Forse non è proprio legale sai

Pagina delle Catapulte.

Assediare Città, tutte, bombardarle con ghiotti proiettili di miele di acacia castagno millefiori; assediarle senza tregua, prenderle per la gola grazie al lavoro di Api indomite.

Gola, sette vizietti capitali per sette spose, la taverna dei sette peccati, sette e non più di sette, anzi 6 in regime di copriMangiaFuoco; vigileremo sulla vostra depravazione licenziosità – avete la licenza, vero? – sulle vostre devianze dalla retta via ché anche nel mezzo del camino – Cam-caminì, cam-caminì, spazzacamin, Allegro e felice pensieri non ho (magari!) – era smarrita.

Mia cara diletta devota, l’uomo non è molecole immobili immutabili immarcescibili, sei più bella vestita di limiti, mi incoraggi ad annullare i miei lividi: voglio trovare la mia identità alternativa, il mio avatar, il mio avo primigenio, la scossa più forte che ho con le tre dita di Bem, mostro molto umano anche troppo, infilate nella presa giusta.

Toponomastica sterco del demonio, assessori urbanistici ante litteram poco urbani nemici del popolo: nella Vienna del 1770 la congiura dell’Imperatrice per stanare giovani e parsimoniosi, i primi destinati a offrirsi volontari per il ruolo poco ambito di carne da cannone, i secondi per ‘donare’ generosamente fondi alle casse dell’impero; casse da morto e forzieri imperiali ringraziano, le generazioni cancellate dalla storia con un tratto di penna d’oca, un colpo di pennello per verniciare nomi alle vie e numeri forse civici, certo poco civili, per niente empatici, temo di no.

E’ più reale Nessie o Fungie, Delfino uno e/o trino, finalmente fuggito nei mari aperti alla ricerca della Libertà perduta? Al marketing turistico, alle iconiche cicloniche clonate affiche pseudo artistiche, ai pescatori/agricoltori trasformati in pallide comparse del parco giochi in servizio attivo permanente – anche i parrucchieri delle divine degradate a tuttologhe on line ringraziano – la risibile ridicola rimaneggiata sentenza, appellabile o inappellabile, comunque inutile.

Sconvolgente apprendere dai reportage che in Irlanda esistano persistano ‘insistiscano’ meravigliose coste meridionali, verdi come da manuale abecedario sussidiario e abaco in omaggio, per contarle una ad una: caro Delfino, nuota veloce imprevedibile pazzo, hai donato 37 anni di vita agli Umani e ai loro tristi affari commerciali, hai diritto all’anonimato alla gioia alla Rivoluzione dei Mammiferi subacquei.

Hey nobile Julius, che Tu discenda dalle stelle, dagli stalli di un’accademia artistica, da nobili origini, passando da Ascanio il celestino sfuggito alla Combriccola, dal bosco greco Hylé o da Ilio (Troia, senza volgarità) – per restare in tema di assedi – la sai l’ultima? Non barzelletta, non bagatella in crociera su battello a vapore, non amenità, ma autentica svolta fantasiosa: la Letteratura Disegnata, il Disegno Popolare, l’Arte di HP e del resto della Banda Onirica, hanno fatto breccia nel bastione degli Uffizi, la Turris Eburnea degli intellettuali, sacerdoti e adoratori di urne funerarie, fuori contesto fuori di testa fuori balcone senza visione, è stata abbattuta:

Graphic Novel is back, Graphic Novel rules.

Forse non è proprio legale sai, forse è un mesto mestolo mefistotelico (altro che iconico, Totemico!) happy end – Neverending, Reverendo Never – da mulini bianchi calcinati dal Sole dopo la fuga di Sancho in sella a Fungie, forse saremo costretti ad ammettere che ha vinto il mercato, hanno perso le Città, ingannate da quel biondo miele.

La Terra rinata vedrà, scriverà cronache epifaniche, annales vergini.

In Campana di Bronzo con le opere di Achille Campanile: il male può annidarsi nel miele; le sicurezze – ordine e sicurezza! – hanno ventre flaccido, sono demoni ululanti con forconi di Belzebù, pronti a insinuarsi sinuosi sibilanti tra di noi;

ai primi brividi abbrivi breviari ‘da freddo’, sfigmomanometro aneroide sempre a portata di manicotto, per scongiurare la pressione bassa non in atmosfera, ma nelle Anime.

Alla riscossa, a-cefali, i Fiumi di china inchiostro colori hanno tracimato tra cime valli pianure, anche voi potete stare finalmente a galla, senza fare essere diventare:

Morti (tra parentesi: AUGURI).

Soli si muore, come i Delfini (senza l’Amore)

Pagina Bianca, Pagina della Finestra sbrecciata – ah, Porta Pia e il Bersagliere che tutto travolge – Pagina della finestra su muro bianco di casa bassa maghrebina, finestra spalancata come migliaia di braccia non ancora cadute, spalancate aperte accoglienti sull’Eternità.

Finestra senza battenti, senza scuri, senza tende per respingere la Luce, finestra sì, ma non del sistema operativo di qualche stupido pc (non buttiamola in politica o in trite immodificabili tiritere ideologiche!).

Dalla finestra senza sliding Doors (Jim Morrison perdonaci) può entrare, ma anche uscire di tutto, le finestre forse non le contengono, ma possono essere attraversate da moltitudini: predoni del deserto, galeotti anzi ex galeotti a bordo di una galea mentre remano forsennati al largo dalle prigioni, zingari felici, nomadi inconsapevoli, torme di villeggianti in astinenza da vacanze intelligenti, oggi più intelligenti che pria: smart Holidays! anche se, da uomo vintage, rammento che in tempi medievali fantozziani era un classico scattarsi la foto chiusi in camera con alle spalle il poster di mete tropicali, mai raggiunte nemmeno con la fantasia; da mostrare agli amici del Bar Sport a imperitura memoria genuinaMente farlocca; in vacanza con Veronica Ciccone, liberi da intrusivi abusivi abrasivi inutili cuochi tv; saltare dalla finestra in compagnia di una sapida minestra, saltare come Marsupiali, per optare per scegliere per tracciare un nuovo sentiero stellare non mediatico (ché astrocosmo prezzemoline e prezzemoloni ci hanno da eoni frantumato incenerito i covoni), sul quale incamminarci auspicabilmente in perfetta geometrica potentissima solitudine, percorso che ci condurrà verso il Nulla eterno o verso l’Origine, per continuare imperterriti impermeabili draconiani a non capire.

Cervelli senza finestre, per evitare che filtrino venti (vent’anni dopo, nemmeno i Visconti resistono più), pensieri, pulviscoli umanitari.

Pagina bianca, bianco latte (latte sovranista suprematista senza testa)? Pagina bianco lutto, Pagina libro bianco dei Dolori universali.

Pagina disperata come l’Amore di Nada Malanima – almeno Lei ne ha Una – Pagina Bianca dedicata alle Donne che se ne vanno, a rate, a puntate, ma poi non tornano; giustamente.

Restano con il mastice da falegname di Geppetto abbarbicate alle anime di piccoli uomini impotenti contro le procelle esistenziali.

Ragazze bellissime che si barricano in casa per auto deturpare la propria grazia davanti a uno specchio rigato da lacrime, in spregio a un mondo maschile vile gretto brutale; Donne che si commuovono e muovono sulle canzoni di Paola Turci, durante l’ennesimo trasloco della vita, una vita di traslochi, vite femminili perennemente in transito, con traslochi permanenti immanenti travolgenti.

Soli si muore, senza l’Amore, come ci ha insegnato Patrizio Sansone, tra note musicali e capelli al vento. Soli si muore, si muore soli, nel gelo della solitudine, come Miele la Principessa dei Delfini, brutalmente rapita dagli umanoidi, sottratta con violenza bestiale al Suo Popolo, per renderla schiava del losco profitto dei due zampe acefali; condannata a morire in solitudine, con la ignobile scusa della pandemia: idiozia virale globale.

Pagina dedicata a quella Ragazza, sbocciata Donna, che pianse ascoltando davvero per la prima volta Stella d’Oriente, dopo anni di trasferte e concerti Nomadi: non ci inganna l’Amore, ma non esiste qualcosa di più ingannevole infingardo fallace del cuore e soprattutto della mente dei piccoli uomini.

Non è importante che Tu ci sia o no, ma che ci amiamo e ci ameremo, continuando a vivere in nuove stagioni, nuovi paesaggi, nuove dimensioni.

Mai più soli, allevando Delfini liberi.