Young person transforming into a tree with glowing branches at sunset in a valley with mountains and a river

Metamorfosi

Nel paese che ha saputo rendere il trasformismo un’arte – da quando il trasformismo è diventata un’esigenza, cantava il Poeta – , metamorfosi potrebbe essere, se non la parola d’ordine, la parola chiave: per aprire ogni porta e accedere a tutte le dimensioni, reali e immaginabili.

I saltimbanchi contemporanei sono solo pallide e squallide caricature dei Pagliacci di ere fa.

Con la metamorfosi, più che mai, l’etimo recita un ruolo fondamentale: parola composta (almeno essa), unione tra ‘meta‘ e ‘morphè‘ – morfologia rammenta qualcosa? solletica fantasie? – , con la terminazione ‘osis‘ che indica parole astratte.

La mutazione di forma, non solo dell’acqua o dei gas, la trasformazione, è una peculiarità umana. Riflettiamo con cura e placidità, le mutazioni riguardano molti viventi, non solo quelli a due zampe: per esempio, gli insetti e potremmo citarne a bizzeffe. Da baco da seta a falena, da ninfa a coccinella.

Non si scomodi, poi, il caso, se Ovidio ha intitolato il suo poema più universalmente noto Le Metamorfosi (e non si riferiva al Dr. Jekill e a Mr. Hyde, casomai, ha anticipato…):

proviamoci noi, industriamoci, arrabattiamoci a comporre un neo poema epico mitologico (ché i miti, da sempre, senza IA, hanno illustrato agli ‘uomini’, le origini e i significati di tutte le cose, visibili e invisibili), composto da 250 racconti, esplicativi di come gli ‘animali moderni’ si siano mutati in questi misteriosi esseri, apparentemente privi di anima.

Se fossimo in grado – lo scrivente, no di sicuro – di fermarci e partorire sane speculazioni (nel senso di meditazioni), magari coadiuvati dalla lettura di un bell’articolo su Robinson – maledetta lettura, maledetto viziaccio – , ci renderemmo conto che “la metamorfosi è il principio fondamentale del pensiero e della rappresentazione della natura“.

I poeti, stirpe adusa alle mutazioni, nella perenne ricerca della bellezza e del sublime, spesso vivono con disagio le liturgie che costringono a celebrare le istituzioni (gli uomini di potere) e le religioni (altri uomini di potere); per questo, trovano volentieri cittadinanza nelle sorprendenti parole che forgiano. Come scrive la poetessa Mariangela Gualtieri: “Credo che un poeta sia a casa solo nelle parole“.

Vorrei mutarmi in una fumettista e illustratrice coreana, vissuta tra Corea, Filippine, Usa e, ora, da sposata, britannica di Londra: cosa esiste di maggiormente metamorfico, di cambiare spesso (volentieri?) paese di residenza, di vita? Resta, faro e Stella polare, la convinzione che le donne siano centrali per realizzare, finalmente, una società umana giusta e paritaria, dove “il patriarcato, figlio della tradizione, non funziona più“, sia cancellato, definitivamente. L’artista dei fumetti, per fortuna esiste, ha 35 anni e il suo nome è Yudori; un nome da rammentare, per cambiare, in meglio.

Trasformarsi, trasformarci fa parte del nostro destino, anche se non siamo illusionisti; dalle origini, da prima che coniassimo le parole – pensiero e parole, all’unisono – , dalle “antiche cosmogonie orientali, al V secolo avanti Cristo, dal mito e dai filosofi presocratici che parlavano di ciclo cosmico e fenomeni naturali, indicati quali principi“.

I mitemi, frammenti di racconto, esistono da quando è apparso l’uomo, le nostre amate metamorfosi ci appartenevano già dal Paleolitico; “quando la mente giunge a fondere elementi diversi in un’unica figura. Si parla di ‘blending cognitivo‘, perché è la fluidità che ci ha permesso di pensare“.

L’antropologia contemporanea ha ‘inventato’ il concetto di “multinaturalismo, una pluralità di esseri che si scambiano sembianze senza perdere identità“. Le Metamorfosi che riappaiono, non abdicano mai.

Non solo umani e animali, anche alla materia “viene riconosciuta l’immaginazione (animismo); la realtà ha questo di particolare, mentre si manifesta, sta già cambiando. E’ così che sono possibili la storia, le storie“. Non si potrebbe spiegarlo meglio di Serenella Iovino.

Come scriveva l’immortale Ovidio, tutto scorre (lungi dal sottoscritto citare il gruppo pop Verde Coniglio…);

anche le stelle, anche la luce.

Tutto muta, in un ciclo continuo e inarrestabile.

Scrivimi (Nino dal Buonocore, basta un pensiero)

Pagina del Pensiero, di un pensiero, dei pensieri pesanti (pensanti?) quotidiani, dei pensierini elementari che rivelavano mondi a Maestre e Adulti.

Pensieri attorno a qualcosa, una cosa una casa un oggetto un soggetto concetto Concetta impiegato di concetto argomento, qualsiasi a piacere, per rompere il ghiaccio; anzi, pensando allo stato di salute dei Poli, meglio di no.

Salviamo il ghiaccio ché a breve diventerà bene di lusso, mentre – povero mercatino globale! – crolleranno le quotazioni di virus e batteri per eccesso di offerta.

Pensiero laterale, sottosopra, insinuante invadente contundente, talvolta.

Se fossimo così fortunati da incontrarli per strada, salutiamoli con reverenza riverenza (falla almeno una volta!) rispetto rimembranza: se fossero Pensieri Lunghi senza scadenza, facciamone scorta, ospitiamoli accogliamoli conserviamoli, magari nei Granai; in caso di crisi (ah, non ne eravamo usciti? La Crisi più lunga della Storia, nuovo blockbusters ghosthbusters idiotbusters con l’eterno Steve Martin) , al mercato nero troveremmo di tutto, tranne i Pensieri; oh cribbio, anche nei paesi paesetti paesucoli del sedicente Bengodi la Spremuta di Cervello (o la tempesta di menti) è delizia rara, Elisir degli Dei, Ambrosia più deliziosa della Cioccolata pregiata per intenditori spendaccioni.

Una piccola molecola può modificare il Pensiero? Sostanze processi procedimenti chimici.

Voglio passeggiare nella Roma tenebrosa del 1600 – o giù di lì, nel senso della data non geografico – e non dentro le pennellate di celebri dipinti, ma fisicamente, assieme a Michelangelo pictor (senza pin puc pec) excellentissimus, uno e trino: Michelangiolo (l’altro era suo fratello gemello, almeno d’Arte?), Merisi, Caravaggio; cara, mi metto in viaggio, non aspettarmi per cena apericena ah però.

Famigerato, la sua fama fame noir, fu tramandata solo a causa di una infame congiura ordita ordinata con diabolico ordito contro di Lui, una manovra orchestrata da detrattori invidiosi, da malpensanti (uh, quanti!) da mariti con notevoli palchi ramificati di corna, da imbratta tele imbratta muri imbratta carte, la cui unica dote era una mesta mediocrità media.

Scipione, non l’Africano, il Borghese, distrattaMente cardinale, ma dotato di occhio lungo come il pensiero, cervello fino olfatto finissimo aveva valutato bene il Tuo talento: totale immenso tendente all’Assoluto, quindi soluto assolto da banali regole per banali bipedi.

Certo, la mosca al naso e nella nera barba, Ti saltava spesso e volentieri: mosca notturna mosca fastidiosa mosca nella sambuca o semplicemente nella buca d’angolo del muro sbrecciato del Tuo laboratorio tra i vicoli maleolenti della futura capitale degli indolenti e dei viziosi: capitali anche loro.

Così, talvolta confondevi pennello con spada e viceversa. A Tua insaputa – ne sono, quasi, certo – per veniale distrazione, Ti capitava di affettare non saluti o battute motti di spirito, ma brutti ceffi, invece di dipingerli. Incerti del mestiere. Chi sono io per condannare qualcuno, meno male che non vivo a Berlino Tribunale; come diceva quello, non giudico un mio simile dai suoi errori, ma dalla volontà di rimediare; o, in alternativa, dall’eredità che lascia al Mondo.

Digressioni Pensieri lunghi a lunga percorrenza come Dromedari o Pony Express, Pensieri in grado di coprire ampie distanze in un attimo un amen un la Luce sia con te, se è quella creata dal Merisi; alimentati solo da uno zuccherino e un sorso d’acqua, anche piovana.

Se proprio urgessero ungessero impellessero soluzioni deduzioni delucidazioni acide saline – magnifiche quelle sicule – brillanti: ecco a Voi i Pensieri Diagonali, percorso più breve per unire in lieto connubio due visioni corsare corsive corrosive agli antipodi delle intenzioni e delle volontà.

Un Pensiero può essere strambello strambo strambato strambante arrembante peccaminoso progettuale rivoluzionario irriverente seducente, sempre Stupendo.

Dalle folli notti delle Ragazze del Piper al resto dell’Umanità.

Incredibile visu, Monstrum;

i Pooh venuti fuori dal Brennero, in silenzio, assieme a Parsifal, avevano ragione: caro Pensiero, non restare chiuso qui.

Va per le strade del nostro piccolo Pianeta, reca arreca reclama la buona e giusta Razionalità presso ogni Contrada Contea Comunità.

Infine, a missione compiuta, fatti riaccompagnare a casa da Lassie o almeno scrivimi:

non farmi stare in pensiero.