Z (Alfa Omega)

Pagina dei Baldi.

Pagina dei baldi giovani: attenti però, basta distrarsi un attimo, per diventare di colpo: Ribaldi.

I potenti del mondo, le multinazionali – più potenti di tutti i più potenti del mondo, assemblati insieme, senza mascherina (dovrebbero indossarla per Vergogna, virale) – il sistema mediatico dei giornalisti al seguito sono ormai concordi: la Generazione Z salverà il Pianeta.

Sorvolando sul piccolo dettaglio, molto influente, che il Globo, come sempre, si salverà da sé stesso medesimo, quando certe accozzaglie raggiungono l’uniformità omogeneizzata del pensiero – pensiero? adesso non esageriamo! – avverto ucci ucci un certo olezzo di gabbatura, un’auretta maleolente di raggiro cosmico, poco comico;

Alfa Omega, elementi chiari, dal significato multiplo però preciso in ogni circostanza; generazione Z, nel senso di ultima generazione tecnologica o tout court, ultima generazione della breve storia umana?

Conoscevo in un certo tempo del Mondo Prima, la lega Z e un Eroe che piombava dal Cielo per redimere e riscattare Donne e Uomini, sofferenti in schiavitù sotto il tallone di qualche dittatura scellerata inopinata crudele; ma tutto questo è finito, rivive solo nelle inutili nostalgie di qualche gerontofilo.

Forse sul serio, seriaMente la tanto decantata – il buon vino deve essere lasciato a decantare, a respirare in un’adeguata ampolla, prima della divina degustazione – generazione Z si ergerà in piedi, da cenere e ruderi della pseudo civiltà, per salvare tutto e tutti, però osservando certe azioni poco combacianti con gli slogan e gli ideali urlati a squarciagola e certe incerte, traballanti, zoppicanti opinioni su cosa siano dittatura e democrazia – spesso confuse o sovrapposte in una inquietante marmellata sintetica – dovrebbero con umiltà iscriversi a corsi intensivi, con applicazioni di saggi scritti a mano – amanuensi – e saggi di pratiche quotidiane di autentica Democrazia;

no surrogati, no ogm.

Scansando gli equivoci, soprattutto certi equivoci figuri, devo confessare la mia adorazione venerazione nei confronti della Gioventù – Forever Young (Alphaville) è più di un programma di filosofia politica – di quella età dell’incertezza che sembra auto alimentarsi all’infinito per durare da qui all’Eternità, età dell’incertezza totale nella quale sgorgano dal cuore solo certezze apparentemente incrollabili, età di scoperte emozioni sensazioni terribili e irripetibili; Gioventù che potrebbe davvero realizzare ogni cosa, Gioventù che ha sempre il grandissimo pregio di rivolgere sguardi limpidi e luminosi verso gli Orizzonti, per camminare in avanti, senza schiaccianti some sulle spalle, senza sacche colme di gigantesche pietre precipitate dal Passato.

L’Emilio, l’Educazione e Rousseau (il Filosofo, non la piatta piattaforma nella rete) – non tassativamente in ordine di apparizione – sono certamente fuori moda, fuori argomento, fuori dai social, eppure certe citazioni, più o meno dotte, più o meno opportune, sarebbero sempre utili, per vecchi vecchi e per giovani aspiranti vecchi:

Non importa tanto impedirgli di morire, quanto farlo vivere. E vivere non è respirare: è agire, è fare uso degli organi, dei sensi, delle facoltà, di tutte quelle parti di noi stessi per cui abbiamo il sentimento di esistere.

Come scrive Ernesto Assante, la Generazione Maneskin è rock per istinto, rock per antonomasia, rock per anagrafe, anche senza citare il Nobel contro voglia Bob Dylan;

ma dopo il giusto doveroso omaggio a Rocky Horror Picture Show, fondamentale diventerà la capacità di captare il momento per deporre calze a rete, rossetto e mascara, per dimostrare di essere giovani dentro e non artificiali prodotti della Cerchia delle Cariatidi, in aspettativa di poltrone da Cariatidi sostitutive.

Pirati, creature degli Abissi, favole

Bandiera Nera, simbolo di spietata pirateria o libertà?

Ossa incrociate, vincastro del Profeta: si vincerà, trofeo in palio il tesoro nascosto sull’Isola che forse c’è o la sopravvivenza dell’ecosistema marino?

Per informazioni dettagliate, chiedere alla Lega, delle Megattere.

Jolanda, figlia del Corsaro Nero, sei una Donna di corsa anche Tu? Piratessa o corsara, stella, rossa di cuore chioma temperamento.

Seguire il canto delle Megattere, non solo melodia, talvolta frastuono più del rombo degli inquinantissimi aviogetti, ma negli abissi esiste il suono, come ove si propaga? Pro pagaia; per esplorare i 7 Mari, non andremo veloci, ma ricognizione e tutela saranno accurate, certosine, approfondite dalla superficie, dal profondo.

Se le lasciassimo in pace – a proposito come sta la Giovane balena grigia in vacanza in Costiera amalfitana senza green pass? – potrebbero vivere anche due secoli e continuare a garantire equilibrio biologico e salute al Pianeta, senza nemmeno blaterare sciocchezze su transizione e resilienza: le Megattere, naturalMente.

Forse Ti stupisci – mi capisci quando parlo? – del resto ammetto di apparire strano matto anche per il Napoleone dell’osteria centrale che racconta le proprie gesta, sappi però che il tanto reclamizzato rimedio è meno efficace del talismano degli Inuit, mentre i veri ‘miracoli’ hanno nomi cognomi identità, molto precise: Biodiversità Foreste Ghiacciai.

Tanto per dimostrare con geometrica potenza quanto siamo cambiati, in meglio, quanto abbiamo capito – mai più! – dalla pandemia di virale idiozia, abbiamo cancellato nel 2020 anno fatale un’area forestale grande quanto la Terra dei Tulipani; al bando l’economia fossile, certo, forse nel 2050/60, nel frattempo meglio attuare politiche per la proliferazione incontrollata, incontrollabile di centrali e immense condutture per il gas, tagliando a fette l’Africa Orientale, avvelenando ancora un po’ il Lago Vittoria, il Mediterraneo, l’atmosfera terrestre.

Non vorrete mettere sul lastrico le povere multinazionali, ri dipinte di verde marcio?

I Delfini non sono pagliacci, i calamari potrebbero urtarsi e rivolgersi direttamente al loro Padre nobile, il Kraken, per ricondurre gli uomini alla ragionevolezza, al fondo del barile, o sul fondo, degli Abissi.

Se vai per mare e non credi al Kraken, il pazzo sei tu e te lo certifico, mentre dal cielo sopra Dublino piovono gamberetti.

Che Tu possa essere profondo come il Mare di Lucio, Dalla, o scendere fino a 20.000 leghe sotto i mari insieme a Nemo con il Nautilus, per abbracciare scoprire rispettare quello che non si vede, ma pulsa di vita; non ci saranno fad criminali – fishing aggregate deviceses – che tengano.

Altrimenti alla fine i tentacoli del Calamaro Supremo avvolgeranno tutto, riavvolgeranno il nastro, chiuderanno l’epoca della razza invasiva e distruttrice.

Dylan, Thomas Bob perfino Dog, inafferrabile, indefinibile, cangiante: mutare sé stessi in ogni istante per rimanere fedeli alla linea, del pentagramma della poesia del fumetto della Vita.

Il Mare morto risorgerà, un mare abbandonato all’incuria e all’inquinamento definisce chi lo aveva ricevuto in comodato, d’uso, intelligente negli auspici degli aruspici.

Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: Uno in calle dell’amor degli amici; un secondo vicino al ponte delle Meraveige; un terzo in calle dei marrani a San Geremia in Ghetto. Quando i veneziani (e qualche volta anche i maltesi..) sono stanchi delle autorità costituite, si recano in questi tre luoghi segreti e, aprendo le porte che stanno nel fondo di quelle corti, se ne vanno per sempre in posti bellissimi e in altre storie.

Sarà solo il finale di una Favola di Venezia, mastro Hugo, ma sarebbe bellissimo se fosse il finale di questo transitorio Mondo Dopo.