Scorci, dal Mondo Prima

Pagina degli scorci, fugaci e fuggitivi, del/dal Mondo Prima.

Un piccolo cancello, ferroso arrugginito, incardinato in una soffice delicata purpurea cascata di Glicini che sembra scendano direttamente dalle nuvole, varco dimensionale per un altro mondo, onirico magico alieno.

Sbirciare nell’aia, galli razzolano fieri, della cresta e del ruolo: al gallo che canterà – per tradire ancora altri poveri Cristi? – in omaggio due galline da impalmare, galline floride, al bando quelle male in arnese. Eugenetica, aviaria.

Giochiamo a fare gli dei, manipolando DNA e combinando pasticciando tra gli alambicchi rimedi in tutto e per tutto sperimentali; gli effetti li scopriremo solo vivendo – geneticaMente alterati – e soprattutto congedandoci dal transito terrestre, forse a tempo debito, abbiamo sempre debiti con qualcuno già dalla culla, o rispettando la data sul nostro foglio di via.

Meglio valige di cartone, meno pesanti, meno inquinanti.

Memoria Ram, ma anche Rom, nomade, come tutte le Genti del Globo, memoria di sola lettura, fondamentale però per non obliare chi eravamo e i rudimenti; Ramses I: esimio Faraone, oriundo prima del blocco delle frontiere, guerriero, figlio prediletto di Seth – con la benevola supervisione di Schliemann, Anatolia o Egitto per me pari sono – dopo tremila anni (3.000), inezia al cospetto dell’eternità, non semi di lino per una vita umana, abbiamo scoperto che i geroglifici sono una vera lingua, non emoticon o emoji ante litteram; la Stele di Rosetta resta una memoria superiore a qualsiasi app o hard disk del Mondo Dopo; nulla è come sembra, perché chi detiene il potere della scrittura, è padrone del Linguaggio, domina la società e gli inferiori, la massa. Simboli arcani, arte, scultura, pittura, creatività: soprattutto, Amore per la Cultura.

Napoleone e le sue truppe furono solo una banda di ladroni? Non del tutto, ma Bonaparte oui: eppure, senza l’osannato imperatore – forse non assolto dalla Storia, giusto, illustre feluca romana? – clamoroso acuto travolgente innovatore delle strutture statali, dell’universo culturale, dei meccanismi del commercio, senza se e senza ma; comunque, a spanne, grande per statura e per distacco, dai suoi e dai nostri contemporanei: mentale.

Don Renato, Professore di ogni disciplina, sommo maestro di metodo, storico filosofico: sulla sommità del monte ventoso, impauriti spauriti atterriti per la presenza di nubi nuvolario – forse anche Tazio, Nuvolari – nuvola candida non radioattiva, densa di voci echi ombre di scorci; confessarsi reciprocaMente, confessioni spirituali messianiche, oneste – la confessione di solito è bugiarda – per auto da fé, senza menzogne, pietre d’inciampo, ma anche basali basilari, per fondamenta nuove, per rifondare città, nuove, nell’ottica di Leon Battista Alberti. Candore e armonia divine, con delicatezza e pudore orientali, ché non di sola carne è costituito l’uomo, ma affonda le proprie radici, poggia i piedi tra Terra e Cielo.

Pink Moon, Pink Floyd, volto nascosto di Selene, Apollo 11 e Spazio 1999; qualcuno rimase prigioniero sul suolo lunare, qualcuno si inerpicò lassù – il razzo Melies fu più poetico – per restare in orbita ellittica, anteponendo il bene comune, alla vana gloria individuale: saggezza romana inscritta nella doppia elica, quella del Modulo spaziale, quella genetica influenzata dal prezioso Tevere.

Ora Michael l’astronauta potrà passeggiare tra le dune argentate nel vento cosmico ogni volta che vorrà.

Scorci di Mondi, lontanissimi, nei quali nascono ancora Bambine e Bambini:

scorci di miracolosa speranza, autentici rimedi di gioia, squarci di arcobaleni verso il Futuro, l’unico che vogliamo: mentre noi ci abbarbichiamo ai sogni, Loro sono i talenti della Vita che procede incede germoglia, nonostante tutto.

Senza disagio, senza tema dell’Infinito: fisico/metafisico.

Anomalie Ribelli

Pagina dello Stambecco Bianco, senza corna, nella Val di Susa, senza tav, finché resisterà.

Pagina dei Resistenti, esistenti anche contro logica, previsioni, leggi più o meno naturali, più o meno legittime.

Pagina del Maschio Alfa anomalo, capobranco senza armi né violenza, leader autorevole in quanto diverso, speciale, con qualcosa in meno forse, con tante qualità in più di sicuro.

Li chiamano paradisi fiscali, ma nelle fiamme di quegli inganni, ogni secondo viene incenerito lo stipendio annuo di un nostro infermiere – li trattiamo davvero come eroi, ecco perché si estinguono come Kung Fu Panda;

paradisi dei criminali, veri inferni planetari per chi invece auspicherebbe in Terra solo un minimo insindacabile di sane: equità giustizia dignità;

gli affamati di pane e diritti si moltiplicano per sporogenesi, parassiti eretici da combattere con ogni mezzo, meglio se proibito; Migranti e Richiedenti asilo sono la causa dei mali della sacra indiscutibile inarrestabile globalizzazione – se acchiappo i suoi profeti – ci rubano donne bambini stupefacenti – ah, no, quelli li spacciano – ci rubano lavoro e case, sono così padroni del continente che muoiono in mare e nei campi di concentramento d’Europa, culla della democrazia con radici cristiane. Democrazia e spirito cristiano addormentati con cloroformio nella culla.

Avete ragione voi: questa è proprio una guerra, lurida come tutte le altre, più sporca delle altre.

Re Covid 19 – sempre sia lordato – magniloquente magniEloquente grazie ai suoi media magnivirali, ci ha concesso con provvedimento ottriato potenziato di diottrie, di capire quali siano i valori fondanti fondenti affondanti del Vivere – o in alternativa sopravvivere e sotto vivere – e i Pilastri del Globo; New Blue Green Deal per tutti!

Se anche in questa materia non siete efferati, chat propedeutico didascalica h24 con Lui o suoi ministri, servi sciocchi pandemici: il Pan di via degli Elfi nutre e salva al 70% in media, ma con due o tre dosi diventa più efficace, cadendo poi nel pentolone del Druido – come fratello Obelix insegna – sarà raggiunta la quasi immortalità (immoralità?); come disse l’ultimo Highlander: “testa sempre sul collo, Ragazzi!”.

Sarà presto due o anche tre volte Natale, bisogna pensare alle strenne, alle Renne, alle Rane.

Il glifosato, magari in pacco dono senza spese di spedizione, fa male? Di virus o di anti parassitari si deve pur morire: comunque, discusso multato mai squalificato, mentre impazzano nuove insperate mai spirate concessioni a Trivella Selvaggia, ecco a noi – per la salute comune, nessuno resti indietro o escluso – il dicamba veleno sempre in gamba, a spanne non affine al Mokambo.

Ambiente e Salute sono in testa alle hit parade delle agende sgovernative, ma prima di agire bisognerebbe pensarci bene.

Curiamo il pil fabbricando pesticidi più letali, però a norma di legge; poi, nel 2050, se qualcuno ci sarà, munito ammonito scimunito con monito reale, dotato di ramazza di saggina in assenza di Saggezza, monderà le superfici mondiali, occultando vergogne e polverine sospette sotto gli zerbini, soprattutto quelli a doppia gamba.

L’ineguagliato ineguagliabile matematico salesiano Don Mondin proponeva ai suoi allibiti studenti enigmi contorti: “Come ha fatto Manzoni a scrivere I Promessi Sposi (tre versioni tre, per chi volesse approfondire: Fermo e Lucia, Gli Sposi Promessi, I Promessi Sposi), o anche Sposi Promossi?”. Dopo imbarazzante silenzio studentesco, la fatale finale fulminante risposta: “Ci ha pensato su”.

Troppa cultura fa male, per questo gli esecutivi multicolori si impegnano allo spasimo per eliminarla, per rendere esecutiva la sentenza letale;

forse ci salverà la dea del pop, dell’ombelico ostentato, del sesso creativo e libero senza pre né post giudizi: la mitologica Raffa Nazionale, detta anche Carrà; nel Mondo Prima, molte generazioni sono debitrici alla creatrice del Tuca Tuca, il ballo del popolo dei Tucani – tuca tu che tuco anca mi – con l’attiva collaborazione di Alberto Sordi, per annientare ipocrisie complessi tabù superstizioni tipici di un popolo succube di antiquata società catto borghese: alla fine furono sogni segni sorrisi erotici, cancellati cancelli, confini, comandamenti, confinamenti claustrali.

Santa Claus in clausura? Non fa una piega, anche senza inamidatura; quindi non angustiamoci in spazi già precari e ristretti, non tormentiamoci trituriamoci tartassiamoci covoni marroni annunciazioni e financo enunciazioni; sarà un giorno come un altro, chi potrà esser lieve sia.

Per fortuna, l’ancestrale bisogno di Verità (o Narrazione?), lo abbiamo seppellito nel 1943 insieme a Simone Weil. Necessità sacra o laica, Lei sosteneva che l’argomento non solo non godeva di dibattito ma fosse non considerato, indesiderato, inesistente; si atterriva constatando quante incredibili impresentabili insostenibili menzogne fossero contenute stipate in troppe opere di troppi autori, spesso quelli più in voga, più celebrati, più popolari.

Accanto a malvagi e loro scherani mercenari, Paria esclusi dalle vie principali dei salotti buoni urbani, riescono ancora a stupirsi per la bellezza della Natura e del Cosmo, riescono a cantare, a celebrare, a rispettare, a praticare la fede nella Vita, a rivendicarne l’appartenenza a pieno titolo senza titoli, perché la vera esistenza è sorella inseparabile della Verità.

Bellezza Lavoro Giustizia, la Triplice sindacale di un III millennio inespresso, in attesa che il motto gandhiano divenga profezia concreta: “La vera economia è l’economia della giustizia”.

L’economia giusta per la Casa Comune e nuova società universale. Amen e buon pro ci faccia.

Siamo in una nuova era – nuova? – ira ara bellica, belluina, belligerante: eppure le multinazionali iper evasive soprattutto di tasse, non hanno tenuto in debito conto che a tempo debito presenteremo loro il conto unico completo; hanno sottovalutato il fattore anomalia, anzi il fattorino, mezzo secolare, palermitano tutto intero: Marco;

lui sì autentico cavaliere dei diritti, ribelle per non lasciarsi passivamente ridurre in schiavo, meno importante di una macchina – erano più tutelati gli schiavi che in Egitto edificavano le Piramidi dei Faraoni? – e lancia in resta, grazie anche a Una Giudice forse berlinese (con sale e codici in testa), ha compiuto l’impresa di ottenere la dovuta assunzione a tempo, indeterminato: Neverending Story.

Caro Marco, sei davvero Tuttolomondo nostro.

Il nostro grido di renitenza alla stupida pugna, senza infingardi colpi di spugna e/o di spingarda, è uno solo:

Tuttu Lu Munnu o Stambecco Bianco!