Causarum cognitio

Pagina del latinorum, dell’eloquio forbito biforcuto astruso, pagina dei polli renziani, nel senso del Tramaglino.

Si beccavano tra loro, incauti sciocchi, invece di fare fronte comune contro il rischio decapitazione propedeutica al viaggio finale in pentola padella calderone.

Porgere l’altro braccio, nei secoli dei secoli: il vero patriota altruistico non nutre dubbi, si fa inoculare da qui all’eternità. Attento, camerata, il camice di Ippocrate ti ausculta, in ogni momento. Che disfattista complottista, questo Ippocrate (chi era costui? un buon cavallo su cui puntare forte?).

Ogni causa ha i suoi fatti o i fatti suoi: lo strumento democratico previsto dalla Costituzione per consentire al popolino bove, forse pio, di esprimere ogni tanto il proprio parere, se non la volontà, è divenuto sterco del demonio, mentre aedi e menestrelli che si sfamano nelle greppie degli inaccessibili palazzi, cantano le lodi della ristrettissima – cerchio, quanto magico chissà – accozzaglia governativa che a colpi di clava, pardon, di fiducia, porta avanti e impone decisioni e progetti; mai discussi nella sacra aula dell’ormai leggendario Parlamento. Cinque mazzate, pardon bis: cinque fiducie in 48 ore, una pentafiducia, pentavalente – ma vale? – come certi sieri miracolosi cumulativi.

Compito della ricerca, non solo della filosofia che in ogni caso abbraccia in modo ampio e ecumenico ogni branca – fernet o branchia? – del sapere, dovrebbe essere l’individuazione precisa e analitica delle cause dei fenomeni; miliardi di cause legali, miriadi di fenomeni più o meno paranormali, ma, si sa, la sommatoria dei fenomeni, non sempre produce grandi risultati; servono sempre i cari vecchi mediani, gli artigiani della fatica, per fare, se non quadrare il cerchio, almeno una solida botte tonda. In caso di vendemmia o acqua alta potrebbe tornare buona, molto più di certe eccellenze.

Avete mai posato lo sguardo sulla Scuola di Atene? Di Raffaello, potete trovare se non l’Artista in carne e ossa – non lo escluderei a priori – nella Basilica di San Pietro, l’Opera, un autentico capolavoro, una meraviglia pittorica che offre ai meno distratti una sintesi di abilità e erudizione, riuscendo nell’arduo compito di creare un punto d’incontro, un connubio superiore tra cultura pagana, cultura classica, cultura cristiana. Chi offre di più?

Gli aspiranti Marziani colpiti e affondati dalla scientifica cognizione del dolore e della delusione; il Rosso pianeta sarebbe in realtà  – ardita connessione – una sorta di fetta biscottata tondeggiante, senza quindi nemmeno una goccia d’acqua disponibile. Milioni di terrestri pronti a class action per ottenere il rimborso dei ticket, per restituire i red pass, per cancellare le procedure burocratiche di richiesta di cittadinanza. Per i più inconsolabili, pronte cittadinanze assai marziali in molti paesi del Globo che ormai offrono e garantiscono questo tipo di diritto costituzionale. Nel frattempo, abbiamo anche scoperto che i raggi cosmici sono peggio dei radicali liberi, usurano terribilmente, soprattutto gli oggetti volanti indecifrabili e tutti coloro che non deliberano, perché non conoscono, o viceversa.

I cerusici e gli alchimisti del Mondo Dopo rassicurano il variegato popolo, l’eterogenea galassia degli Esitanti: i rimedi miracolosi di nuova concezione, di immacolato concepimento, di indubitabile effetto traumaturgico, sono certi (di cosa, di grazia?) certificati santificati dall’unico Dogma; se qualcuno, casualmente, dopo assorbimento, accusa – ci vogliono prove inoppugnabili, caro Lei – malesseri e/o decessi, sappia che la colpa può essere attribuita, distribuita solo al caso (da cui, l’espressione vernacolare: eccheccaso!), al destino cinico e baro, alla propria colpevolissima carenza di fede, e per questa, non bastano gli integratori. Comunque, al momento – gli amanuensi e i miniaturisti sono esosi assai – hanno catalogato solo gli effetti perversi dei filtri preistorici, infatti alle domande del volgo, rispondono: stiamo elaborando i dati. Per i lutti, l’elaborazione è laboriosa complicata, dai tempi incalcolabili.

Non vorrei sottrarre lavoro a Cassandra, me ne guarderei bene; eppure, avverto una sinistra sensazione;

la nuova pandemia virale è già tra noi, con il suo lucente sgargiante abbagliante nome di battaglia, in bella evidenza sul cartellone del teatro off:

Nessuna Correlazione.

Sooner – crooner? – or later

Page of My great expectations, maybe: grandi speranze, grandi aspettative, in attesa sui marciapiedi della vita; me stesso o le speranze, in attesa dell’altra parte, sull’altro lato della strada.

Sooner or later, ti ritrovi all’improvviso sul lato polveroso, sconnesso (dal web finalmente) della via, quello dedicato in esclusiva ai paria della società; sooner di quanto tu possa immaginare, prima è meglio è, non si sa per chi; meglio affrontare l’accidente come un crooner, grande ineffabile swing e andare, a briglia sciolta, senza briglia, meglio ancora.

Se non vi garba crooner, apprezzerete chanteur de charme, anche se toglietevi dall’immaginario Alain Delon e il suo amico Jean Paul Belmondo, per tacere dei registi Nouvelle Vague (o Vogue?): un bel Mondo sul serio.

Come commentava Nonna Erminia, sicula di temperamento e forma mentis superiore, chi visse sperando, morì cantando. Magari non come Bing, Crosby, però accontentiamoci: cuor contento, qualcuno l’aiuterà.

Fare una passeggiata, sul lato selvaggio, con calma e compostezza: certo, non sono escluse correlazioni, non mancheranno i rischi e da Cernobbio, Mario caro, potresti finire in men che non si dica – cosa vorrà mai dire questa curiosa espressione? – a Chernobyl; ma tutto ormai è di dominio pubblico, visto che la conoscenza propedeutica alla de liberazione (trattato sulla) è negata per legge – siate etici, responsabili, altruistici – e una bella serie virale su qualche piattaforma non si nega a alcuno.

I processi della sedicente giustizia indigena talvolta endogena financo ansiogena hanno durate spropositate e collezionano salatissime multe continentali, eppure pare che questo spreco di denaro pubblico e questa palese violazione negazione di equità non susciti – sushi – indignazione, né presso la solita bieca stantia manica politicante, né presso i principali danneggiati, gli pseudo cittadini.

Para dossi dei tempi, non paradossi cronologico storici, proprio follie disumane quotidiane nelle cronache dal Mondo Dopo: il rimedio miracoloso pensato progettato sperimentato nel fu Belpaese molto probabilmente non nascerà mai – dove sono ora i pro vita mea, li mortacci tua? – causa mancanza di supporto supposte monetarie, causa mancanza di cavie bipedi, già troppo inoculate dagli intrugli forestieri, poco avvezzi poco propensi poco collaborativi nel sottoscrivere liberatorie con le quali si accollano collari rischi conseguenze, fisiche e economiche, del rito magico.

Paradosso al cubo: gli stregoni ammettono che per almeno altri due anni i loro magici rimedi avranno lo status di sperimentali, ma ormai la Gente crede che dopo 5 miliardi di inoculazioni, tutto sia a posto, normale, risolto e quindi il babbeo che sosteneva: molto più facile ingannare un Popolo che poi convincerlo di essere stato ingannato, può andare a coricarsi per l’eternità, picconandosi da solo.

In guerra e in amore, secondo il vecchio adagio – se è antico, adagio per forza – tutto sarebbe lecito; figuratevi voi se Marte e Eros dovessero stringere un patto, un’alleanza per costringere i riottosi a piegarsi alla suprema legge del bene – già scritta così, suona lievemente coercitiva – con accorate lacrimevoli missive, portate diffuse dai latori degli Alchimisti; missive che invitano, ora con toni tragici, ora con toni minacciosi, a riflettere sull’importanza del sacrificio altruistico. Missive, forse autentiche, forse apocrife, vergate in stile non dissimile dalle grida dei Signorotti delle Gilde – cartacarbone, ciclostili di un Mondo andato – capaci di commuovere, come nemmeno il buon Mario Merola, re della sceneggiata fu mai capace. Un trionfo, un capolavoro di letteratura dolorosa.

Celebriamo il connubio tra jazz e blues, per congedare il pubblico, in bellezza: Perry, Como fai a incantarci ancora?

Como vorrei che Tony, Emilio e Johnny formassero il Trio confidenziale della Meraviglia e poi un Ensemble con Natalino, Frank e Michael, senza mai tralasciare Ella, Ida, Liza.

Chi mi ama, mi segua, disse il Bel Tenebroso: fu così che s’incamminò, fischiettando ‘solo me ne vo’ per la città‘.

Sognando, cercando, sperando, in tutti quelli che più non aveva, mentre la folla mascherata ignorava il suo dolor (forse, un sassolino nella scarpa).

Annunci e attenti agli accenti

Pagina degli Annunci.

Annunci di tutti i tipi, funebri commerciali, di coprifuoco, non coperchi delle pentole, ormai vuote, buone giuste per un cacerolazo in piazza, anche senza guerra. Negare sopire reprimere, perché l’unica via per la pace sociale, eterna, resta la santa repressione.

Del resto, non ci avevano detto che viviamo nel migliore dei post mondi possibili, considerando che non si combattono più guerre da 75 anni? A scrutare bene il Pianeta, non sembrerebbe, ma avanti così, ripetere una bugia un miliardo di volte h24, non la trasformerà in verità. Come una zucca per qualche ora carrozza principesca grazie a un magico inganno, tornerà sempre zucca; visto l’arietta che spira – anch’essa, purtroppo – meglio accontentarsi della zucca.

Chi visse di annunci, Nonna Erminia completerebbe la sentenza, da par suo: questo paese, anzi questo mondo dopo – mi perdoni l’Avvocato Mauro Sandri per le modifiche improprie al suo saggio aforisma – vive di annunci roboanti, virali più dei virus, e poi, inevitabilMente, muore di realtà, quella vera concreta naturale.

Onanismo marziano, ingenuità di fabbricazione terrestre, eterodiretta da Pasadena – Olimpiadi di Los Angeles 1984? – il drone studierà per noi il Rosso Pianeta, in attesa che i bolscevichi al potere si arrendano alle leggi del mercato; se i riccastri vogliono come sempre decidere tutto loro, perfino chi debba possa abbia i crismi – il karisma no, non fa per voi, nemmeno il karma – per competere al grande circo dell’intrapresa, i primi a non credere nel libero mercato, i primi a stritolarlo con lacci di seta nera, sono proprio loro; poco importa e/o differisce che si tratti di sport professionistico o esplorazione dell’Universo, cui, piccolo dettaglio, nessuno ha chiesto se sia favorevole.

Con la super lega, finalmente i padani potranno sognare di nuovo l’indipedenza e un Doge illuminato che garantisca prosperità ai sudditi della Serenissima; il torneo ora genuinamente amatoriale con grande coppa finale Bucintoro d’oro, sarà trasmessa in ogni sestiere, anche se per accedere correttamente allo streaming lagunare, servirà il sestante di bordo (per fortuna, il truffaldino mose, nessuna parentela con il Mosè di Michelangelo, nato già guasto, anzi marcio, dentro, nel frattempo sarà divenuto un’installazione per turisti, di bassa lega); per le radiofilocronache in diffusione, la trasmissione ufficiale, da 90° minuto, si chiamerà, per adeguarsi alla nuova incredibile ricchezza – dei soliti famigerati – miliardesimo minuto (Bucchi docet); state sereni, la minuta dei conti cifrati, occultata dentro scatole cinesi, resterà sigillata in bunker post atomici su isole e atolli mai trovati. Così, a pelle, questo specie di atollo mi sembra un gran figlio del Mare.

I super scienziati, speriamo non i virologi e gli infettivologi che da 14 mesi non ne azzeccano una, nemmeno su suggerimento di Zeus, pare abbiano individuato un nuovo corpo celeste, forse un pianeta simile alla cara vecchia agonizzante Terra. Anche perché nel frattempo, il mega iceberg A68 che rischiava di collidere contro le coste della Georgia, quella del Sud, con terribili conseguenze per la povera fauna locale, si è in realtà frantumato a causa della temperatura troppo elevata dei mari e dell’atmosfera; mentre tutti sembrano sollevati – come sempre, avendo eliminato il senso di vergogna – da ogni responsabilità individuale e collettiva, colgo controcorrente inquietanti presagi. Dormire sognare, forse migrare, trasmigrare come facevano gli Uccelli, ma per la razza umana, fuggire (come?) in massa verso un nuovo Eldorado Eden Megalopoli cosmici, sarebbe un escamotage di comodo: prima dovremo rimediare ai danni terrestri, poi, casomai, i più meritevoli potranno concedersi un periodo di ferie, stellari. Avevamo giurato che saremmo diventati migliori, invece sarebbe già festa grande, fossimo rimasti fallocefali come eravamo, prima.

Colonna sonora suggerita, per celebrare l’arrivo in Albione dell’avariante indiana: Arrapaho degli Squallor, solo per autentici intenditori; almeno 40 minuti di allegria saranno sicuri, il resto lo scopriremo, a partire dalle vergogne, solo vivendo, chi potrà.

Annunci di pubblica offerta, progresso sociale, piccolo spazio pubblicità progresso: quanto dura il vostro rimedio, sei mesi, un anno, forse 18 mesi, magari 24? Gli Alchimisti non riescono a trovare la risposta, ma se qualche antichissimo Druido – barba bianca d’ordinanza – ci vende la pozione, magari con ingredienti che giungano non contraffatti da bachi malandrini attraverso la Via della Seta, si aggiudicherà appalto, scudo fiscale, scudo penale (non fallico), vitalizio, per lui e per tutte le generazioni future: della sua famiglia.

Pagina finale degli annunci e dei quesiti; non esitate a inviarne a go go, ma attenti a non sbagliare qualche accento: se avete quesiti da pòrci, questo è la fattoria ideale.

Roulette russa, o roulotte: per vie di scampo

Pagina della roulette, russa.

Si fa presto a dire complotto spionistico. Lo dicono i complottardi, per primi, per spiazzare anticipare spezzare spazzare: le piazze e i Popoli, per le necessarie pulizie, di Primavera: quella che, intanto, tarda ad arrivare.

Si diventa spie e/o inviati speciali, per combattere la maledetta noia e i terribili nemici, soprattutto quelli endogeni, ché degli indigeni spesso facciamo parte noi e perfino la nostra famiglia.

Tutti conservano una profezia, nel cassetto, nel taschino del gilet, in un kiwi file o wiki? – , segretissimo; o una zia prof., amore giovanile segreto, ma di Pulcinella. Le celebri profezie del NostroAdamo, indeterminate quanto basta per adattarsi a tutto, come certi capi d’abbigliamento oltre le mode, come certi uomini – sui marciapiedi – per tutte le stagioni.

Da anni, abbiamo rinunciato al diritto, alla sacrosanta tranquillità, all’intimità, alla privatezza, da quando le esimie banche hanno inaugurato la remunerativa – sempre pro domo loro – abitudine di spiattellare intere banche, dati, con tutte le nostre informazioni, le più sensibili. Poi, la tecnologia, la tecnocrazia, poi gli amici amiconi amichetti, anzi i cari figli dello zar moscovita, dislocati in Parlamento, nei governicchi, nelle aziende strategiche ma fallite fallimentari: assoldare antichi spioni, più pasticcioni che abili, una spesa davvero inutile, superflua, un vezzo da satrapi annoiati. Ognuno si accende la pipa come preferisce.

Nel covo degli spioni, nel covo del covid; nel preistorico Mondo Prima, cartelli promozionali garantivano a viandanti affamati, a potenziali clienti di bocca buona e larga, a lavoratori a basso costo, ai gonzi i più varj da accalappiare: rancio ottimo e abbondante. Truppe da mandare allo sbaraglio e ciurme di disperati da spedire dove finivano i mari e restavano solo orrende creature, spesso venivano ingaggiate così. Mutatis mutandis, mutano i codici genetici, le forme le esigenze, cambiano le aspettative, i presunti bisogni vitali: torme di astinenti, da intelligenza salute verità, cercano solo bancali container vagonate di rimedi magici, magari spediti tramite amazon; come disegna Massimo Bucchi, più che il rancio – rancio in testa – nel Mondo Dopo è fondamentale che l’agognato ἀντίδοτον sia ottimo e abbondante. Gli ingredienti, li scopriremo, più avanti o forse mai; magari potremmo chiedere lumi a Zio Vladimiro, lui non ne saprà una più del diavolo, ma molte più di noi, certamente Да.

Oci ciornie, Compagni, pravda e glasnost siano sempre con voi.

Vi sorprenderà sapere che parte dei fondi in teoria destinati ai famigerati recovery e transizione ecocida, finiranno a finanziare – che governissimo, solo dei migliori e delle ‘migliorissime’! – armamenti e solite riverniciate multinazionali fossili. Meno male, mi stavo preoccupando, ero pronto a lanciare pubbliche raccolte di soldini, bit coin: oro alle patrie, nodose randellate ai dubbiosi disfattisti, nemici della nazione (il quotidiano fiorentino?).

Perfino gli alchimisti più integralisti ammettono, digrignando i denti, che questi elisir in teoria ‘anti contagio’ sono ancora in fase sperimentale: non ne sanno indicare efficacia, durata, effetti negativi a lungo termine, nemmeno scrutando tra le interiora della selvaggina, o tra i fondi di caffé e i fondi delle peggiori discariche continentali di munnezza. Comunque, dopo un anno di andrà tutto bene e misure draconiane, i contagi sono sei volte tanti, se non è magia questa, caro Gandalf, dimmelo tu cos’è.

Poche inesistenti labili certezze; la pandemia, come sempre, conviene a chi può permettersela, tra gite fuori porta alle Canarie e sabbiature con rito apotropaico a Dubai (ma n’dubai, se la grana nun ce l’hai???).

Agli altri, tutti gli altri, diseredati senza santi in paradiso o diavoli nell’Ade, disidratati financo, restano invocazioni di aiuto a Saturno:

quando non è contro, può inviare gli anelli in eccesso, salvagente.

Fondo pagina, della roulotte non necessariamente russa; magari rossa o arcobaleno, per vie di scampo di fuga sulle rotte degli scampi, per scampare in primis a noi stessi:

tassonomia dei crostacei, ricoperti da armatura, ma con indole delicata;

specie dei decapodi, forse con dieci piedi riusciremo a correre più in fretta, a giungere più lontano.