Dialoghi virali II, la Vendemmia

Pagina Bianca, Pagina dedicata alle Telefonate antiche, pagina bianca che sospira pensando a preistorici, romantici telefoni bianchi; pagina dedicata ai dialoghi telefonici che duravano interi pomeriggi.

Surrogato dei doverosi e necessari dialoghi liceali. Telefonate sostitutive di lezioni grecolatine, meriggi di studio soppiantati da parole surreali futuristiche, in quelle cornette pensieri e sentimenti mai dichiarati, forse rimasti impigliati nell’intricato dedalo di lunghi e neri cavi telefonici.

  • Ciao, a che punto sei con il ripasso dell’Alcesti?
  • Cosa? Ripasso e richiudo? Alce o cesti? Ma di cosa stai parlando? Tu squaw Alce che porta Cesti?
  • Non fare lo scemo, lo sai che domani il Capitano di Ventura alle prime 2 ore interrogherà a tutto spiano! Senza pietà, senza prigionieri! Ultimo appello prima della chiusura del quadrimestre, meglio una vittoria in zona Cesarini per evitare rotture nel girone di ritorno e scongiurare brutte sorprese a giugno…
  • Brava! Ottima metafora, calzante come scarpini Pantofola d’Oro! Ma lo sai, sono metà fora e metà morfo… Sono allergico a schemi prestabiliti, a imposizioni, non fanno per me.
  • Ti rovini la vita da solo, fabbrichi il disastro tragico con le tue stesse mani…
  • Grazie per la preoccupazione, conforta. Sono allergico anche alle prediche e ai… salmoni!
  • Sei insopportabile e impossibile, un discorso serio con te, mai!!!
  • Serio o serioso (per me pari son!)? Mi salvo con l’ironia, tutelo la psiche con l’autoironia, aggiungendo ogni tanto polvere di sarcasmo; mi salvo da me, da quello che vedo in fondo al pozzo dei desideri da evitare, sperando che giammai spuntino in superficie per farsi realtà.
  • Ricevuto … Roger! Buttiamola in vacca sacra, con buona pace eterna per i Classici Greci. Ce mut la bighe?
  • Cjalde ma…
  • Orpo!

Teletrasporto, Signor Scott!

  • Si confondono i piani in questa notte infinita, passato e presente cambiano verso, si sovrappongono, si fondono, si agitano, intorbidando anche i possibili futuri, Universo e Multiverso, versi di animali notturni fanno il verso agli umani tracotanti, che si credono sublimi predatori, inconsapevoli di esseri semplici prede inermi.
  • Allibisco!
  • Comunque, Lui mi ha confidato che già prima, da dentro un palloncino unto, faceva fatica a esprimersi, ma oggi, con l’obbligo di mascherina… si sente giù di mordente, di giorno e anche di notte, specie dopo l’ultimo tg ansia!

Schermo senza immagini nel buio notturno, lampi di blu, ronzio fastidioso e continuo attraverso gli auricolari collegati al pc (che non è un obsoleto partito politico del Mondo Prima).

  • Lui ha aggiunto che in questo momento storico si sente ontologicamente (ornitologicamente?) confuso, in questi strani giorni di mascherine, un dì si identifica con Zorro – ad ogni affondo, una firma! – il dì seguente balbetta incerto di considerare nuovi orizzonti per accettare con serena, adulta maturità il suo ‘lato Colombina’… Ora, la quarantena da pandemia, ha rinsaldato a sorpresa il nostro logoro rapporto, dialoghiamo quotidianamente con gli antichi entusiasmi che credevamo sopiti per sempre, rinverdiamo i miti del passato, onorando l’era gloriosa dell’Ubalda!

Con chi sto parlando da mezzora???

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