Nelle bigie, grigie, giornate di pioggia, è naturale pensare con speranza e, in qualche modo, struggimento, alle lanterne.
Tradizionali, solide, in grado di illuminare, la realtà fisica – sempre parziale e prospettica – e le menti (auspicio forte più che mai); lucerne, se vi aggrada di più, l’importante resta lo splendore, anche senza giungere a significati allegorici danteschi.
Ne avremmo urgente bisogno: sorgente luminosa portatile. Negatelo, se ne siete capaci, o in grado.
Forse, ci aiuterebbero a individuare direzioni, soluzioni, nuove accattivanti, evolutive prospettive. O viceversa.
Ci sono state, esistono ancora, lanterne cieche, capaci, attraverso un gioco di schermi girevoli, di concentrare la luce in un fascio, oppure oscurarla (i ‘nemici’, noi stessi, riflettendo meglio, stanno sempre in agguato, pronti a ghermire); basta non piombare nella corbelleria, imbalsamandosi a fissare il dito, ignorando la Luna.
Lanterne veneziane, cinesi, nipponiche: quali preferite? Non ignoratele, sono preziose, ognuna nelle proprie peculiarità. La molteplicità di visioni, crea la vera, inusitata ricchezza.
Certo, con cura e accortezza, occorre deambulare senza sonnambulismo – non più del lecito, senza eccedere oltre il necessario minimo garantito – senza incantarsi (arduo, ne convengo) a rimirare le ormai rarissime lucciole, scambiandole per lanterne. Interiorizzando, se possibile, il ‘metodo Diogene’, per rintracciare, in fretta ormai, l’uomo, anzi, gli uomini e le donne, di comprovata, ottima volontà. Con le lucerne, sempre accese, anche in pieno giorno.
Lanterne magiche, per immaginare nuovi mondi, nuove persone, nuovi noi; mai privare le lanterne magiche di luce, introdurre costantemente lampade brillanti perché le più fantasmagoriche immagini compaiano su noiose pareti bianche.
La Lanterna, quella di Genova, senza mai obliare quella del Pireo; fondamentale nell’antichità, insegnò a tutti noi a navigare, a trarci in salvo tra i flutti perigliosi.
Lanterne rosse, per ribellarsi, rifiutare, affrancarsi da ogni tentazione di società feudale, per cancellare per sempre il giogo, insopportabile, inumano, del patriarcato che ci dilania con gli ultimi, letali, colpi di coda. In assenza di lanterne, affidiamoci a caleidoscopi: belle immagini da osservare confortano l’animo, e poi, si sa, gli specchi hanno il potere di perdere i Narcisisti più tossici.
Lanterne rosse, gruppi di guerrigliere, ché da sempre le Donne hanno dovuto combattere per affermare la propria identità, per rivendicare diritti, per dimostrare ai limitati uomini di essere meglio di loro, più forti, più capaci; non per caso furono gruppi di combattimento femminili durante la rivolta dei Boxer, Cina, a cui gli abitanti dei villaggi attribuivano poteri soprannaturali, in quanto capaci di portare a termine imprese impossibili per i maschi.
Lanterne Verdi, per l’ordine cosmico e la giustizia, anche nello spazio. Il Pianeta Azzurro galleggia nel Cielo, quindi, forse, ne ha o ne avrà bisogno. Lanterne Verdi per tutelare la Natura di cui facciamo parte, di cui non disponiamo da padroni, dalla quale dipendiamo per ogni più minuta esigenza e dalla quale siamo graziati, fino al nostro ultimo respiro.
Lanterna delle Fate, particolare specie di una famiglia di piante tra le più rare al mondo – forse, 20 esemplari, non di più – magnifiche, splendide, incantevoli. L’ultima in ordine di apparizione vive (sopravvive) in Malaysia – coincidenza letteraria – la Scienza internazionale si è mobilitata per tutelarla, proteggerla da noi stessi, forse perché ci rammenta non solo quanto sia meravigliosa la Natura, ma quanto i bipedi non siano in grado di esistere senza la sua presenza benefica.
Federico coronò il desiderio di trasmutarsi in un aggettivo – felliniano – , molto più umilmente e modestamente, vorrei diventare un vocabolo greco, antico: lampter, attinente (stretta, inestricabile parentela) con il verbo lampein, rilucere.
Non sarò mai una lampada – mai affermare mai – , mi basterebbe essere un lumino che si difende dai venti contrari, un lanternino dotato dalla fantasia dei fanciulli di una magica, reale, potenza.