Pochi eretici guerrieri

Ancora domande, sempre domande, domande su domande

Chi erano le tre (una e poi trina) Parche – attenti a non confondere e sostituire le vocali, per non incorrere in equivoci imbarazzanti, si sa che gli abitanti dell’Olimpo sono suscettibili – figlie di Zeus (siamo sicuri? senza offesa) e di Temi, senza tema di smentita? In Omero erano Una, forse causa vista incerta offuscata, Omero parco – non fatevi venire in mente quesiti da porci – Esiodo munifico le aveva triplicate, ma la Triade di sorelle incuteva timoroso rispetto, deferenza allarmata: la filatrice della vita, la fissatrice della sorte e la irremovibile fatalità della morte non suscitavano, né riscuotono clamorosi consensi popolari.

Se siete uomini e amate le Donne, non sussurrate alla vostra compagna – Tesoro, come sei parca stasera…

Finale a sorpresa!

Nemmeno oggi, immersi come siamo in continui ininterrotti bollettini epidemiologici dal fronte globale, ci siamo appassionati alle funzioni professionali delle Parche; viviamo o tentiamo di sopravvivere sul continente più fedele al magico rimedio, eppure, come strillano araldi di ventura (aedi mercenari causa mercede pro domo loro, loro dei committenti) pare che si stiano sviluppando focolari, un po’ ovunque: chi scatena i focolari sono dunque modernissimi Lari e Penati – la faccenda e i gomitoli s’ingarbugliano nel guazzabuglio della vita post qualcosa – ossia protettori della salute della sicurezza della sacralità della casa e della famiglia?

Essere confusi è lecito, talvolta, riannodare il bandolo – mai le bandoliere – pura cortesia.

Senza magico rimedio si muore, ammonisce Sauron, con il suo unico occhio infuocato (serve un buon collirio) – nel paese dei Ciechi (si può dire ancora o il Kollettivo Omero farà causa?), il briccone con un occhio solitario diventa imperatore – espierò in ginocchio sui ceci, ma, scriba arcaico, sono rimasto abbarbicato alle poche traballanti (in)certezze del Mondo Prima: soli si muore, senza l’Amore.

Qualcosa che dovrebbe proteggere e protegge poco e male, deve essere reso obbligatorio dallo Stato laico religioso, anche nei confronti di chi non lo vuole – obtorto collo, collo torto, ho davvero male al collo – in modo da proteggere i presunti già protetti; in ogni caso, se questo qualcosa che non protegge, protegge poco e/o per poco tempo, oltre a non proteggere, innesca reazioni avverse con danni gravi e/o letali, dimostra che in realtà funziona, perché stimola una risposta. La logica c’é? Trovatela Voi.

Fare è sempre meglio del non fare???

Non sono laureato, né negli atenei prestigiosi italiani, né nelle strade della vita, né nelle università telematiche, forse per questo non riesco a comprendere l’altissima, finissima, sopraffina logica dei Cerusici dogmatici (super) che questo ci raccontano. Invoco clemenza e perdono, dalle Parche e dalle Muse, altre figlie di Zeus, assai prolifico. Magari con l’intercessione di Duse, Eleonora, Vate permettendo.

Tutto quanto fa spettacolo? O, tutto quanto, tutto sommando, fa spettacolo?

La nuova frontiera del marketing, la guerriglia inurbana contro il cliente; se il prodotto è difettoso e/o inefficace la colpa è dell’acquirente che viene condannato a restare in casa, con lo stigma sociale sulla porta, condannato a pagare una esemplare sanzione pecuniaria, per consentire alle aziende infamate da questi utenti finali meschini e insulsi, di perseverare nella fabbricazione di altri prodotti, ancora più scadenti; ma con appeal e promozione, istituzionali e garantiti.

Pochi eretici guerrieri, della notte, soprattutto nella notte, cercando il Cavaliere Oscuro, magari per un semplice salto giù al bar dei Phillies, per due chiacchiere rilassanti, o per un iconico selfie.

Pochi eretici e Guerrieri, testimoni consapevoli, al cospetto di testimoni inconsapevoli, di quanto accade nella realtà, di fronte ai loro stessi nasi.

Pochi eretici guerrieri, pochi di sicuro, retti ancora meno, eretti nel senso di verticali: una risicata minoranza, rumorosa assai – come dicono malelingue velenose, spargi calunnie – causa scricchiolio delle ossa, perché, fatto scientifico notorio, camminare verticali, soprattutto contro vento, contro mandria, contro corrente:

affatica, consuma dolorosamente spina dorsale e intero sistema scheletrico.

Per ovviare, meglio un perfetto regresso involutivo: quadrupedi e passa ogni paura (strisciare, meglio ancora).

Nella rete, retina, talvolta rètina

Pagina della Cassa nella Rete.

Cassa da morto – ci facciamo un brindisi sopra con un ottimo rhum? – cassa dei dobloni, detta anche forziere, ma solo la mappa conosce l’ubiqua ubicazione dell’Isola del Tesoro e poi arrivarci sarebbe un’impresa a sé stante con il sestante, cassa depositi perché prestiti non ne concedono a chi ne ha bisogno ma solo a chi già risiede negli arcipelaghi elusori – eludere, eludere sempre anche al cospetto della realtà – cassa senza fondo da cui pescare a getto continuo ex ministri delle finanze pubbliche, consapevoli e orgogliosi dei loro nuovi prestigiosi incarichi, esecutori irreprensibili dell’unico comandamento, dell’unico precetto sacro e inviolabile: “Prenditi cura delle banche non ostacolarle sii amorevole e un giorno le banche si prenderanno cura di te, in case di cura extra lusso per fedeli adepti acefali”.

Il virus non è cattivo, lo disegnano così sui media scandalistici; il virus è l’unica vera grande novità – nuovo Corona Virus (nome, cognome, ma la targa?) – dell’Anno bisestile sulla faccia mascherata del Pianeta Terra, ex azzurro ora rosso come il bolscevico Marte, rosso di vergogna urgenza imbarazzo; la pandemia finirà solo quando il leggendario Meteorite – sciami di meteorismo ogni giorno prima dei tg a reti unificate – colpirà centrerà colliderà collimerà con il nostro Globo domestico; la sensazione spiacevole sgradevole è che, proprio come gli ET ex machina ex UFO che dovrebbero per statuto per convenzione letteraria per patti interstellari salvarci da noi stessi, faccia di tutto per scansarsi ogni volta, scansare gli umanoidi, scansare le sue responsabilità e si ritragga nell’ombra cosmica, a sospirare nostalgico, rimpiangendo le belle ere luminose della avanzatissima civiltà dei Dinosauri.

Il povero vituperato virtualmente virale vairus, nella realtà è solo un maestro di recitazione – metodo Strasberg o istintivo? – ma assegnato sempre a classi di allievi recalcitranti scalcianti difficili poco propensi all’apprendimento alla collaborazione all’azione teatrale: Covid19 è un grande ex attore ex alcolista anonimo ex interprete della tragedia classica, un virtuoso del teatro scespiriano; nessuna catarsi finale, solo capriole opportune opportunistiche anti infortunistiche con catapulta, dentro il Globe, ligneo terracqueo alla conclusione innaturale di lezioni infinite, mai imparate.

Lee Strasberg ebreo, nato nell’impero austero austro ungarico, folgorato da un testo teatrale di Schnitzler – Doppio Sogno o Doppio Desto (Testo)? – e soprattutto dalla divina Duse, non si offenderà se al suo metodo, affermerò pubblicamente di prediligere il metodo Lee Stan Spider-Man, il metodo Stavinskiy su Prospettive Nevskiy, perfino il metodo classico, charmant, charmat, champenois con champignon visionari: tana per i Tannini!

Michele O, oh Miché: lo sapevi che i FumettiBrutti anche se sono capolavori rischiano di essere reclusi in isolamento con maschera di ferro dentro una Turris Eburnea, condannati perché la loro stessa esistenza è uno scandalo? Non abbiamo ancora capito che la vera Arte non ha genere e in genere non viene compresa, al limite compressa pressata pressoterapizzata.

Attenti a non cadere dalla torre, si rischia di rotolare nella Tana di Shelob e dentro la sua tela rete retina da pesca; perfino l’occhiuto Sauron preferisce tenersela buona mansueta amichevole: con un gigantesco ragno perennemente affamato è difficile tentare qualche sobrio ragionamento, anche se, in fondo, anche i figli di Aracne hanno diritto ad una vita dignitosa.

Cumenda, scusi, la botte in rovere omologata abitativa la porta Lei dal suo cottage in brughiera?

Sa, in caso di naufragi – anche allegri come introvabili inconsolabili incomparabili vedove da operetta – meglio evitare assembramenti sulla romantica zattera della Medusa.