Come scrisse qualcuno – non ne sono certo – se fossi fuoco, arderei lo ‘monno‘, (tonno? comunque, non il comune lombardo), o, almeno, non mi farei catturare da Prometeo; l’ha pagata cara, la sua impresa.
Se fossi fuoco, sarei ardente (non al dente), dubito gelerei d’inverno, garantirei luminosità e molto calore; a chi, non saprei. Non sarei economico, a buon mercato; lo sono in pochi, perché pretendere tanta generosità proprio da me?
Se fossi un salta fossi non rischierei di precipitare nelle buche traditrici del terreno, della crosta terrestre, salterei di palo in frasca, ma rischierei di incenerirli; un bel volo pindarico non fu mai scritto, semmai effettuato.
Se fossi fuoco, le fiamme – non Fiamma, dei Fantastici Quattro, sul cui riposo notturno esiste da decenni un misterioso, annoso contenzioso – sarebbero comprese o a parte?
Se io fossi Cecco, sarei orbato, ma saprei bene chi arrostire; sarei cecco, ma non troppo angiolieri, non angelico, rude semmai, da maneggiare con cura. Forse poetico, ma comico realistico, per prendermi beffe – roventi quanto basta – dei miei simili, per burlarmi dei presunti seriosi, benpensanti. Quelli che predicano bene: fate ciò che dico, non ciò che faccio. Presunti dritti – pensate se fossero storti – senza pagare il dazio.
Se fossi fuoco, difficilmente sarei acqua e vento, o uno e trino all’unisono, ma senza essere Dio – forse, solo un dio semplice – e senza essere il suo vicario in Terra. Mi leverei non di torno, ma belle soddisfazioni, begli sfizi, sì.
Se fossi fuoco – non fuocherello – impalmerei (cosa significhi, non so) la donna mia, quando ella altrui saluta, ogni lingua umana diviene tremando – tremendo – muta: al netto delle eccitazioni poco dotte, molto confusionarie, non devasterei il Pianeta, non servirebbe un guastatore in più, ma lo sovvertirei, dalle fondamenta, dalle viscere, dalle 20.000 leghe sottoterra. E oltre. O sotto i mari.
Temo però che se io fossi fuoco, sarei una fiammetta, anzi, fiammella; auspicabile sarebbe fossi l’innesco, la piccola vampa (non d’agosto, anche se) primigenia, consapevole d’impotenza da sola, ma propensa, desiderosa di pronunciare ‘noi’;
se noi, tutte e tutti, fossimo fuoco che non brucia, ma divampa di passioni, sane e buone, se noi fossimo il fuoco del mutamento necessario, non nelle ideologie, ma nelle idee, pure libere coinvolgenti, se fossimo il fuoco del bene e delle verità non particolari, vere.
Se solo noi fossimo.

