Pre messe e vecchi discorsi, in assenza di merletti

Pagina dell’Alba, nuova di nuovi giorni.

L’Alba Alba mantiene le proprie promesse o è una promessa che poi dovremmo realizzare noi in persona?

Ancora: la pre messa dell’Alba, perché ogni vera Alba è in fondo una messa, cantata, esige passaggi riti impegni ineludibili, molto udibili, dai risvolti concretamente verificabili.

Premessa esaurita – andate in Pace – , ma non la pazienza, virtù dei forti; come diceva il mio Maestro, anche dei morti: impossibile trovare persone più posate dei defunti e, aggiungo con mente modesta, più inattaccabile e invincibile. Ormai, nell’Eternità e oltre.

Leggo con stupore e allibisco: la pandemia avrebbe reso uguali tutte le regioni del Mondo. ProsaicaMente, credevo che il mirabile risultato fosse stato raggiunto già con coca cola e macdonald’s, giusto per citare i marchi più famigerati – per tacere di nike, non di Samotracia, purtroppo, o simili – con colpo finale, risolutivo ‘grazie’ a ikea e amazon.

Proviamo, tanto/poco abbiamo da perdere da qui al 2050, a indossare paraocchi e tappi per le orecchie, forse solo così torneremo a percepire l’essenziale. Va bene, l’essenziale sarà invisibile agli occhi, ma non dovrebbe esserlo alle menti; accendiamole e ricarichiamole, giorno dopo giorno, all’Alba, come faremmo con tutti i nostri vitali devices elettronici.

A certi vecchi discorsi, sempre da fare anche se cambiano strada quando li cominci e li affronti, non chiedo più ciò che costituzionalmente non possono e non vogliono dare offrire regalare.

Seguo con curiosità e interesse il Guitto veneto – scrivo veneto e Guitto con stima incommensurabile – capace di destreggiarsi tra le Arti come un Petit sul filo teso tra le nuvole, capace, lui sì, di autentici discorsi di Capodanno, con molte premesse molti orizzonti, molte Albe che si schiudono in giorni luminosi e fecondi. Penso a Giordano Bruno, arso vivo con mordacchia, perché di Lui temevano – temiamo ancora di più oggi? – pensieri e parole, anche dal rogo in Campo de’ Fiori, penso al Grande Nolano con gratitudine e immensa vergogna, ci siamo nei secoli mostrati dimostrati indegni del Suo sacrificio.

Ovunque, casi bizzarri, talvolta umani, talvolta paranormali, singolari; come osserverebbe Groucho Marx, se sono singolari perché si scrivono al plurale?

Vago per stradine mai percorse, mi perdo in via Pomponio Amalteo: chi mai sarà stato costui? Forse, l’inventore dei pom pon o della malta?

I signori degli anellidi – grande rispetto per chi deambula sinuoso e convive da millenni con una pessima fama mediatica – ragionano e asseriscono, per perifrasi ipotetiche e con profluvio di condizionali: sono un sostenitore del congiuntivo, dei meditativi dubitativi, ma una reclame così incerta sull’efficacia degli ultra rimedi, inquieta; l’invasione degli ultra rimedi, sarà gentile o, considerando lo slang bellico, un’esportazione di salute/democrazia a suon/fischio di ‘bombe intelligenti’?

Alla fine, è sempre questione di clessidre, da girare e rigirare, volgere nel verso giusto, capovolgere al momento opportuno, sperando nella purezza della sabbia, bianca o dorata, fine o anche triviale, importante sappia giocare con le onde, gravitazionali.

In ogni caso, sapendo poco leggere e scrivere, capendo meno, vado via con sotto il braccio sinistro Tre camere a Manhattan e sotto quello destro il cartonato dell’Arcobaleno: precario eterno, ma almeno con due punti, malfermi, ma punti: chiave.

Chi visse sperando (nel CapoDanno)

Pagina dell’Attesa, messianica.

Il povero 2021 non è nemmeno nato, eppure tanti troppi tutti lo attendono al varco, al valico con il suo corteo di Elefanti dopo il faticoso passaggio sul Brennero: già carico non solo di auspicati rimedi, ma di responsabilità e compiti supremi – i destini spesso sono inscritti nei nomi e nei DNA – scelto per sostituire destituire detronizzare depotenziaRe il suo predecessoRe; sperando rammenti da subito di non essere stato concepito bisestile, magari bisessuale, ma bisestile proprio no.

Nonna Erminia diceva – chi visse sperando, morì… cantando. Voglia di cantare saltami addosso, gorgheggia tu, che mi non posso, ostrega. Anche la Commedia non solo è finita, ma poco divina, confidiamo resista etilica, ché si sa l’alcol conserva e disinfetta.

Curiose coincidenze, ma se non balzi a bordo sono treni verso il nulla; la Congiura dell’Universo per renderci saggi trionferà, finalMente? Sono tutte fuck news, create ad arte senza regola dai soliti komplottisti del web: magari fossero Leoni almeno alla tastiera; o pastiera partenopea. Da quando anche lo storico Gambrinus di Piazza Plebiscito ha chiuso i battenti, il commissario Ricciardi demoralizzato ha smesso di vedere le anime dei Morti.

Come direbbe la Mia Amica Scrittrice (grazie Odette), la promessa dell’Alba è essa stessa alba? Chissà, non smettiamo di cercare le risposte e soprattutto non abdichiamo, non anneghiamo, magari in acque fetide, alle domande, quelle essenziali vitali giuste.

Alba livida, ma anche – senza prezzemolone veltroniano – lì vida, da qualche parte ai piedi della fioca luce dovrebbe esserci Vita, magari nuova, magari vera.

A Tutte e Tutti, buon balzo o sbalzo verso un futuro, qualunque, comunque: a scanso di equivoci, indossate il caschetto e allacciate le cinture, se sono sicure, meglio. In caso di guasto (Uasto?), anno comprato nuovo, guasto e/o difettoso, senza diritto di ReCesso, chi crede preghi (magari non San Gennaro, si è messo in aspettativa), tutti gli altri si abbandonino senza ritegno ai consueti riti apotropaici. Unica certezza, il canto di battaglia del leggendario Borgorosso Football Club: chi si estranea dalla lotta è un gran fijo de mihi ignota est.

– Ho visto la Luce, in fondo al tunnel (Tunnel of Love?)!

– Ma no, tonto (il fedele alleato nativo americano di Lone Ranger?), è solo il riflesso di una lampadina dentro una pozzanghera, sull’asfalto nero, lucido, almeno lui, causa pioggia.

Riascoltiamo Rain and Tears, nella duplice versione di Demis Roussos e della divina Dalida, senza Sansone, divenuto nel frattempo, dopo precoce calvizie, coiffeur delle Stelle;

se non sarà Luce, possa la Pioggia lavare via o confondere le lacrime.

p.s. Le coincidenze: ultimo giorno dell’anno, ultima pagina del Quadernaccio cartaceo, quello degli appunti pre brutta copia on line.