Criptobiosi o Anno del Gatto: se hai capito, spiega Tu

Cara, mi si è ristretto:

il permafrost.

Anzi, pare mi si stia proprio liquefacendo; temo che qualcuno possa spedirmi in Siberia, a vendere ghiaccioli Sammontana, causa variante tropicale, del clima.

Se il permafrost – mica tanto permaNiente, al cospetto dell’imbecillità umana – dovesse davvero scomparire, ci ritroveremmo a presentarci, secondo i rigidi dettami del galateo, ad arcaiche forme di vita: batteri, virus, organismi mono o pluricellulari, per noi misteriosi e dagli effetti potenzialmente nocivi e/o devastanti.

Altro che anno bisestile, siamo piombati nell’era bisestile perenne del Mondo Dopo.

Hai voglia a discutere su quali sieri magici saranno più efficaci. Comunque, nota strettamente personale, ero già un tantinello preoccupato nel tinello all’idea dalle inoculate semplici, ora che la Casta dei Cibernetici di stato ha proclamato le inoculate eterologhe, non solo prive di rischi, ma addirittura molto più efficaci, sono piombato nel panico puro, puro panico denaturato. Come alcol. Ormai è noto, i bonifici – per i Rozzi Cibernetici – sono nettamente superiori ai rischi, sempre e comunque.

A proposito, uno dei venditori porta a porta dei rimedi – sia detto senza acrimonia, cambi coiffeur – ha detto, testuali parole: questi rimedi sono il frutto di un miracolo della scienza, chi vi si sottopone – pone sotto – compie un atto di fiducia. Non ho altro da aggiungere, Vostro Onore di Berlino o Norimberga.

Postilla personale: ripongo sempre più fiducia nelle antiche Fattucchiere, quella della Partenope sotterranea.

Tornando in Siberia, da qualche giorno, un simpatico animaletto – sei simpatico, nevvero? – risalente a 24.000 anni fa circa, pare sia tornato in vita, e dopo essersi stiracchiato, un po’ stropicciato gli occhi, sorbito subito il flusso rompi covoni informativo e un ottimo caffé napoletano sospeso al Gambrinus di Piazza Plebiscito, insieme al commissario Ricciardi, pare abbia esclamato: caldino qui, proprio come ai miei tempi.

Alcuni scienziati russi, come riporta il Guardian, hanno trovato i cosiddetti rotiferi bdelloidei nel permafrost siberiano. Visivamente simile a un verme, la ‘creatura’ è sopravvissuta per 24.000 anni e, appena scongelata, si è riprodotta. Sono invertebrati pluricellulari femminili che sopravvivono senza acqua e si riproducono senza rapporti sessuali.

Hanno quindi subito aggiunto: considerato questo clima, ora cosa si fa? Finalmente si suonano le trombe, se non quelle del giudizio, pazienza – capirete, dopo millenaria astinenza, vorremmo ribellarci al nostro mesto destino – auspichiamo di trovare adeguati suonatori, mosici, strumentisti a cottimo – non a Dubai per costruire stadi nel deserto, né in Egitto Antico per edificare piramidi al generoso Faraone, sempre nel deserto – anche improvvisati, purché volenterosi.

Giona icona biblica, pare fosse uomo dotato di poca pazienza, molta tracotanza ribelle, ma anche caro a Dio, nonostante tutto, se davvero riuscì, come da cronache, a sopravvivere nella balena per tre giorni e tre notti; non conosco il grado di pazienza fortuna o fede – fate vobis – di quel pescatore professionista di aragoste del Massachusetts, inghiottito – a tutti capita di sbagliare, nella vita – da una balenottera azzurra (una Principessa, vittima di un sortilegio?), così razionale o terrorizzato – quando gli estremi combaciano – da solleticare la faringe del cetaceo, fino a indurre un colpo di tosse. Finale lieto, per entrambi e nessuno osi nemmeno pensare a grevi battute sulla potenziale via di eiezione. In ogni caso, pescatore espulso dalla balena in un baleno.

Evviva i pescatori e i cuochi, siano essi profeti della Terra e del Mare, in Trinacria e in Salento.

Perdersi nei Giardini Segreti delle Veneri di Milo, Manara e ritrovarsi a passeggiare a Tulum in compagnia di Fellini, Mastroianni, Mastorna, Hugo Pratt, Bergman – Giuseppe – raccontando come sia emozionante fuggire da Piranesi, mondo distopico dispotico da incubo, dove qualche folle criminale, vorrebbe rendere gli abitanti controllabili e omologati, manipolandoli geneticaMente dalla nascita – che komplottisti ante litteram, questi fumettari; fuggire a bordo di un dirigibile argentato, alimentato dai Sogni, seguendo il canto arcano della Voce della Luna.

Per il mio compleanno vorrei il potere della criptobiosi: non ho detto criptografia cleptomania né cribbio biosi, ho detto criptobiosi.

Se hai capito, spiegami; sarebbe la caratteristica di quei vermicelli (non parenti degli spaghetti, gli anellidi millenari) della Siberia, farsi avvolgere dai ghiacci e riuscire a conservare sospese, anche per ere, le proprie funzioni vitali, vivi vegeti come vegetali in stato di ipnosi, ibernati: in attesa di tempi migliori, per issare nuove bandiere.

Peccato che io arrivi fuori tempo, massimo e minimo, considerando l’inarrestabile scioglimento dei ghiacciai.

Ho scelto un dono inutile, proprio ora che nel Mondo Dopo siamo del Gatto, antica espressione popolare coniata forse nelle contrade vicentine, in omaggio a certe usanze e tradizioni culinarie indigene, o forse in Liguria, ribaltando la prospettiva e assumendo i panni del topolino, ormai senza speranze, finito tra le affilate grinfie dell’astuto felpato quadrupede.

Comunque, gatti o leoni, tra felini speriamo sia questione di feeling o anche solo di peeling, per salvarsi la pelle;

se dovrà essere Anno del Gatto, o con finale del Gatto, spero almeno si tratti di quello a Nove Code (forse confondo argomenti):

con la riserva delle sette vite ancora intonsa.

Sette Meraviglie del Mondo

La regina di Babilonia (vacanza ‘morbi e fuggi’)

Pagina delle Regine.

D’Egitto, senza offesa.

Non solo, anche a Babilonia a Babele a Babette – o era Ella una sovrana dedita all’arte culinaria? – veneravano una maestà, femminile.

Regina, forse non per merito e competenza, ma per schiatta (schiattavano le altre nobili Signore, d’invidia, non troppo sana, letale): avete mai notato il sangue blu, le zebre a pois, gli elefanti – o erano i Gronchi? – rosa?

Auguste Donne, dominatrici della Lingua e relativi poteri arcani, altere senza alterigia, magnetiche nel fascino e nella conduzioni, di governi governicchi popoli in masse. Masserizie Masserie Masse atomiche sub atomiche, relative.

Cristopher Lee, diabolico, vampiresco più che mai non può sottrarsi all’influenza sovrumana della Dominatrice di Babilonia, la favolosa: la mitica città nella Mezza Luna fertile che ci ha fatto sognare, con giardini pensili inusitati inimmaginabili; 7 meraviglie del Mondo, 7 peccati – quella però, meglio non lo sappia Nabucodonosor, era una taverna.

Nel frattempo, proprio come stagioni, mezze stagioni, mezze maniche, travet, anche le malattie di stagione pare si siano estinte; tra mascherine e divieti, costituzioni calpestate, hanno preferito ritirarsi, speriamo non sull’Aventino, speriamo non nel Giardino degli Aranci, passeggiando indolenti, senza più carica (virale o vitale?), su viale Nino Manfredi.

Primavera intermittente, come certi collegamenti internazionali del Mondo Prima; strani giorni, strane voglie, l’erba voglio non ricresce più nemmeno nei giardini delle Regine, cementificazione e smog hanno vinto, sono stati virali, anche mutando nome e abito hanno trionfato in tutti gli a-talent: transizione ecocida.

Il Canale all commerce di Suez ci ha impartito tre lezioni, numero perfetto, ma le abbiamo subito gettate nel dimenticatoio e nel trita balle, di fieno: possiamo continuare a fare gli idioti, a cuor leggero, o meglio, assente.

I Giovani – chi saranno mai? – languono per astinenza da socialità, ché i social sono la negazione l’aberrazione la frustrazione di ogni rapporto umano: Ragazzi, attenti, non uscite, là fuori il Mondo Dopo è insidioso, pieno di trabocchetti tranelli tradimenti.

Siamo le regine delle città, facciamo tutto quello che ci va, ci balocchiamo a sazietà… ci sbudelliamo in rivalità; ma sorellanza unità d’intenti senso di comunità, sono i nostri marchi, di qualità.

Ne uccise più la penna che la spada, nel piccolo Mondo Antico; oggi, siamo fortunati: parole a caso casaccio casarecce, in libertà, almeno esse; ne stermina più la nostra idiozia idiosincrasia all’organizzazione alla verità al rispetto della Vita e del Pianeta che le pandemie. Pazienza, finché c’è Guerra dei Morbi, c’è speranza.

Una bella vacanza pasquale, morbi e fuggi; soprattutto, fuggi dai morbi, se puoi.

Lassù, in una galassia lontana lontana, esiste una Regina cosmica;

ci ha inviato il suo messaggero con un discorso di pace e salvezza: donerà il codice della Salute, eterna, ai primi esploratori spaziali che riusciranno a raggiungerla, senza inquinare il Creato, senza nuocere o uccidere forme e esseri viventi.

I riccastri terrestri si sono già messi in competizione, ma a quanto pare, nonostante le loro (loro?) ingenti risorse gli scienziati mercenari hanno finora progettato razzi – razzetti a micette – in grado di raggiungere, a stento, Igea Marina da Cape Canaveral.

Nel frattempo, la Ministra dei Neutrini esulta; li aveva perduti dentro il buio lunghissimo cunicolo tra il Gran Sasso e Ginevra, ma un valente ingegnoso gruppo di scienziati, russi senza spia (ché chi la fa, non solo l’aspetti, ma non è figlio di Maria), ha scoperto la loro posizione velocità reale identità: dopo un’avventura ai limiti ai confini ai corral della realtà, dai buchi neri erano precipitati – incauti e spauriti – in fondo al Lago Baikal, Siberia, il più profondo della Terra.

Almeno essi, i magici Neutrini, potranno rientrare nella reggia materna e darsi alla pazza gioia, dentro i Giardini.