NUVOLE&PENSIERI, ANCHE SENZA MESSICO

A chi appartengono le Nuvole?

A coloro, eccellenze dell’Umanità, che le hanno inventate:

Aristofane Fabrizio De André John Constable.

Per interposta concessione di Andrea, Mantegna, che nelle fantasiose bizzarre forme cumulonembi ravvisava, con immaginazione e sensibilità, lineamenti originali fattezze superbe di volti, umani naturali cangianti.

Noi siamo come le Nuvole, vaghiamo nelle tenebre: forse, nonostante il buio, ho preso un abbaglio, Lucciole per lanterne – e considerati i mostruosi rincari delle bollette energetiche, sarebbe soluzione ottimale, finalmente davvero ecologica, sostenibile.

Unica pecca – non pec, peccarità – trovarle, le Lucciole: un tempo di quel Mondo Antico che fu, andando allo stadio del calcio in allegra combriccola cantante, ne osservavi in quantità, lungo la storica strada Pontebbana, giungevano a sciami nella fresca vegetazione e nei sentieri ai lati del tracciato principale; alcune, perfino in camper. Globalizzazione, della virale idiozia, ha danneggiato anche Loro, colpo di spugna senza anima a un universo bucolico, più umano perfino nelle sofferenze, nelle nequizie – non liquirizie, purtroppo – sociali.

Ai grandi media, auto incensati auto proclamati, sfugge la comprenzione (idioma triestino, spero sempre che le Mule di San Giusto cantino con rinnovato, indomito ardore), in primis della realtà: annaspano, delirano di sedicenti galassie, nebulose per essi incomprensibili inintelligibili, di scettici rispetto al Dogma imperante, composte solo – incredibile visu et auditu (non esiste peggiore ‘sordillo’, di chi non intende audire) – da Persone, alcune simili a noi (!), che ogni giorno camminano lavorano soffrono, si battono per sopravvivere in mezzo al frastuono e al caos, creati dalla bolgia dei rozzi cibernetici; discettano del Futuro, meno male che per benedizione cosmica, essi non ci saranno. Il Futuro sarà. Semplice, naturale.

Ci mancano gli anelli, le compagnie degli anelli al naso e degli anelli di congiunzione, tra noi e le Scimmie, o più probabilmente, viceversa; abbiamo fondato questa sciocca pseudo civiltà occidentale sulle non culture dello sfruttamento infinito, dello spreco e dell’emergenza permanente, ma oggi, ipocritamente ri convertiti a una (in) vocazione verde, ci raccontiamo la fandonia della ‘transazione ecologica’, con durata variabile dai 15 ai 30 anni – a insaputa della crisi climatica, ovvio – fidandoci e affidandoci agli stessi cialtroncelli criminali che si sono ingrassati, come nemmeno Creso, grazie alle bieche strategie del capitalismo fossile. Una risata, amara, ci seppellirà.

Giornata del Sogno e speriamo della Grande Tribù dei Sognatori, quelli che auspicano vagheggiano vaticinano viaggi e avventure infinite, come HP, come Corto Maltese, come Marco Polo, e anche come Marco Steiner; sognare di piantare Alberi sulle Nuvole, ricadrebbero poi sulla Terra sotto forma di pioggia e crescerebbero ovunque, per la buona salute del Pianeta e dei suoi abitanti, spesso ignavi incauti inconsapevoli. Come dici figliuolo caro, non è possibile piantare alberi sulle nuvole? Forse non per chi accecato dal profitto li uccide con motoseghe e fiamme dolose anzi dolorose, ma almeno una Donna saprebbe farlo: biologa, attivista keniota di etnia kikuyu, Wangari Muta – mai – Maathai, Nobel per la Pace 2004, ha speso donato dedicato la propria vita al popolo arboreo, alla difesa e sviluppo della Vita e della cultura vegetale; forse risulta difficile presso civiltà che invece di privilegiare giganti della categoria, quale è il Generale Sherman (Sequoia Gigante della California, alta come un palazzo di 20 piani) consegna nelle mani dei generali, fusti forse ma in divisa mimetica, la salute delle persone. ,

Nulla è impossibile ai Sognatori, quando trasformano un’apparente utopia, in progetto concreto: e buonanotte, a chi non ci crede.

Datemi una leva – non sulla testa, grazie – e forse, non riuscirò ad acchiappare le Nuvole per la coda, ma tenterò di sollevarmi dal Mondo, sul Mondo:

a patto chiaro – amicizia lunga – che la leva in questione non sia renitente.

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