Alla ricerca del buon senno perduto

Pagina degli Astolfi, discendenti d’Astolfo e di tutti i relativi Ippogrifi.

Pagina della Congregazione degli Astolfi ché gli Orlandi furiosi si sono moltiplicati in modo esponenziale – sempre stato problematico il mio rapporto con gli esponenziali, soprattutto se alti papaveri gallonati – e quindi per recuperare i senni fuoriusciti senza permesso, sono ormai necessarie pattuglie specializzate.

Qualcuno vaneggia di colonizzare il nostro amato satellite Selene, ma la parte oscura già pullula di senni, sarebbe sciocco e ridondante, invasivo e imperialista, impiantare colture artificiali e soprattutto reattori nucleari.

Senni ogm e/o radioattivi? Anche no, grazie. Sono malconci già così.

La dittatura sarà solo immaginaria – speriamo, non nella dittatura, ma finalMente nell’Immaginazione al potere, potere della e alla Immaginazione – e Big Pharma un delirio complottista, ma chiedete a quei Popoli presso i quali non sono disponibili vaccini, né farmaci ‘banali’ (banali presso gli opulenti sfruttatori occidentali); chiedete a quei Popoli nei quali la tubercolosi sembrava arginata o sconfitta e invece torna a annientare vite umane, ‘grazie’ alle filantropiche multinazionali che vendono i farmaci e i test diagnostici a prezzi siderali e pretendono di farlo solo attraverso accordi bilaterali, per ottenere profitti ancora più cospicui. Profitti ottenuti letteralmente sulla pelle delle Persone povere e bisognose.

Qualcuno avrebbe addirittura voluto assegnare a questi ‘eroi’ un Nobel. Non basterebbero tutte le aule giudiziarie del Globo, se fossimo spietati come loro, se avessimo un’idea malata della Giustizia, intesa solo come forma di vendetta, invece di momento formativo per tutta la collettività umana; fermo restando una doverosa, equa espiazione per chi si macchia di crimini contro la razza, umana o contro la Casa Comune.

Per recuperare un po’ di senno globale, Tutte e Tutti dovremmo nuovamente camminare all’interno del circolo Uroboros – circolo inclusivo arabo pitagorico – il divino Serpente primordiale (Jim Morrison docet?) che si mangia eternamente la coda, ma non si fagocita né digerisce, dando ritmo al ciclo della nascita e della morte senza soluzione di continuità, con un moto circolare ascendente che consente di viaggiare tra le dimensioni, per avvicinare sempre più l’Uno originale.

I capi tribù continentali vagano nel loro recinto all’affannosa ricerca del senno, non trovandolo, né il senno né il bandolo né la matassa – quella sì, la ingarbugliano pro domo loro – invocano ausilio dalla scienza; quando infine, la risultanza con poca esultanza, mostra al volgo un chiaro conflitto tra pretese evidenze scientifiche e realtà, sorge un ennesimo inconfessabile dubbio: a chi credere, alla scienza o alla realtà? A cascata: la scienza e la realtà non avrebbero potuto consultarsi in anticipo? Se non in presenza, almeno in video conferenza, tanto ormai; il dubbio finale: la scienza interpellata dai capi tribù, ufficiale finché volete, è la scienza vera? Al senno di poi, la pulizia delle fosse dei fossati e l’ardua sentenza.

Chi non ha testa abbia buoni galoppini, chi comanda – cosa? – abbia buoni servi, se sciocchi, meglio.

Come da vignetta umoristica, piena di buon senno: la principale causa di morte nel Mondo, resta la Morte; urge campagna di sensibilizzazione, pubblicità progresso #StopMorte.

Tornerebbero alla memoria episodi cruciali dell’epopea del ciclo arturianoArthur Zico? Magari – quando alcuni fedeli cavalieri della Tavola Rotonda (di legno, come canta Gianluca Gill discepolo di Battiato, mica dell’ikea) si lamentarono presso il fabbro di corte: fabbro, le tua corazze non ci proteggono abbastanza; impossibile; ti diciamo che è così, sono state trapassate dai sassolini, lanciati contro di noi con le fionde dai figli dei Cavalieri Neri; ma le mie corazze hanno evitato che i colpi fossero letali; mai udito prima che fossero letali i colpi dei sassolini; la colpa è di quei cavalieri che credendosi immortali grazie ai riti magici di Merlino dall’alto della torre, non indossano mai le corazze da me abilmente forgiate; fabbro, questo tuo discorso è privo di logica di buon senso di senno assennato; oh bella, tronchiamo qui questa disputa polemica, sarete nobili cavalieri di Re Artù, ma siete forse voi dei fabbri miei pari?

Grazie, Prode Artista Matteo Brandi, per il senno propedeutico all’ispirazione.

Se il sonno della Ragione ha generato mostri, non oso immaginare: il sonno del buon senno.

Luna mattutina, giornata sbattutina, Luna mattiniera, navigazione avventuriera.

Orsù, ciancio alle bande, la clessidra corre rapida:

il sen è poco, oppur ci manca, recuperiamolo tosto, prima di dover issare definitivamente

Bandiera Bianca.

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