Di platoniche lezioni: tra Atlantide, Occam, rasoi

Pagina del Rasoio: di Occam.

Occam del Campidoglio? Credo di no, con tanto rispetto e immutata ammirazione.

Guglielmo di Occam, chi era costui? <<Frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora>>. Mi perdoni Maestro, non rumino molto il francese.

Forse il diabolico barbiere di Fleet Street, quello che talvolta vorrei essere anch’io.

Tra una fredda, precisa, netta rasoiata e l’altra, applicare un sacro principio di ragionamento, discernimento, comprensione, forse; morta l’empatia, da tempo nel tempo sepolti il conflitto di classe, diritti umani, dei lavoratori e solidarietà sociale, al cospetto di un ventaglio, di una ridda, di una miriade di ipotesi, a parità di fattori, la spiegazione più semplice è sempre quella da preferire a tutte le altre. Vi fidereste nella vita quotidiana di chi sottoscrive contratti al buio, senza conoscere dettagli, diritti, doveri, senza sinallagma, senza cognizione alcuna delle conseguenze legali? O lo classifichereste, nell’ipotesi migliore, un beato ingenuo?

Resterebbe così abbastanza tempo per agitare bacchette magiche da direttori d’orchestra, veri, per bacchettare sedicenti giornalisti bacchettoni che inneggiano alla cura turca contro Curdi e Migranti – magari, per espiare, condannarli a vivere e lavorare un anno dentro il regime di Ankara, quei giornalisti – orchestre sociali nuove, solo dal vivo, vive, in presenza, ché la distanza fisica antropologica rende non solo più ruvidi – orsi, magari! – ma egorroici, stupidi, paranoici.

Akio da Tokyo a Portus Naonis: quattro pilastri quattro punti cardinali quattro fantastici cardini della vita, professionale e umana, nell’ordine che preferite, ma attenzione e massima cautela, perché se invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia, l’omissione – o’ missione – inficia il tutto; passione, spirito d’iniziativa, condivisione, raggiungimento graduale di obiettivi misurabili.

Riuscire a visitare l’Africa del Nord (in Africa esiste un nord?) spietati regimi liberticidi e inumani, senza accennare nemmeno in modo vago casuale erroneo, all’importanza di rispettare Persone e Popoli, per riattivare invece i soliti sospetti opachi contratti, sul criminale commercio contro l’Umanità che garantisce profitti ai fabbricanti di armi, agli spacciatori di petrolio.

Vagheggiare sulle lezioni platoniche, non virtuali, ma di Platone in carne ossa materia grigia:

scoprire con gioia e gratitudine quanto avesse ragione su infiniti argomenti, non solo filosofici, ma scientifici, storici, geografici. Lui sapeva conosceva la mitica – per noi – Atlantide. Isola o quasi isola che forse non c’è più, nel Mondo Dopo, ma c’era, fu vera gloriosa concreta, migliaia di anni prima della venuta di Cristo: una storia narrata e tramandata in forma orale, poi con parole scritte, oggetto di incauti commenti ironici, avrebbe trovato nel Mondo Dopo una clamorosa conferma, grazie alle mappe geofisiche tracciate dai satelliti robotici che volano, spiano, ma studiano il nostro ancora – per fortuna- misterioso Pianeta.

Satelliti più simpatici di certi droni sciocchi e delatori, abbattuti a fucilate da alcuni isolani. Atlantidei sopravvissuti nei millenni grazie all’Albero della Vita, sempiterna? No, coriacei, indomabili Sardi.

Caro Paul, infermiere della Scienza, davvero incredibile che organismi semplici e simpatici quali i lieviti siano imparentati in modo stretto con noi bipedi che ci riteniamo complessi, superiori, padroni; tutti gli esseri viventi hanno un’origine comune, appartengono alla stessa famiglia, perfino affermazionisti populisti sovranisti, loro malgrado. Anche se poi si finisce per parteggiare per i lieviti graziosi che ci regalano: pane birra vino.

Mai confondere scopo e finalismo; Signorina, mi consenta, al suo sembiante al suo cospetto mi fletto: io l’amo. – Ottimo, se avesse anche la lenza potremmo almeno garantirci una dieta ittica.

Arie d’Artista, arie d’Opera, forse come la Madama Butterfly un bel dì vedremo spuntare un filo, di nuova umana intelligenza;

al momento, meglio restare accorti, non per etica, ma per prudenza: con l’editing genetico si sa dove si comincia a baloccarsi, si ignorano gli effetti finali. Nel dubbio, mai dimenticare, nemmeno sulle mozzarelle in carrozza, gli affetti personali.

Proprio come certi rimedi, anche senza rasoio, ormai senza filo (non di fumo), di Occam, o, in alternativa, di Sweeney Todd.

Jet Lag o Getsemani

Pagina del Jet Set.

Jet? Set? Tra aerei e produzioni cinematografiche, in bilico: non era tutto bloccato? Falò delle vanità, illuminaci d’immenso d’incenso di senso, pratico soprattutto.

Pagina di Jet Robot, cuore d’acciaio – quello era Jeeg, ma vale lo stesso – cervello, umano, troppo umano: tre amici, un solo corpo, ché abbiamo dimenticato quanto sia l’unione a conferire forza.

Jet Set mellifluo suadente superficiale, da non confondere con ‘Jetsemani’ – o era il celebre gruppo tarantolato dei salentini Getsemani? – il giardino dei.

Non vorrete picchiare sempre e solo chi dorme ai piedi dell’albero, anche il miscredente che dorme sul ramo; se nel frattempo, si fossero scambiati di posto, pazienza; un cornuto da mazziare, bisogna sempre individuarlo.

Teoria dei colori, lunga teoria di colori, ma se Greci e Romani e Arabi e Persiani, a caso a vostra scelta, rinascessero oggi, nel Mondo Dopo, verrebbe fuori un intricato vespaio ché la Torre di Babele al confronto sembrerebbe una candid camera organizzata con copione blindato.

Dietro lo specchio, Nanni Loy o Nanni Moretti – un impenitente osservatore di costumi scostumati o un altro papa dimissionario? – magari l’ombra del solito sospetto, la parvenza, la larva della mia identità, alla deriva senza avere mai vissuto una vita da Lupo del Mare; solo oniriche illusioni con Melville, Conrad, Salgari, H.P. quello vero, Mastro Hugo Pratt.

Torna il caleidoscopio della pandemia, la tavolozza dell’emergenza, ma potremmo discutere a lungo su temperatura, qualità, quantità, luminosità, opacità di tinte colori intenzioni? Chi è candido, non esiti a candidarsi; se davvero è puro indossi la veste e non la maschera sbiancata. Era più onesto Casper il piccolo fantasma o lo sventurato Fantasma di Canterville? Albus Albino Alboino, silenti: chi tace acconsente o si astiene dalla indegna gazzarra per intasare sempre più lo sciocchezzaio mediatico quotidiano?

Giallo urlo di Munch, o Rosso scandalo, come Gilda atomica, nei sensi, i 5, delle curve pericolose? Anche se bianco, rosso, oro sono i colori che ci dovrebbero accompagnare verso la Rinascita – non rinascente, mi spiace per il commercio globale, ma i templi erano saturi di mercanti e carabattole e sono stati abbattuti.

Non sarà il canale di Suez di nuovo navigabile, grazie a un Mastro Lindo qualsiasi, a restituirvi il sedicente scettro.

Jet lag, jet lag, chi sei tu jet lag o Mick Jagger? Rolling Stones Stonehenge Stone Age; Phileas Fogg o Ulisse, sfida finale per decidere il vero, unico modello del Viaggiatore del III millennio, con il persistente convincimento che il migrante dall’Afghanistan all’Islanda – bombe e vulcani permettendo – sia ormai il solo che meriti di fregiarsi con l’agognato titolo: la partenza, l’arrivo, il percorso rapido senza intoppi, sono importanti, per i turisti della vita, la propria in prima istanza.

Martedì palindromo, 30/03: intellettualismo sbandierato, ignoranza manifesta; non so cosa significhi il dotto vocabolo, non posseggo alba né tramonto, di significato significante, semantico simbolico metaforico, però mi consola e conforta che i grandi professionisti dell’informazione e della scienza siano ripartiti di gran carriera – la loro – estraendo dalle fondine le mai dismesse metafore belliche.

I Popoli fornivano preoccupanti sintomi di risveglio, dal torpore dall’incantesimo dall’ipnosi del terrore.

In una fresca e luminosa mattinata, riuniamoci sul Gargano, tra frammenti di preistoriche preziose selci e sagge Streghe inascoltate, tra le fronde di Colossi Millenari: impariamo da loro l’arte della Vita in uno dei giardini ancora esistenti dei semplici giusti Getsemani.

Non camperemo mille anni, camperemo meglio e finalmente liberi, perfino dal jet lag.