Scorie in the village of people

Pagina dell’Epifania celebrata.

Sarebbe stata ampiaMente l’ora dell’epifania dell’intelligenza umana, appuntamento rimandato al 6 gennaio 2022.

Forse.

La Signora Vetusta ha distribuito a piene mani, anzi, a piene calze: carbone; consegne a singhiozzo, volendo essere pignoli, ma la pigmentazione delle zone da coprire non ha agevolato il compito. Carbone per tutti perché il suo giudizio – saprete che la pandemia ha di nuovo sconclusionato le pagelle scolastiche – è stato categorico: Ordinari, dall’ultimo all’ultimo, anche perché i primi, o si sono rintanati in solitudine, o sono esauriti, nella vita e anche nelle trattorie.

Costernato dalle sconvolgenti immagini giunte in diretta da Capitol Hill – non era una cosa serial, all right? – o Boot Hill, una collina capitale, da ogni lato d’osservazione, in ogni senso del pudore, soprattutto quello vietato: i manifestanti sembravano neri incazzati, invece erano tutti pallidini furenti, forse per questo sono riusciti a fare irruzione al Congresso – delle Streghe, dei rappresentanti door to door del Rimedio, degli Arrotini ambulanti? – degli stati sparpagliati in America.

Devo anche confessare una mia personale delusione: sarà stato il mio lato gay, ma i Village People alle cinque del mattino o durante scabrose telefonate su antiche linee telefoniche roventi, mi erano sempre piaciuti, tanto; oggi anche loro si sono convertiti all’odioso neo nazismo dell’Illinois – porci e ruffiani spiazzati – pare però che i click di approvazione sui loro social abbiano registrato un’impennata stratosferica.

Intanto, i cornuti, nel senso dell’elmo, padani, rosicano: al massimo dello splendore, invece della collina del disonore, sono riusciti a scalare un campanile, per tacere del ‘tanco’ in Piazza San Marco.

Alcuni bizzarri scienziati – non lo sono sempre, per tradizione secolare? – si sono messi in posa durante il rito di somministrazione dell’incantesimo apotropaico, per esclamare raggianti: Miracolo! Chi scrive loro i testi, sia più attento a non confondere argomenti temi rami, altrimenti la reputazione dei testimonial rischia di essere inficiata e soprattutto di perdere attrattività sui mercati. Le nozioni base, elementari come certe particelle.

Dopo l’avariante inglese (Houston – lo so è in Texas, ma non è colpa mia: abbiamo più di un problema), ora l’avariante sudafricana. Ingenuo più di sempre, mi ero fermato a quella degli Scacchi ritrovati: La variante di Luneburg di Paolo Maurensig. Calma, la variante è di Luneburg, ma il romanzo lo ha scritto il grande Maurensig.

Comunque, state sereni, a ogni avariante il suo proprio rimedio traumaturgico.

Il Mondo Prima era bello perché avariato, ma ora, caro Principe, se lo lasci dire, si esagera si trascende si tracima.

Macchinisti, fuochisti, ferrovieri, facchini, affini, collaterali, uomini di fatica!!! Attenti, nel Mondo Dopo, da certi treni, meglio scendere, a tempo in tempo per tempo. Le scorie erano itineranti errabonde ribelli, ma ora finalmente hanno trovato i loro 67 paradisi: 67 siti – dico SessantaSette! – uno più bello e funzionale dell’altro, con app incorporate per lo smaltimento idoneo e sicuro. Sicuro che sarà idoneo.

Chissà se il passaggio a livella funzionerà ancora.

Arciere (vali? gnente!)

Pagina dell’Arciere, in arcione, con arco e faretra sulle spalle; sembiante arcigno, arcobaleno balenato in un istante alle sue spalle dopo acquazzone di fine estate.

Disarcionato dal grande dio degli Alci, arcipelago senza pelago ma arci, super arci campionato mondiale degli aspiranti Rubin Hood – rubare ai poveri sempre, hanno poco, ma sono a miliardi! – , Guglielmi Tell (me a new epic story) pronti a cogliere la prima mela.

Pagina sbiancata, non più bianca, ché anche quelle sono esaurite esanimi esauste.

Bianco è assenza di colore o summa universale? Punti di svista, Signora mia.

Pagina da dedicare alla Nostra Stella più importante, mai cucita su qualche bandiera terrestre; Stella Soletaria, Stella che cammini voli danzi nel firmamento ancora scevro da brand (Maverick Sky), Lone Star Ranger, sovrano del nostro sistema, solare certo, quale altro, di grazia?

Fratello Sole, a tua insaputa, Fratello pasticcere luminoso, proprietario dell’alto forno in quota irraggiungibile, Astro dalla Luce portentosa che dona vita o morte (specchi ustori, corazzate cosmiche in fiamme ai bastioni di EletheiaPolis), Lucifero angelo decaduto, mai scagliato, dardi a parte, sulla Terra; potrebbe presto accadere il contrario.

Pagina dedicata a Elios, dal volto fiammeggiante, non di vergogna, ma indignazione, gogna incandescente per popoli civiltà pianeti senza più dignità: dedicata alla sua anima segreta, al suo cuore oscuro come quello di ognuno di noi – fratellanza tenebrosa – ai suoi aliti ustionanti, ai suoi canti, funerei funebri alternati a inni di gioia (in fondo, si tratta di un Old Boy… solare!), a peana di vittoria.

Pagina della Sorte, anche il Dottor Destino nel frattempo ha effettuato il balzo quantico, decisa ai dadi – star, knot, alea et missa iacta sunt – dadi truccati struccati non dai visagisti di appassite sedicenti dive su viali alberati introvabili, ma da Messer Universo, mai mister, dadi brillanti, raggi forieri non forensi, fiorenti di Speranza, soprattutto quando suonano fotonici, sempre disponibili per l’Arciere oscuro, nuovo normal hero, sostituto surrogato erogato, al posto del Cavaliere oscuro, retrocesso a concierge notturno all’Hotel California.

Thanatos, poco propenso al gioco delle tre carte, opta ancora e sempre per le disfide a scacchi, baloccamento nel quale di fatto risulta imbattibile.

Per conferma, citofonare orari di ricevimento: Cavalier Antonius Blok.

P.S. Dialogo suggerito: quello tra l’Uno e lo Zero, di Trilussa e per appianare ogni inopportuna alzata di capa e di cresta, A’ Livella, del principesco Antonio De Curtis.