremoti maremoti eruzioni vulcaniche.

Il cielo, un cencio giallo sporco, giallo quarantena ante litteram, in attesa del ruggito di rabbia della crosta terrestre, sussulto di indignazione, lungo terribile seminatore di devastazione morte terrore, in clamoroso anticipo sugli idioti dell’orrore.

Pagina di scuse formali e sostanziali, stanziali e errabonde al Popolo cinese dei Pipistrelli, condannato senza contraddittorio dagli uomini, la razza più infima – vil razza d’annata… – che si crede padrona, condannato stanato straziato senza indizi senza prove senza processo, giusto ingiusto che fosse.

Se esiste un giudice imparziale in servizio permanente effettivo a Berlino Tribunale, perché non a Pechino Tien An Men? Amen.

AnaTrema sul Grande Untore o sul Grande Filantropo (antropomorfo antropofago antro oscuro)? Chi dei due, sempre attenti a Quei Due!, sarà reo o re re Oh, della vigliacca nefandezza che si prefigge preaffligge prefrigge di sterminare ciò che resta dell’Umanità?

Povero ignaro incolpevole BatKid Tu che vivevi tranquillo la tua fachiresca vita nella Bat Caverna, senza sfruttare maggiordomi extracomunitari, pacificamente insieme alla tua Bat Comunità, senza Bat telli, ma con ali nere forti e eleganti mantelli, credendo che quelle improvvise ombre balenanti baluginanti rimbalzanti, che rapide apparivano e scomparivano dalle pareti rocciose della Grotta, fossero giochi di fantasia, proiezioni mentali del tuo Popolo, non presagi nefasti della vera minaccia, della sorte ria in navigazione sul rio sotterraneo, destino gramo che incombeva contro di Voi, contro la stessa Vita sul Pianeta.

Pagina per non occultare la morte atroce di Batman senza Robin.

Non dimentico ma presto finirò, si dissolverà ogni mia molecola – mia in comodato d’uso – non resterà traccia o spoglia desnuda immortale, di me della mia bellissima conchiglia per navigare nel cosmo, del mio gregge per transumanze (transustanziazioni?), attraverso tratturi spaziali.

Chiedere asilo con resa, senza condizioni, all’Arkham Asylum di Gotham City, baloccarsi a poker con Joker – più affidabile di ogni globale intrallazzatore trallallallero trallallalà – mentre il Cocker, Joe, canta Unchain my Heart, without chains:

poison running trough my veins… U are so vain, don’t U, Alice?